Giovani e lavoro: accuso il sistema dei media, giornalisti in primis

 Voglio ripetermi e suggerire a chi almeno un po’ ama la lettura e voglia informarsi sul sistema del quarto potere in Italia, il volumetto  I Professionisti del Potere edito da Chiare Lettere, autore un giornalista di spicco che ha dovuto far uso di un nom de plume firmandosi Elio Rossi. Chi fra  i lettori di Città Ideale l’avesse già letto (200 pagine) capisce la materia e la mia reazione.

Sono indignato, veramente indignato e offeso come Cittadino italiano dal sistema;  Sistema di Comunicazione che prende in giro i lettori, i Cittadini. Che ne coltiva l’oscurità sul mondo che cambia, che fa polemica verso partiti e politica in modo improprio, evitando sistematicamente di informare sul mondo che cambia, lasciandolo fermo ed in questo modo bloccando il paese.

Il sistema dei media ha da anni la colpa di lasciare i Cittadini nel loro bozzolo, di non informare anzi, di deformare le notizie attraverso gli aggiornamenti non dati. Ultima che viene è adesso quella sul lavoro. Il lavoro fisso come mito che ormai da quindici anni non c’è più in tutto il mondo.

Quasi nessuno delle TV, giornali e periodici a diffusione larga ne affronta le cause, spiegando cosa sta succedendo, quali sono i termini del problema, come ci si propone di affrontarlo, quali le soluzioni che vengono date da politica, imprenditori, sindacati. D’accordo, i governi, la politica, i partiti, i sindacati, il mondo delle imprese non informano o deformano secondo loro convenienza. Proprio per questo in democrazia c’è e deve funzionare bene il “quarto potere”. Che non è gossip, ma aggiornamento e dibattito sistematico su ciò che sta cambiando.

Si nota superficialità e quasi ovvietà, cose trite e ritrite, articoli, interviste e tavole rotonde preconfezionate che hanno lo scopo di non disturbare le parti in causa che ho indicato. Di eseguirne le indicazioni, di conservare il loro consenso. Ci sarebbe da dormire vista l’assenza di nuovo. Allora si fa audience con le urla e un linguaggio da osteria, sempre più simili agli intrattenimenti basic tipo “il grande fratello”.

Adesso i media confondono i termini contrapponendo posto fisso a precarietà giocando volutamente sulla diversa valenza del termine (ovvio che precarietà non è alternativa al posto fisso, ma semplice conseguenza di un sistema di regole obsoleto, da cambiare nel profondo perché  la precarietà venga esclusa o fortemente attenuata, proprio di un sistema sano di welfare.).

Ecco che accusano il Presidente del Consiglio di una cosa che non ha detto in quei termini. Ed ecco che il PD ci guazza profittando dell’equivoco (voluto?), accusando Monti di aver detto una sciocchezza: i soloni progressisti che del lavoro dovrebbero conoscere tutto dimostrano arretratezza, scarsa cultura oppure la fanno da politicanti che agitano aria fritta (che è peggio).

Il lavoro fisso si sta riducendo sempre più ed è ormai limitato all’area pubblica (in Italia, perché in diversi paesi europei anche nel pubblico si entra e si esce sempre più frequentemente). Il posto fisso inteso come lavoro di una vita non esiste più! Chi oggi comincia stia pur certo che se va bene, non supererà il decennio. Deve guardarsi in giro, deve imparare ad essere un po’ imprenditore di se stesso. Soprattutto i sistema di regole deve cambiare, rinnovarsi. Occorre istituire forme e strumenti che incentivino alla formazione permanente: dentro l’azienda e fuori.

Chi oggi lavora deve  continuare e istruirsi e aggiornasi su ciò di cui è competente per esserlo anche domani  o per individuare un percorso professionale diverso se le aspettative, la evoluzione del suo attuale sapere non lo soddisfano, se vuole continuare a crescere. Ho già scritto qualcosa al riguardo (VEDI). Invito il lettore ad approfondire, a leggere e far leggere, perché c’è ben poca informazione al riguardo . L’aspettativa di chi oggi è in età lavorativa o cerca lavoro è il “posto”, il “posto fisso”. Sempre più una chimera.

Se ci si informa in base a ciò che dicono i media, si ha la percezione che “il potere”, “l’impresa” o chi altro nemico additato  esplicitamente o implicitamente, si oppone al tranquillo fisso immutabile posto fisso ove si fanno sempre le stesse cose per 30 o 40 anni; dove si viene assunti per sempre, fino alla pensione. Una favola che non esiste, che addormenta il paese.

Deve essere il Presidente del Consiglio a ricordarci che il posto fisso non esiste più! Tutti media a titolare riportando a sproposito il concetto, sottolineando la frase ad effetto, sottovalutando o tacendo della verità sottostante. Vergognoso. Sono indignato e arrabbiato per i Cittadini trattati da popolo bue, cui si vellica  la facile semplice reazione emotiva per vendere qualche copia in più? Per aumentare l’audience? Per non disturbare il consenso a sindacati o partiti? Ma vadano …..

Quando cominceremo a parlare delle riforme indispensabili perché il nostro diventi un paese normale,   paese che vive il suo tempo e le trasformazioni che nel terzo millennio sono quotidiane? Quando la comunicazione svolgerà  la funzione vera del “quarto potere”?  “È la stampa bellezza,…”; altro che!   Deve cambiare molto se vero “quarto potere” vogliamo che resti. Oggi sono pennivendoli, che scrivono su ordinazione parlando d’altro.

Il “quarto potere” oggi appare strumento organico interno ai poteri politici, partitici ed economici (l’economia che vive sugli appalti) che vogliono continuare a mungere la mucca, questa vecchia mucca dalle mammelle sempre più grinzose ed asciutte che è il nostro Paese. Che sono i Cittadini di cui si compone. Paese che contribuiscono a lasciare fermo, a invecchiare a deperire, impoverendo le nuove generazioni.

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