Ho già avuto occasione di accennare a questo discorso al Bundesrat avvenuto il 23 Settembre scorso, all’importanza che questo ha per i contenuti e alle indicazioni che ne vengono per la politica. Devo dire che trovo davvero una bella iniziativa che i movimenti politici che si richiamano alla Chiesa abbiano deciso di parlarne alle cittadinanza, alla Comunità.
Non è cosa usuale che gli approfondimenti il mondo cattolico nella nostra cittadina li affronti al di fuori dei normali luoghi di incontro per i fedeli, in particolare quelli che vengono dalle più alte gerarchie. Credo che tutti i Cittadini possano e debbano cogliere questa come una novità molto positiva.
L’occasione che la fa nascere è l’argomento: il Papa che parla della politica, meglio, dell’agire politico e dei principi che devono sorreggere il politico nella sua azione; oltre all’argomento, il luogo: il più importante luogo che rappresenta il governo di un paese europeo e contemporaneamente il Parlamento di un paese di cui il papa è originario e di cui si dice, si sente tuttora partecipe: il Bundesrat di Berlino.
Quanto al discorso lo ripropongo qui invitando alla lettura, che giudico illuminante e istruttiva per tutti (VEDI). Ne riprendo in seguito alcuni dei punti che nell’allegato ho ritenuto di porre in evidenza, mentre per il comunicato: Città Ideale è in grado di esporre una bozza (VEDI). A presidere saranno il parlamentare europeo Mario Mauro e l’esponente UDC milanese Enrico Marcora.
Quanto ai contenuti del discorso del papa, lascio ai relatori la disanima dei punti richiamati nel Comunicato. Voglio qui esprimere mie sintetiche personali riflessioni da Cittadino sugli aspetti che più mi hanno colpito e mi coinvolgono.
Prima di tutto, l’argomento: il Papa non va al Parlamento tedesco per un discorso diplomatico. E’ il suo paese e affronta direttamente il tema proprio di un Parlamento: la struttura dello stato democratico.
“In base a questa mia responsabilità internazionale vorrei proporVi alcune considerazioni sui fondamenti dello Stato liberale di diritto.”
Entra subito e profondamente in argomento, il Papa:
“….la Bibbia vuole indicarci che cosa, in definitiva, deve essere importante per un politico. Il suo criterio ultimo e la motivazione per il suo lavoro come politico non deve essere il successo e tanto meno il profitto materiale. La politica deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace. Naturalmente un politico cercherà il successo che di per sé gli apre la possibilità dell’azione politica effettiva. Ma il successo è subordinato al criterio della giustizia, alla volontà di attuare il diritto e all’intelligenza del diritto. Il successo può essere anche una seduzione e così può aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia. “Togli il diritto – e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?” ha sentenziato una volta sant’Agostino.”
Frase che ha colpito profondamente anche alcuni dei miei più cari amici cattolici, per la sua essenzialità, per il suo giudizio netto quanto indiscutibile nel richiamo a Sant’Agostino. Quanti nostri politici, ma direi quanti politici nel mondo, sentiamo parlare con altrettanta decisa precisione? Nel termine diritto, per la sua collocazione nel contesto io credo che senza dubbio debba ricomprendersi l’etica, il rispetto assoluto dell’interesse pubblico. Una bella lezione per tutti, di diretta semplicità, lezione inequivocabile per i politici tutti:
“Servire il diritto e combattere il dominio dell’ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico…. Come si riconosce ciò che è giusto?”
Alla domanda risponde sempre diretto Benedetto XVI:
“ Da questo legame precristiano tra diritto e filosofia parte la via che porta, attraverso il Medioevo cristiano, allo sviluppo giuridico dell’Illuminismo fino alla Dichiarazione dei Diritti umani e fino alla nostra Legge Fondamentale tedesca, con cui il nostro popolo, nel 1949, ha riconosciuto “gli inviolabili e inalienabili diritti dell’uomo come fondamento di ogni comunità umana, della pace e della giustizia nel mondo”.
Per lo sviluppo del diritto e per lo sviluppo dell’umanità è stato decisivo che i teologi cristiani abbiano preso posizione contro il diritto religioso, richiesto dalla fede nelle divinità, e si siano messi dalla parte della filosofia, riconoscendo come fonte giuridica valida per tutti la ragione e la natura nella loro correlazione.”
Ciò che colpisce me (credo non solo me ) non è tanto il richiamo al fondamento della cultura cristiana nel tracciare l’origine dell’Europa (è qui che il Papa intende arrivare, credo), quanto il tracciare un percorso nella cultura europea e cristiana che è comune, il comprendervi lo sviluppo scientifico, lo sviluppo giuridico dell’illuminismo, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.
Un insieme che accomuna e che genera un percorso che non si può non condividere. Credo che partendo da qui si possa tracciare il superamento di una divisione sulle origini dell’Europa entro cui è poco sensato non comprendere il cristianesimo nel fondamento del nostro essere europei, così come la democrazia di Atene, il diritto romano, l’illuminismo. Un invito alla ragione, al buon senso, che trovo di grande acume, del quale si dovrà tenere conto.
Discorso alla politica come sistema, questo di Benedetto XVI. I movimenti politici che più esplicitamente all’insegnamento della Chiesa si richiamano hanno inteso aprire econfrontarsi con la società civile, coinvolgendo, invitando i Cittadini per conoscerlo, per capirlo, per approfondirlo insieme. L’invito Città Ideale lo considera assolutamente da raccogliere e condividere.