Sia consentito in via eccezionale di riportare l’articolo de il Giorno sottostante (le sottolineature sono del giornale), per la valenza che ha. Un primo caso, cui altri seguiranno, confinante con la nostra Buccinasco. I Cittadini che si costituiscono in Comitato e vivono il Comune come una Comunità di cui si sentono responsabili.
Trovo la vicenda una innovazione molto positiva, una presa di coscienza che è di tutti gli interessati. I Cittadini innanzitutto ma decisori importanti sono anche la dirigenza scolastica e il Comune. Una visione della vita sociale meno delegata alla politica, che i Cittadini assumono direttamente. I Cittadini che lavorano per la loro scuola, destinati a contare di più, a essere più ascoltati e considerati. Come è giusto che sia.
Forse per questo insieme ai tantissimi che colgono in positivo la vicenda per pochi altri sorgono interrogativi o perplessità. La riduzione dei trasferimenti dallo Stato sta generando una nuova e diversa comunità locale; ancora più e meglio sarebbe se lo Stato smettesse di prelevare e trasferire, lasciando alle singole comunità di decidere quanto dare e quanto ricevere dallo loro Comunità.
Anche con questi comportamenti proattivi si reagisce in positivo alla crisi: cogliendo le opportunità del cambiamento (di cui il movimento Cielle si fa promotore): la crisi può vedersi come momento di crescita e sviluppo, dobbiamo reagire e parecchio del nostro vivere è destinato a mutare. Un complimento e ringraziamento sincero ai Genitori di Corsico; un bravo al giornalista Massimo Saggese: scrive bene e gli auguro di crescere nella professione.
Corsico, 3 gennaio 2012 – «Il nostro interesse è quello di avere una scuola accessibile per i nostri figli. Non abbiamo certamente intenzione di fare assistenzialismo allo Stato. Ma la situazione provocata dal patto di stabilità a Corsico è palese e da ottobre non c’erano più soldi nemmeno per acquistare la carta igienica, il sapone e i detersivi». Il presidente del comitato genitori del comprensivo di Corsico, Simone Oneda, crede che quello è stato fatto e stanno facendo i genitori sia più che giusto anche se mette i paletti.«Lo stiamo facendo per la scuola. Ma si tratta di una goccia nell’oceano. Il linoleum sostituito è una piccola parte degli interventi strutturali che andrebbero fatti».
La decisione dei genitori del Galileo di Corsico è nata anche per evitare di peggiorare la situazione economica delle casse del Comune e per rendere accessibile la scuola dei loro figli. «Se soldi non ce ne sono è inutile sperare che piovano da qualche parte – prosegue Simone Oneda – bisogna fare uno sforzo collettivo per evitare che il debito pubblico cresca anche localmente. Da ottobre le casse del Comune non danno soldi perché non possono. Si tratta di un aiuto occasionale non vita natural durante altrimenti sarebbe troppo comodo per l’ente locale. Non intendiamo sgravare il Comune delle sue competenze.
È un po’ come se tutti cominciassero a pagare le tasse. Sicuramente ci sarebbero meno problemi economici. Perché non basta fare tagli alle spese superflue e inutili o tartassare i cittadini, ma vanno anche pagate le tasse». Insomma lo Stato è stato molto, forse troppo assistenzialista, per una volta l’assistenza la ricambiano i cittadini. Certo i genitori del comitato dell’Istituto Galilei di Corsico sono un’eccezione perché hanno fatto davvero tanto per la scuola e per i loro figli. In questi giorni i genitori effettueranno altri lavori all’interno dell’omnicomprensivo (elementare, media e materna).
Il comitato si è costituito lo scorso 21 giugno, ha dato vita nei mesi scorsi ad una lotteria con la quale ha raccolto fondi per effettuare gli interventi all’interno degli edifici scolastici. Si tratta come detto di piccoli interventi, ma significativi e consentiranno agli alunni della scuola di viverla nel migliore dei modi. Addirittura andando a posizionare i dispenser per il sapone liquido, donando anche una fornitura di cento chili di detergente, un problema che ha accomunato molte scuole vittime dei tagli statali degli ultimi anni. Ma, precisano, non hanno intenzione di fare comunque quello che spetta al Comune e che dovrà fare anche in molti altri settori.
di Massimiliano Saggese
#1 scritto da saccavini il 5 gennaio 2012 13:20
Se la società civile, i Cittadini, si rendono proattivi e intervengono direttamente supportando compiti che sono del Comune, la novità è grossa.
Si tratta di comportamenti che cambiano qualitativamente il tessuto democratico, rendono il rapporto fra Cittadino e Istituzione più diretto, meno delegato.
Modificano la funzione dell’ente che deve dare maggior spazio alle iniziative dei Cittadini, promuoverle e individuare anche meccanismi di ritorno, di gratificazione per chi è virtuoso.
L’ente aumenta le dotazioni per svolgere la sua funzione; aumenta la sua capacità di fare.
Può perfino rendersi necessario aggiornare la stesura del bilancio annuale e preventivo, comprendendo quanto arriva dalle attività delle associazioni.
La premessa odierna su queste iniziative è data dalla necessità.
Sono tuttavia destinate ad assumere nel tempo una funzione sistematica, fino all’obiettivo finale: I Cittadini verseranno le risorse direttamente al proprio comune (lo stato a regime avrà meno incassi da gestire, potrà ridurre le tasse ai Cittadini che vivono in comuni più virtuosi).
Le perplessità di politici e altri amministratori meno attenti sono comprensibili. Se ne facciano una ragione perché sono i Cittadini e l’intero paese che sta cambiando. la crisi li sta facendo crescere.
#2 scritto da nando uggeri il 8 gennaio 2012 17:34
Ma se in uno dei Comuni più ricchi e produttivi del Paese si inventano queste mirabilie perchè non ci sono trasferimenti dallo Stato, nessuno si chiede cosa succede nei Comuni più poveri della povera Italia?
Cioè, gli altri cosa fanno? Bastano i trasferimenti dallo Stato?
Se non bastano i genitori fanno altrettanto?
Mi sembra che l’Italia sia ancora unita e i comportamenti dovrebbero avere un minimo di univocità!
#3 scritto da saccavini il 8 gennaio 2012 22:48
Abbiamo davanti una traversata del deserto signor Uggeri.
L’esempio di Corsico è solo un primo encomiabile approccio ad un paese che non può più pensare a tutto; un paese che deve trasferire di nuovo la capacità amministrativa agli enti locali.
Enti locali che devono trasformarsi in Comunità che viene gestita con Politica di Servizio: che spendono con la massima cura, coinvolgono i Cittadini nella gestione comunitaria della Comunità.
La Lega Nord questa cosa la chiama federalismo… incoraggiamo allora le comunità che cercano di autogestirsi invece di aumentare le quote Irpef e IMU.
Per i comuni che sono in condizioni più difficili esiste già un fondo perequativo (che tutti auspichiamo si limiti a situazioni del tutto particolari (evitando che venga utilizzato per dare risorse a chi è incapace di risparmiare e spende troppo).
#4 scritto da saccavini il 14 gennaio 2012 22:58
L’attività svolta rende evidenti i risultati e il Comitato Genitori di Corsico prosegue con risultati positivi e con una partecpazione e contributi che aumentano.
Un altro articolo de il Giorno, sempre a firma Massimiliano Saggese, ci aggiorna di nuove iniziative, nuovi lavori: questa volta al tetto, con la riattivazione del laboratorio di artistica e la messa in sicurezza dell’aula computer.
vedi:
http://www.ilgiorno.it/sudmilano/cronaca/2012/01/14/652528-famiglie_pagano.shtml
I complimenti sono rinnovati, con soddisfazione.