Cereda torna a casa. Una notizia buona per lui ma anche per la Comunità

Dopo tre mesi di provvedimento cautelare in carcere, il nostro Sindaco Loris Cereda torna a casa.

Nel contempo i magistrati inquirenti (quelli che fanno le indagini) hanno terminato le indagini e chiesto il rinvio a giudizio per 11 indagati (VEDI l’articolo di Francesca Santolini su il Giorno) .

Alcuni chiarimenti riguardo al contenuto dell’articolo che aiutano a capire.  Sono state rinviate a giudizio anche le due società coinvolte: MAG Europe e Sodibelco. 

Come accennato in altro articolo, da una decina d’anni in Italia le società possono essere imputate di reati penali. C’è una legge apposita (231 del 2000) che regola la materia. Vi sono cambiamenti ricorrenti con una tendenza internazionale ad aumentare le fattispecie di reati contestabili e la indicazione delle modalità  attraverso le quali una società può impostare buone pratiche che la salvaguardano da rischi (possono essere anche molto pesanti).

In genere i reati da cui evitare di essere coinvolti sono relativi ai rapporti con la pubblica amministrazione, gare ed appalti, concussione e corruzione, ecc. questi sono i più frequenti e probabilmente riguardano il caso in esame. Le pene possono essere di natura economica o arrivare alla sospensione temporanea (anche lunga) della attività.

Quanto ai nuovi indagati (ora rinviati a giudizio): con una certa sorpresa il precedente segretario Giovanni Sagaria e il coprogettista del PGT architetto Giovanni Carminati. 

Una osservazione sul rinvio a giudizio: significa che i giudici delle inchieste hanno ritenuto che vi siano le basi per un giudizio formale. Non è una condanna; non determina la colpevolezza. Un invito a  rispettare la situazione oggettiva e lasciar perdere le esagerazioni da polemica politica. Quanto accaduto ha la sua gravità oggettiva riguardo alla nostra Comunità, quali che siano i futuri colpevoli che la giustizia individuerà.

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  1. #1 scritto da Anna il 24 giugno 2011 22:22

    Non capisco qual’è la buona notizia per la comunità. Ritengo che sia una notizia e basta. Bella per lui e la sua famiglia.

    RE Q
  2. #2 scritto da saccavini il 25 giugno 2011 01:21

    Anna, l’insieme dei fatti che nel complesso hanno portato alle dimissioni il Consiglio di Buccinasco, porta alla condanna che dall’insieme deriva, da ciò che chiamo sistema.

    La nostra civiltà dello stato di diritto ci consente e ci obbliga a distinguere le responsabilità penali che sono individuali e che vanno accertate dal potere autonomo della giustizia.
    Dobbiamo distinguere il gravissimo avvenimento politico dalle concrete dirette responsabilità penali.

    Che un concittadino in fermo cautelare (ricordiamolo, solo per salvaguardare le indagini) poi torni a casa: ancora da rinviare o appena rinviato ad un processo, quindi individualmente senza reati accertati e definiti, non possiamo ritenerlo un danno per la comunità, vederlo con rammarico.
    E’ la manifestazione che il nostro sistema democratico funziona.

    Ciò non vuol dire che è stato assolto dagli addebiti, se questi gli sono o saranno contestati, come qualcuno tenta di equivocare.
    La giustizia sommaria in Europa fa parte di un passato lontano.

    Perfino Luigi XVI di Francia, processato alla Convenzione nel 1793, in piena rivoluzione e con il paese mezzo invaso dalle monarchie circostanti, perfino in quelle condizioni, con il suo nome di Cittadino Luigi Capeto, subì un regolare processo e l’avvocato Desèze pronunciò una arringa difensiva che, riletta adesso, a me pare una manifestazione alta dello stato di diritto; principio del nostro vivere civile.

    RE Q
 
 

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