Il Comune di Corsico deve essere gestito da amministratori almeno un po’ seri. Non so quanto capaci, (deve essere una giunta di progressisti e da moderato avrei preferito fosse diversa ) ma certo se devono mettere mano alla riduzione delle spese, almeno ci provano.
Cosa fanno nel nostro comune confinante? Si trovano di fronte la necessità di tagliare e fra le altre propongono di rimodulare il servizio di vigilanza nelle ore serali dalle 18 alle 24. Incontri fra ammnistratori (progressisti) e rappresentanza sindacale (conservatori) non hanno risultati perché dicono (i sindacati conservatori):
“ L’Amministrazione vuole fare partire il servizio a costo zero, togliendo uomini durante la giornata e formando un’unica pattuglia notturna senza straordinari e pasto serale per gli agenti che svolgono il servizio»
(vedi articolo su il Giorno a firma Francesca Santolini) In assenza di accordo sindacale, … sul cosiddetto terzo turno i dipendenti (i vigili, è da presumere) “sono in stato di agitazione” che tradotto vuol dire: cercano di lavorare al minimo come? si presume applicando pignolescamente le regole.
Insomma i sindacati fanno il loro mestiere, resistono a cambiamenti che penalizzano una condizione precedente in vigore. Ne hanno il diritto, per carità. Forse però avere il diritto non vuol dire essere nel giusto, non vuol dire avere ragione (a prescindere.. dice Totò). Magari dovrebbero valutare anche la situazione oggettiva delle casse comunali (e del nostro Paese, con il debito pubblico che si ritrova).
Naturalmente (si fa per dire) la difesa dei “diritti” dei dipendenti viene assunta e utilizzata dalla politica locale: un gruppo che fa parte della maggioranza (Uniti per Corsico) che utilizza un argomento di quelli buoni. Si tagliano altre spese, c’è esigenza di sicurezza e si continua a spendere in iniziative culturali (facendo passare il messaggio che la cultura conta meno). La risposta della amministrazione è: “la cultura è un investimento”. L’articolo non spiega che gli investimenti hanno trattamento diverso dalle spese di gestione e non sottostanno ai criteri del patto di stabilità, come invece i costi del personale.
Un classico di ciò che può succedere domani a Buccinasco. Si preparino coloro che si candidano a Sindaco ma soprattutto siano avvertiti i Cittadini: se non vogliono aumenti di tasse locali, mandino su coloro che si impegnano a razionalizzare la spesa, a tagliare. Accordino a questi la loro fiducia: avvertendoci delle lacrime e sangue (si spera il minimo) stanno pensando al nostro interesse, al nostro futuro.
Lascino a casa e non votino gruppi o partiti che pensano nel 2012 di essere ancora negli anni Ottanta, ai tempi della lira, con sciali inenarrabili di spesa e inflazione a due cifre. Questi, pur di raccogliere qualche consenso in più, ci farebbero fare la fine della Grecia.
#1 scritto da Andrea D. il 9 giugno 2011 21:37
Parole sante Luigi. Il problema non è dei politici che fanno il loro “mestiere” (in certi casi con furbizia, scaltrezza o cinismo se vogliamo), ma dei cittadini che devono impegnarsi e capire.
Perché abbiamo i politici che ci siamo scelti, votandoli. Piaccia o non piaccia è così. E sarà così finche sarà più facile e comodo ascoltare i canti delle sirene che affrontare la realtà. Nemo propheta in patria.