Governo del Cambiamento; Italia, l’Europa: cosa ci toccherà?

Cosa succederà nei prossimi giorni nessuno può saperlo. Situazione così ingarbugliata nella quale tutto è possibile. Davvero non semplice ciò che potrebbe trovarsi davanti il nostro presidente Mattarella. Non faremo il tifo per nessuno; cercheremo di individuare quale sarebbe l’interesse del paese, della nostra Italia. Stato fra i fondatori e ispiratori dell’Europa. Nel 1951, con la CECA Comunità europea del carbone e dell’acciaio.

Partiamo con la domanda che riteniamo vitale: il governo dell’Italia rimane a far parte dell’UE o deve lavorare per uscirne? Secondo i tre numeri illustrati ieri, è evidente che la risposta non può che essere fermamente positiva. Non solo ma diventare occasione perché l’azione dell’Italia sia incentivante, contribuire alla integrazione e al rafforzamento delle strutture europee.

Ripetiamo i dati del PIL globale (in US$ mld 2018): 20mila gli USA; 18,5 UE; Cina: 13,1; Giappone 5,1. Per capire cosa c’è in ballo è sufficiente considerare di cosa si sta trattando in questi mesi, in questi giorni. Regno Unito e Italia apportano nel PIL dell’UE 5mila. L’uscita dei due paesi porterebbe L’UE a ridursi ai valori della Cina. Mentre noi tornati soli nel mondo globalizzato, saremmo ancora un paese importante ma certo non con la solidità e credibilità mondiale dell’UE.

Chi avrebbe da guadagnare della nuova situazione, sia su scala di economia globale che geopolitica? Evidentemente USA, Cina, Giappone e Russia. Quest’ultima si troverebbe con maggiori strumenti per condizionare, o ricondizionare, le adesioni all’EU dei non pochi che, dopo la caduta del muro di Berlino, hanno aderito all’Europa.

Perché riteniamo importante che il rapporto Italia Europa sia di importanza strategica per il paese e vogliamo sottolinearlo? Perché i due gruppi che oggi compongono quello che è stato chiamato Governo del Cambiamento, sul tema Italia Europa hanno espresso e propongono idee e soluzioni che portano ad un allontanamento, se non addirittura all’uscita.

Oltre alle numerose e reiterate iniziative ostili verso l’Europa e le sue istituzioni, penso che basti soffermarsi sulla sorprendente iniziativa del vicepremier leghista: la sfiducia al premier effettuata a metà Agosto! Che potenzialmente colloca l’Italia in un dossier gemello, che si discute a Bruxelles, accoppiando l’Italia al Regno Unito. Come se aggiungessimo alla bomba di Londra, quella di Roma.

Una di quelle decisioni che è difficile inquadrare entro una scelta dettata dalle sole beghe governative di Roma. Avremo mesi di trattative con Bruxelles sugli equilibri di bilancio 202o; con tempi strettissimi e un Governo del Cambiamento con il solo esercizio per gli affari correnti. Ecco la madre di tutte le crisi di governo: a questo dobbiamo rifletterci nell’orientare le nostre scelte sulla soluzione più utile per il paese.

A nostro modestissimo parere i punti cardine su cui tutti coloro che hanno l’onere di contribuire alle decisioni dovrebbero essere: 1. Accantonare elezioni in questo periodo; 2. Lavorare per un governo quanto più largo possibile, senza preclusioni; 3. Programma triennale analitico e dettagliato, che raddrizzi la spesa e sviluppi gli investimenti. 4. Puntare a un risultato in tempi solleciti, se non brevi.  Non ci sembra un caso che l’ipotesi di un governissimo sia oggi stata formulata dall’ex ministro Brunetta.

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