Un’inchiesta che ha dello spaventoso, da far paura: se ne deve parlare

La vicenda fa perno sul comune di Bibbiano (10mila abitanti) a cavallo fra le province di Reggio e Parma. Il comune viene coinvolto a causa di una sorta di regìa condotta da una donna che è stata Assessore oltre che associata (non sappiamo se di diritto o di fatto) a una associazione denominata Hansel & Gretel con sede a Moncalieri.

Credo si debba partire dagli inizi, come si può derivare dai racconti. Abbiamo preso fra la molta stampa un articolo di Avvenire a firma Lucia Bellaspiga (VEDI). vi invitiamo a leggere: riguardo ai contenuti non staremo a ripetere. In tutti i casi si tratta di bimbi sottratti alle famiglie, con decisione motivata da giudici dei minori, che ritengono più favorevole un affido temporaneo a terzi, sperando che poi possano rientrare nella loro famiglia naturale.

Primo punto: la “materia prima” è fatta da bambini in affido temporaneo, su decisioni dei competenti uffici che trattano la materia. La conseguenza dei bambini con criticità familiari tanto serie da dover disporre l’allontanamento dalla famiglia naturale è il parcheggio. Perché, mente le domande in affido permanente sono molte e spesso disattese, diversa, anzi opposta è la possibilità di collocare bambini per un affido temporaneo.

Qui siamo al nocciolo: come si può arrivare a un transito da affido temporaneo (che è un problema, anche per i bambini parcheggiati) a affido indeterminato? Su questo dilemma in alcuni comuni dell’Emilia. Come affrontare la materia ce lo accenna l’Avvenire: “Bimbi sottratti, metodi sospetti. Da vent’anni lo stesso copione”.

Il fatto è che alcune persone che formano lo staff che esamina e indaga le singole situazioni, ha fatto da perno in Emilia e non solo. A suo modo ha approfondito una metodica. Quella che i giudici hanno ricostruito è una situazione basata su riscontri durati mesi. Si tratta di temi fortemente a rischio, trasferiti in aule giudiziarie. Giudici accusatori e inquirenti ne sono convinti e quella oggi divulgata sui media è la lor convinzione, la loro ricostruzione.

Il problema vede poi il lato “politico”: quali i supporti, se vi sono stati, in un impianto collocativo di bimbi sottratti alla famiglia naturale. Dal risultato apparentemente valido sul piano sociale: dare in modo permanente, perlomeno prolungato, a bambini che in ogni caso sono reduci da esperienze tremende, che possiamo immaginare. Gli amministratori locali, i gruppi di supporto sociale in quest’area delicatissima, sono stati a conoscenza dei metodi oggi messi in discussione dalla magistratura? Gli inquirenti ritengono di sì.

Questa la situazione oggi, comprendente anche i provvedimenti presi dalla magistratura anche verso la politica. Su questi aspetti, sulle contestazioni che le 277 pagine del GIP formula verso i politici. Su questi specifici aspetti devono parlare e chiarire. Non basta dichiararsi innocenti. Ancora meno le minacce del PD di denunce e querele. Qui si richiede trasparenza ampia e tempestiva.

Sappiamo che la politica fa uso dei tempi biblici per allungare il brodo, per lasciare nella nebbia la complessa situazione. Una scelta sbagliata che lascia attaccati a tutti pezzi di responsabilità di reati, di comportamenti e decisioni censurabili o anche solo infelici. Per questa ragione non si deve sparare sul mucchio mettendo tutto insieme, ma nel contempo continuare a porre la questione politica.

Nessuno crederà che il sindaco di Bubbiano abbia avuto parte nei metodi Hansel & Gretel come risultano dalle carte (fino a prova contraria). Ma… il sindaco avrà le sue esperienze su come è stata praticata per vent’anni la strada (lucrosa, dice l’Avvenire) dell’affido permanente basata su ricostruzioni di “professionisti”… Vicende di cui il GIP ha la convinzione di conflitti di interesse nel giungere ai risultati.

Ripetiamo allora: l’area politica locale, eletta e parte attiva nel territorio, deve fare outing, senza riserve, in modo aperto. Sbagliare si può; coprire ancora adesso eventuali magagne personali o di gruppo, diventa responsabilità oggettiva,  aiuto a chi ha lucrato e beneficiato. Con una frase sindacale obsoleta e poco elegante diciamo: FARE CHIAREZZA .

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