SPRAR: la Corte dei Conti fa i conti e vengono fuori gli sprechi

Intanto cominciamo col precisare quanto costerebbe un migrante gestito a Buccinasco (ad esempio). Con la legge precedente al Governo del Cambiamento. Se la gestione SPRAR è del ministero siamo a 54/64 euro al giorno. Cioè da 3240 a 3840 per ogni migrante che, terminati i due mesi, esce e gira per l’Italia. Quanto esce viene fatto un esame? cosa ha appreso, quali i valori e gli usi che deve conoscere e rispettare, ecc.? Per quanto se ne sa: no.

Con lo SPRAR ora modificato dal Ministero, vi era poi un rubinetto sempre aperto. A perdere: se si trattava di minore non accompagnato, la permanenza finanziata arrivava a un anno. Il costo per noi Cittadini, per ogni minore non accompagnato, saliva a 23.000 euro! Una pacchia, insomma. Infatti i minori “non accompagnati” (cioè privi di familiari) in breve sono diventati una valanga. Prima pochi, dal 2015 sono esplosi. Chi li avrà avvertiti gli scafisti? Magari le ONG?

“Secondo i dati raccolti dal Ministero, tra 2015, 2016 e 2017 i minori soli arrivati in Italia sono stati rispettivamente 11.921, 17.373 e 18.303. A spanne, circa un terzo delle presenze si concentrano in Sicilia ,… Questo maggiore concentramento in Sicilia può essere tra le cause dell’alto numero di minori che scappa dalle strutture d’accoglienza, diventando irreperibile. (VEDI)

Irreperibile: cosa vuol dire, nella sostanza? Che la “struttura d’accoglienza” continua a prendersi per un anno i 23mila euro(?). O vi sono, improbabili,  controlli giornalieri, oppure l’ONG si autodenuncia e restituisce i soldi…. (quante lo faranno?). Siccome la Corte dei Conti fra le altre cose rileva che i controlli nei centri di accoglienza non si fanno: coop e ONG hanno vissuto in una pacchia mangiasoldi?

……. anche se l’Italia nel 2017 è stata il Paese con il più alto numero di richieste d’asilo. La portata del fenomeno in Europa è molto dibattuta: l’unica cifra che circola è una stima di Europol che parla di 10mila minori scomparsi nel 2017, che però non fornisce ulteriori spiegazioni.

Il Fondo per l’accoglienza dei Minori stranieri non accompagnati, di cui si occupa la Corte dei Conti, è la cassa ministeriale che serve proprio a finanziare le strutture comunali. Riconosce un contributo di 45 euro, che è già di per sé è molto minore rispetto all’effettiva spesa. Negli ultimi tre anni, il Fondo per l’accoglienza dei Minori stranieri non accompagnati è stato finanziato con 90, 112 e 113 milioni di euro, cui si aggiungono le erogazioni europee a carico del fondo Fami, pari a 8,4 milioni di euro per il 2016 e 1,9 milioni di euro per il 2017. Cifre troppo basse rispetto alle effettive esigenze: se tutto il sistema di accoglienza fosse solo Sprar, calcola la Corte dei Conti, nel 2017 il Fondo avrebbe dovuto essere di almeno 242 milioni di euro.

Non finisce qui: essendo la condizione di minore non accompagnato più appetibile, i “migranti” arrivano senza documenti. L’età viene attribuita a spanna. Magari di 15 anni e 8 mesi. Ed ecco che chi li accoglie si prende 23.000 euro. Poi, “sfortunatamente” per coop o ONG, questi “se ne vanno” (ma possono, in ipotesi,  anche essere invitati ad andarsene….), i soldi si spendono tutti e il cerchio si chiude. Ma non è ancora finita. Dice la Corte dei Conti:

“Esiste un divario notevole tra i costi sostenuti dai centri Sprar, gestiti dal Ministero dell’Interno, e le strutture facenti capo ai Comuni”, scrive la Corte dei Conti per il periodo 2015-2017. Tradotto in cifre, secondo l’analisi sul triennio, lo Sprar costa tra i 54 e i 64 euro al giorno, mentre le strutture comunali, dai Centri di accoglienza straordinaria (Cas) alle comunità familiari, ne costano in media 80.

Ma 80 euro è la media …. nelle strutture comunali si può pagare fino a 140 euro al giorno, come in Veneto, oppure 76, come in Sicilia. Ma la riforma introdotta dal Ministero dell’Interno com’è? In pratica lo SPRAR è finito sostituito con una nuova sigla SPROIMI che prevede solo un percorso d’accoglienza “avanzato”, di cui mancano elementi applicativi e non funziona. L’accoglienza dei minori dovrebbe poter proseguire, ma con il limite: compiuti 18 anni, finisce.

La Corte dei Conti… chiude con un invito a aumentare i fondi (come sopra scritto). Ma la Corte dei Conti ha la funzione primaria di controllo sui costi. Dovrebbe prima richiamare e sollecitare l’applicazione sistematica delle leggi vigenti? Cioè controlli, ispezioni, esami finali del percorso formativo, cui subordinare il pagamento, il valore giornaliero, ad esempio. Dopo, solo dopo, si potrebbe pensare a disporre risorse utili davvero. Dare soldi così significa foraggiare coi nostri soldi “un buonismo inefficiente” che ci campa sopra, che dà risultati mediocri.

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