4 Luglio 1776: nascono gli Stati Uniti d’America. Riguarda anche noi

Struttura già colonia inglese dal 1606 con capitale amministrativa Philadelfia, dopo 170 anni (15 anni prima della rivoluzione Francese in Europa: 1789) assunse autonomia di stato federale quelli che oggi sono gli USA. Furono 13 stati, tutti della fascia atlantica, a costituirsi in stato federato. In due giorni, stesero e approvarono la Dichiarazione di Indipendenza, stesura definitiva il 4 luglio.

Per la prima volta nella storia: una colonia si rese indipendente mediante una guerra di liberazione. Una cosa diversa dalla Rivoluzione Francese avvenuta 15 anni dopo: qui per la prima volta un paese abolì la Monarchia, Nobiltà, e terzo stato, rendendo tutti di eguali diritti. Due cose diverse anche se i principi e contenuti della nella carta dei Diritti dell’Uomo molto è dovuto alla formulazione d’oltre atlantico.

Il 4 Luglio è una delle date più importanti che cambiarono il mondo. Che non fu più come prima: il nuovo paese si allargò man mano fino a comprendere tutta la fascia Nord raggiungendo il pacifico. La data è molto importante negli USA. Come tradizione, l‘ambasciatore a Roma (Eisenberg) ha convocato politici italiani e diplomatici a una festa che è come sempre commemorazione, aggiungendo in particolare un aspetto.

Eisenberg ha ricordato le migliaia di americani che “in patria e all’estero hanno sacrificato la loro vita per la causa della libertà, anche qui in Italia”. “Libertà e democrazia è ciò per cui combattiamo e questa battaglia ha un costo”.

Il costo: 117mila nella prima guerra mondiale tutti in Europa. 413mila nella seconda (non solo in Europa, ma anche sugli altri fronti). In Italia americani sono morti nella nostra patria: non grande il tributo nella prima guerra mondiale, in Italia, l’intervento concretizzatosi da noi solo a pochi mesi dalla fine della guerra. 32mila invece i morti nel secondo conflitto di cui 16mila riposano in cimiteri militari a Nettuno e Firenze.

Quando capita nel viaggiare, la visita di questi cimiteri di alleati morti per la nostra Patria, se appena possiamo, andiamo a trovarli. L’impressione è straordinaria, le migliaia di croci ordinate, bianche, distribuite in ordine geometrico, ci lasciano un senso fatto di fascino e pietà; e un sentimento di fraternità che non si cancella. Ci rende più consapevoli, anche più concretamente riconoscenti.

Sono questi ricordi, queste impressioni, che ci vengono dalle brevi ma ficcanti parole dell’ambasciatore a Roma. Si, lo sappiamo che la storia anche degli USA, non è solo onore e gloria, ma impasta di fango, interessi e atrocità (come tutte le guerre). Non tutto però e certamente queste vittime, come quelle dei diversi altri paesi, europei e non, che in Italia hanno perso la loro giovane vita per noi, abbiamo il dovere di ricordarli, conservandoli nel nostro cuore riconoscente.

Vale ancor più, se consideriamo la nostra Patria allargata: l’Europa. Cosa sarebbe l’Europa oggi senza i provvidenziali interventi d’oltre atlantico nelle due guerre mondiali che qui da noi ci siamo fatti, con i milioni di morti subiti e causati… Da europei, ora uniti, quando pensiamo ai nostri partner d’oltre Atlantico non dimentichiamo mai  la parte che gli USA, l’America ha avuto nel fare dell’Europa quella che siamo oggi.

VIVA IL 4 LUGLIO – VIVA GLI STATI UNITI D’AMERICA

VIVA LA LIBERTÀ

  1. #1 scritto da Andrea D. il 3 luglio 2019 15:41

    La dichiarazione di indipendenza è stata una pietra miliare nel processo democratico, ma la strada verso il suo completamento è stata lunga.
    Alla fine del 1700 potevano votare solo i maschi bianchi con determinate proprietà, il che vuol dire una netta minoranza della popolazione (meno del 10%). Ai tempi la schiavitù era tollerata e fu abolita solo in seguito a una sanguinosa guerra civile. Il diritto di voto agli ex-schiavi fu concesso solo col XV emendamento nel 1870. Per il voto alle donne si dovette aspettare il 1920, per quello ai nativi americani il 1924 e per il superamento della segregazione gli anni ’60 del XX secolo!
    Ciò che colpisce è che il diritto di voto che è costato secoli di lotte e sangue, oggi venga snobbato dai più :-(

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 3 luglio 2019 18:12

    La storia è lunga… 250 anni e due secoli nei quali i mondo è cambiato come mai prima.

    Oggi ricordiamo l’inizio… la partecipazione sentita per il Paese che ci ha aiutato in modo determinante, i ragazzi ventenni che per noi hanno lasciato a vita.

    Un grazie riconoscente, e una festa che sia di tutti.

    RE Q
 
 

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