Liberalismo obsoleto? Putin interpreta a modo suo la crisi dell’Occidente

Sorprende che le dichiarazioni del Presidente Putin a Financial Time, uscite in concomitanza con il G20 a Osaka, nei media italiani siano state di fatto oscurate. La notizia non sono le motivazioni e il contenuto dell’intervista, ma è la locuzione “liberalismo obsoleto”. Questo basta ai nostri media.

Putin ha spiegato nell’intervista come ritenga il liberalismo ormai obsoleto: “La forza ideologica che ha fatto da motore all’occidente dal Novecento ad oggi si è spenta avendo esaurito il suo scopo mentre vaste fette di cittadini hanno iniziato a ribellarsi contro l’immigrazione, i confini aperti e il multiculturalismo”.

In sostanza, Putin ha marchiato la decisione della cancelliera Angela Merkel di ammettere più di 1 milione di rifugiati in Germania, principalmente dalla Siria devastata dalla guerra, come un “errore cardinale”. Ma ha elogiato Donald Trump per aver cercato di fermare il flusso di migranti e droghe dal Messico.

“L’idea dei liberali – spiega il capo del Cremlino – presuppone che non ci sia niente da fare: i migranti possono uccidere, rapinare e violentare nell’impunità, dato che si devono proteggere i loro diritti come migranti”.

Secondo Putin, “ogni crimine deve avere la sua punizione. L’idea liberale è diventata obsoleta. È entrata in conflitto con gli interessi della stragrande maggioranza della popolazione”.

L’anti-liberalismo di Putin è il cavallo di battaglia comune per i leader anti-establishment: dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, all’ungherese Viktor Orban fino a Matteo Salvini in Italia.

“I liberali non possono semplicemente dettare nulla a nessuno come hanno invece cercato di fare negli ultimi decenni”, ha detto Putin.

Naturale che la visione di quello che può considerarsi lo zar russo del terzo millennio esprima valutazioni politiche che partono dai suoi interessi. Quanto sopra estratto su un foglio online (VEDI). Lui fa uso del termine “liberalismo” ma ciò che spiega sono i vent’anni della globalizzazione e i suoi effetti che in questa fase colpiscono l’Occidente come criticità da superare.

Dal suo osservatorio, è pure naturale che ne derivi una interpretazione sistemica, una sentenza che riguarda lo stato attuale dell’Occidente. Superficiale però! La globalizzazione ha realizzato la più intensa e diffusa crescita, economica e non solo, di tutte le aree, a cominciare dalle meno coinvolte e partecipi dello sviluppo del Novecento.

Ciò che è vero, ciò che importa, sono le descrizioni che, pro domo sua, descrivono gli effetti (immigrazione, multiculturalismo, confini aperti). Non centrano il problema, le sue origini, ma gli effetti. Il nostro globo è diventato un cortile di casa dove i si conosce tutti e si sa tutto in tempo reale. Gli effetti che descrive Putin, ne sono la conseguenza.

I grandi del mondo, quindi anche la nostra Europa, cominciando da loro, su questo terreno devono individuare le risposte che portino (a nostro parere): lo sviluppo ordinato nei luoghi di potenziale uscita (con investimenti e programmi: qui la funzione ONU dovrebbe essere centrale); la pianificazione degli spostamenti in funzione positiva per i paesi d’accoglienza (tutto l’Occidente, in misura variabile, ne ha bisogno).

Poi c’è altro: la questione di fondo che riguarda l’Occidente. Che si trova nella condizione senza precedenti riguardo a: primo il lavoro, la sua sempre più intensa modificazione, la durata ridotta, ecc. (la dignità che fino a ieri è stata la regola). Poi (ma altrettanto importante) il ripensamento necessario del suffragio universale: oggi visibilmente fonte di distorsioni abnormi nella formazione degli orientamenti, delle conoscenze necessarie perché i cittadini decidano avendo almeno un’infarinatura sulle cognizioni di causa.

Ecco. Putin, con la sua indicazione circa i limiti di ciò che chiama “liberalismo”, ha indicato, forse senza volerlo, indicato i compiti da fare a casa… (compiti? Immani, complessi, faticosi e urgenti). Ma i nostri media i nostri pensatori un tanto a recita radio tv o su editoriali o elzeviri, davvero su questi temi non hanno che dire?

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