Buccinasco più: dalla sentenza di cassazione trapela “come fra lor andata è la faccenda”

Ci son voluti 12 anni per arrivare a sentenza. A una ricostruzione veridica della Buccinasco di Cerberus. Riepiloghiamo le origini perché dato il tempo trascorso, ai lettori qualche dettaglio sarà sfuggito, dimenticato. Il perno delle attività riguarda l’epoca in cui fu sindaco Carbonera (2002-2007). Il periodo fu caratterizzato da una vera e propria inondazione di rifiuti e discariche distribuite nel nostro territorio dalla ‘ndrangheta: Barbaro Papalia con impresa artigiana nel movimenti terra .

Terreni comunali (e non solo) in cui venivano sversate macerie industriali e non. Il comune recintava, ma entravano egualmente e continuavano. Segnalazioni di Cittadini e denunce mai hanno avuto esito pratico. Ce le portiamo dietro ancora adesso di queste aree, che naturalmente abbiamo bonificato a nostre spese (ma il comune avrà fatto proprio tutto il possibile perché chi doveva intervenisse?  Avrà fornito gli elementi per poter risalire a chi organizzava e agli autori?).

Oltre ciò l’amministrazione in questo contesto procede con una iniziativa immobiliare (progetto del precedente sindaco Lanati) denominata Buccinasco più. Il progetto, già in precedenza approvato, viene sostanzialmente stravolto (senza che avvenga la dovuta approvazione in Consiglio): oltre a un incremento enorme delle volumetrie, il cambiamento più rilevante, riguardo a affari di discarica, è il riempimento al “piano campagna” di una larga parte della zona, che fa perno su quella che è oggi una piazza entro Buccinasco più.

La piazza che è stata definita “discarica a cielo aperto” in un processo che ha coinvolto e condannato… il successore Cereda (?). Colpevole di aver cercato una sistemazione alla buona (meglio avrebbe fatto denunciando, chiamandosi fuori dallo sconcio che aveva trovato).

Troviamo primi stralci della sentenza di cassazione che, va detto, non addebita reati (colpe penali) alla amministrazione pro tempore. Il che non esclude responsabilità in sede erariale o civile per scelte e comportamenti che sono stati origine o causa di danni alla Comunità. Al riguardo, da un primo riassunto sintetico apparso su ilgiornaledeinavigli (VEDI), ecco della cassazione cosa riferisce il giornalista:

sottolineano i magistrati che mettono in evidenza “un’assai affievolita resistenza civica” sul territorio d’insediamento del sodalizio (Salvatore Barbaro e soci, ndr).

“Il governo del territorio lì ce l’hanno loro, e se io voglio lavorare con la mia azienda e per i miei committenti devo far fare a loro i lavori di movimento terra, altrimenti subirei danneggiamenti ai cantieri”, ha detto Luraghi …

Sono stati gli stessi imprenditori “rassegnati di non poter vincere contro i Barbaro” ad affidarsi proprio a loro per le commesse, come per i cantieri di via Idiomi e via Palermo ad Assago, per un importo complessivo di 900mila euro: un lavoro enorme, assegnato ai Barbaro nonostante avessero “imprese piccole con pochi e inadeguati mezzi”.

C’è dell’altro naturalmente, e consistente, relativo al complesso Buccinasco più. Ma qui ci riserviamo la lettura integrale prima di far conoscere e pubblicare altri elementi della vicenda che hanno i loro effetti anche oggi, crediamo noi. Perché su questa vicenda in particolare l’amministrazione Maiorano-Pruiti prima, quella Pruiti-Arboit ora, hanno assunto iniziative che a noi sono parse palesemente improprie (cosa che pare confermare la motivazione alla sentenza… )

Ne tratteremo ancora e crediamo che si dovrà parlarne anche in Consiglio: saranno chiamati a dare spiegazioni, a correggere gli interventi inefficaci finora posti in essere. Non si tratta di giustizialismo ma dei danni economici derivati al territorio di Buccinasco, ai Cittadini. Dobbiamo assolutamente dire basta alla manfrina di chi su queste porcherie ha lucrato a spese dei Cittadini (che un sindaco sintetizzò: paga Pantalone, ha sempre pagato Pantalone). Presenteremo i conti, allora. Faremo in modo che non sarà più Pantalone a pagare (non solo lui, almeno).

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