Finalmente un’analisi di bilancio di una ONG: proprio Sea Watch. Sorprese non mancano

Spulciando qui e là finalmente ci capita di poter vedere un giornalista che va a cercare dati e li analizza. Invece di limitarsi a riformulare le sintesi dei comunicati stampa, per cui alla fine, tutti scrivono le stesse cose e nessuno entra davvero nel merito, facendo informazione. Ci capita, dicevamo, di trovare il giornalista Giuseppe de Lorenzo che su ilgiornale illustra bilanci e strutture (VEDI).

Ecco come la stessa Sea Watch descrive dal bilancio la sua attività: Le entrate sono sovvenzioni, non nominate analiticamente, hanno raggiunto 1,7 milioni. Di queste, 282mila euro sono parte di un aereo monomotore denominato Cirrus SR22 ha potuto operare grazie ai fondi di “una chiesa evangelica di Germania”, che ha coperto i costi d’investimento e gestione.

L’aereo staziona a Lampedusa. Pattuglia il mare presso le coste libiche e funge da punto di riferimento per gli scafisti, che hanno tutto l’interesse a mostrare condizioni allarmanti (magari buttando a mare qualche poveretto). Quindi l’aereo comunica le coordinate a Sea Watch la quale parte, arriva sul posto, imbarca ciò che trova e… torna dritta a Lampedusa.

Legittimo? Certo, se non vi fossero collegamenti fra l’aereo (o Sea Watch) e gli scafisti, o peggio, accordi (magari economici: chi può sapere?). Tuttavia l’insieme è più che sospetto, visto l’incrocio di intenti. Con quanto incassano gli scafisti dai “migranti”, questi hanno la possibilità, anche indiretta, di far pervenire “sovvenzioni” alla ONG (come si fa a escluderlo?).

Adesso Sea Watch 3 si trova al limite delle acque territoriali di Lampedusa con una cinquantina di “migranti” che il Governo italiano non intende accogliere.  Sembra (notizia di ieri, che diverse associazioni religiose tedesche si siano dichiarate disponibili ad accoglierli tutti. Scoperto il meccanismo è evidente che non possono evitare di farlo. Sono loro che organizzano e finanziano il tutto, ….

Storia semplice. Basta andare a spulciare il bilancio della ONG e tutto diventa chiaro. Ma che cavolo di media abbiamo nel nostro paese, che queste elementari ricerche, non va a farle e si limitano a riferire cos’ha detto Salvini, cos’ha risposto qualche partito o associazione “buonista” (come qualcuna che abbiamo anche a Buccinasco)  e via rimpallando?  Situazione certificata dal bilancio di Sea Watch.

Adesso se li prendano tutti, li portino al loro destino teutonico, a loro cura e spese. Ma ancora: come fanno le autorità aeroportuali di Lampedusa a ricevere e far stazionare lì, l’aereo Cirrus SR22 che Sea Watch ha battezzato Moonbird? Burocraticamente, lavorano con le fette di salame sugli occhi e non avvertono nessuno?

È tutto regolare? Mah, come disse San Bernardo, “l’inferno è lastricato di buone intenzioni”. Cui i burocrati contribuiscono all’opera… Che adesso a Buccinasco, ci raccontino ancora la storiella dell’obbligo a raccogliere “migranti” per dare lavoro alle coop (come Villa Amantea) con i finanziamenti dello SPRAR.

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  1. #1 scritto da Rinaldo Sorgenti il 23 giugno 2019 08:52

    Grazie Luigi di questa opportuna analisi, sulla qiale non avevo dubbi da tempo.

    La soluzione piu’ immediata e pratica e’ quella di applicare la “legge del mare”, vale a dire che il primo Paese di approdo (e quindi di destinazione per i profughi) e’ quello di bandiera di quelle navi.

    Poi, magari, si potra’ seriamente discutere ed organizzare un grande “Piano Marshall” dei Paesi OCSE per realizzare le infrastrutture necessarie nei Paesi d’9”origine di quei profughi.
    Piano inizialmente finanziato dagli stessi Paesi OCSE ma che diverrebbe un volano si sviluppo economico a beneficio di tutti, noi (Paesi OCSE) compresi.
    Sviluppo economico di cui abbiamo peraltro bisogno.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 23 giugno 2019 09:31

    La cosa che rileva di questo articolo sono i contenuti e soprattutto la fonte!

    Sono dati di bilancio e descrizioni contenute nel bilancio 2018 della ONG!!
    sono dati loro..
    lavoro come lo descrivono loro…

    Quanto alla destinazione: è ovvio che il paese di arrivo è la nazionalità della nave che li raccoglie, non dove sbarcano..
    Troppo comodo il principio: quando sono in Europa possono andare dove vogliono, poi però se non vanno bene se le deve prendere il paese che li ha ricevuti.
    In questo modo a noi ritornano gli scarti: disadattati, spacciatori, gente che vive d’espedienti, ecc.
    Persone che vanno a finire nelle ONLUS o coop, a spese dello stato (nostre)…

    così proprio non va bene

    buona domenica Rinaldo

    RE Q

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