Governo del Cambiamento: italexit scopo sempre più evidente. Chi sono i burattinai?

Le singole questioni quotidiane in materia di Europa e moneta, affrontate day by day, rischiano di non far cogliere il percorso complessivo. È invece importante, per decodificare la linea politica di fondo, assumere scelte di periodo almeno medio (18 mesi). Le scelte quotidiane rispondono al dibattito immediato e spesso sono distorte o addirittura strumentali.

Partiamo da un assunto di base: alla compagine attuale non conviene assumere apertamente una posizione “no euro”, perché i sondaggi sono in Italia largamente favorevoli all’euro (più del 75%). Quindi il tema, vivissimo fino alle elezioni dell’anno scorso, è stato messo da parte. Quindi non lo diranno apertamente: potrebbero dissimulare e procedere con un’azione politica antieuropea man mano. Creando le condizioni perché l’obiettivo diventi concreto.

Questa iniziativa, che presumiamo, sembra basata su direttrici semplici: incolpare di tutto “l’Europa” che diventa l’avversario dell’”Italia” (questa la posizione del governo). Una falsità patente perché la struttura europea è confederale: le decisioni sono assunte all’unanimità dagli stati. La Commissione di Bruxelles ha solo il potere di applicare leggi e regolamenti e si compone di componenti collegiali.

Vediamo ora le iniziative contro la permanenza in Europa: esplicite, derivate, cumulate. Tutte espresse pubblicamente senza un destinatario specifico, sempre e solo l’Europa! 1. La richiesta di ottenere da BCE 200 miliardi, subito tolta dopo che è stata resa pubblica. 2. Richiesta di far uso delle riserve in oro e valute di bankitalia per ottenere nuovi capitali. 3. La proposta dei minibot per avere nuova moneta.

L’Europa, e lo scenario globale, gli attori e gli interessi. 4. La flat tax a debito per 30 miliardi da fare. 5. La provocazione di proporre quale rappresentante per l’Italia di Bagnai, esperto Lega dichiaratamente contrario all’euro.  6. Il viaggio in USA di Salvini “una Proposta trumpiana per l’Italia” (chiaramente extra Europa). “USA e Italia più in sintonia che con l’Europa”.

Sgomberiamo il campo da inesperienza, incapacità, errori involontari e altro. Il gruppo che sta governando non è fatto di fessi e sanno benissimo che ogni uscita provoca rialzo dello spread, diffidenze, contrarietà. Monta il “confronto”, l’indicazione che non si vuole l’Europa. L’insieme di queste azioni genera la crescente convinzione che sia in atto una strategia di uscita. Un Italexit, che si sta programmando, per ora attraverso la repulsione dell’Europa “nemica dell’Italia”

Si può intravedere un disegno dietro, forse concordato con potentati italiani e globali, che si sta portando avanti italexit attraverso l’opera di un Governo del Cambiamento eterodiretto, consigliato? Non mancano interessi: in Italia poter gestire la svalutazione (come si faceva con la lira) è interesse comune d’imprese finte che preferiscono trattare con i politici di turno invece che misurarsi sul mercato. Imprese quindi inefficienti che scaricano i maggiori costi sul sistema paese, sui privati.

I politici conoscono bene il vantaggio della svalutazione rispetto alla pratica del pareggio dei costi. Avendo la svalutazione si può sforare senza conseguenze sul consenso. Chi ci andrà di mezzo sono coloro che vivono di lavoro o pensione (altro che quota 100!), che si troveranno il costo della vita in aumento… ma poi sotto elezione si regalerà loro un ritocchino. Tutto tornerà a posto.

Sul piano globale l’Europa con tutta l’area euro è ingombrante; genera problemi. Per Russia, USA e Cina. Se si spezzetta, si riduce l’area economica dell’euro. Diminuiscono l’influenza e  i problemi che può dare l’Europa. Ridiventa un’area soggetta alle grandi potenze, di ieri e di oggi. Quindi le iniziative che ridimensionano l’euro sono benvenute e trovano sostenitori oltre frontiera. Discorso complesso, ma di facile intuizione nei suoi fondamenti.

In questo contesto emerge il rebus. Datosi che nel Governo del Cambiamento non abbondano menti strategiche dal carattere globale, sorge una domanda: chi può essere il burattinaio, oppure il team cui è affidata la regia? Ci troviamo con un percorso lungo che punta a depotenziare l’Europa avvalendosi di uno dei paesi fondatori, condotto con efficacia. Basato sulla comunicazione populista che promette il facile Bengodi, senza a vere le risorse necessarie, seminando dubbi sulla tenuta, la solidità dell’euro.

Ma come avverrà e quando, il passaggio all’italexit (se avverrà)? Adesso è probabile che con l’Europa non si arrivi al peggio; continueremo a galleggiare e pagare interessi. Non si può prevedere ma con questi chiari di luna può non essere lontano lo show down. E’ bene che cominciamo a tenerne conto. Sappiano i lettori che per l’Italia non sarà una passeggiata. Prima che il piano organico di sganciamento sia prossimo, sarà bene prendere le opportune contromisure. Ne parleremo di seguito, ma nel frattempo il nostro auspicio per tutti sta nel contrastare questo “Cambiamento”. Dobbiamo remare contro italexit: la vediamo come una sciagura.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 20 giugno 2019 01:17

    Articolo molto interessante con diversi spunti di riflessione.

    In primo luogo cominciamo col dire che la classe politica italiana, tutta senza eccezioni o quasi, è affezionata all’acquisto del consenso a mezzo spesa pubblica, possibilmente a debito perché le nuove tasse non sono gradite (come se il debito altro non fosse che tasse future!).

    Le riflessioni di Andrea vengono poste nell’articolo che esce domani:

    Euro, Italexit e svalutazione: ecco la realtà che ci descrive Andrea

    RE Q
 
 

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