Musica italiana del Settecento: ogni giorno si scopre un gioiello

Tanto che viene da commuoversi. Averne perso il ricordo, della versione cameristica (clavicembalo, violoncello flauto) di cui  fece uso Stanley Kubrick nel Barry Lindon (fa quasi sentir colpevoli, ma il film e del 1975. Sono passati 45 anni). In Italia abbiamo tesori straordinari nell’arte, per ogni dove. Basta guardarsi in giro. Ci siamo immersi e spesso ci sfuggono, non ce ne rendiamo conto. Oggi mi è capitato questo che racconto.

Stamani da youtube sono andato a risentire l’intera colonna sonora del Barry Lindon (quasi un’oretta). Un insieme di pezzi che vanno da Handel, Mozart, Schubert, Bach, Vivaldi e Paisiello, oltre a musiche tradizionali con cornamuse e altro, tipiche delle marce militari dell’epoca. Ciò che ha colpito, che ha commosso perfino, è la cavatina di Giovanni Paisiello, tratta dalla sua stesura del Barbiere di Siviglia (meno ripresa e conosciuta di quella rossiniana).

Di questo pezzo per tenore, il regista americano ma naturalizzato britannico, ha fatto uso della versione per strumenti già allora diffusa. Straordinaria, che ne fa un gioiello (VEDI e ascolta: https://www.youtube.com/watch?v=i9M_P6pA3gQ). Fra i lettori certamente vi sarà qualcuno meno distratto di me che ha presente i quattro minuti del pezzo musicale. Ritengo opportuno farlo conoscere, allora, a chi ne fosse rimasto estraneo, oppure rinfrescarne nella memoria.

Con una riflessione: abbiamo in Italia musicisti che in vita ebbero successi straordinari e fama (Il Barbiere di Paisiello ebbe la sua prima all’Ermitage, a San Pietroburgo 1788 e fu un successo nei teatri e salotti europei finché non uscì la versione di Rossini 1816). Chi se lo ricorda Paisiello? In quali scuole si fanno conoscere i castoni distribuiti ovunque,  della nostra arte, della nostra musica?  Mi domando: quanto perdiamo della straordinaria occasione di essere italiani?

Per fortuna ci vengono incontro dal mondo personaggi come Stanley Kubrick, dalla statura gigantesca nel loro settore. Il quale anche con queste scelte musicali nei suoi film, da spessore e misura di una conoscenza amplissima dei mezzi che la settima arte può mettere in gioco. Io mi sento di ringraziarlo e ricordarne la figura (è mancato nel 1999). Mai un Oscar per i suoi film, quasi tutti memorabili… Oggi gli sono riconoscente e lo ringrazio per questo cammeo musicale. Naturalmente insieme a Giovanni Paisiello. Con un invito ai lettori a sentire e condividere.

Ne vogliamo un altro, di italiano poco conosciuto e pure lui grandissimo? Anche lui del Settecento: Luigi Boccherini, pisano trasferito in Spagna. nel 2003 va su un film (“Master and Commander” di Peter Wild) tratto dalla saga marinaresca inglese del Settecento: Patrick O’Brian. Nei libri della serie, O’Brian richiama più volte Boccherini come autore preferito del capitano Aubrey, per un duetto con il medico di bordo Maturin. Ecco nel film cosa ne è venuto fuori: (VEDI e ascolta https://www.youtube.com/watch?v=7p94DFyBBwc ). Il registra ne ripropone la musica … dite voi, cari lettori, se non merita l’ascolto e il piacere del ricordo di Boccherini pisano (durata 9 minuti).

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