VIENI AVANTI CRETINO! Finiamola di prendere in giro gli italiani

La frase, famosa dagli anni Trenta, fu uno scketch tormentone di due comici: Fratelli De Rege. Ripresa nel dopoguerra da Dapporto, Campanini, Walter Chiari e infine in film di Lino Banfi. Lo schema è semplice ma irresistibile: “esalta la comicità il ruolo dello sciocco, balbuziente e incapace di parlare in modo “normale”, con effetti spesso assurdi e improntati al nonsense.” Incapace di capire, se ne esce con stupidaggini dal grandissimo effetto comico.

Precisiamo due cose, importanti: ci riferiamo ai politici che oggi governano. Non si tratta quindi di canovaccio da avanspettacolo ma dichiarazioni politiche rivolte a noi italiani, all’Europa, ai mercati internazionali. Inoltre deve considerarsi certo che la verità su quanto dichiarano la conoscono, magari  solo intuita, ma sanno bene com’è  la situazione reale. Resta il fatto: l’imitazione del fratello dei De Rege quello  che recita il tonto. Nel nostro caso prendendo in giro tutti gli italiani e facendo molto male al Paese.

“L’ austerità in Europa ha fallito; non si deve ripetere” (Di Maio). Con l’euro la politica italiana ha proseguito la tecnica della spesa oltre misura, continuando a indebitarsi. Con la lira ha potuto farlo  scaricando i deficit con la svalutazione. Con l’euro doveva cambiare e lavorare sull’efficienza della spesa. Non è stato fatto e non si vuole iniziare a farlo. Nonostante la Costituzione, l’approvazione dell’euro, i contratti internazionali sottoscritti!  Si devono ridure le spese, è il nostro dovere.

In Europa il cambiamento della gestione monetaria senza l’inflazione, controllando la spesa, ha fatto bene a tutti i paesi: tutti, nessuno escluso oggi stanno crescendo mentre noi restiamo al palo perché dobbiamo pagare 65 miliardil’anno di interessi. Ha fallito clamorosamente la politica italiana degli ultimi vent’anni: chi ha governato non ha fatto la revisione della spesa e continuato a sperperare. Questa è la verità.

“Il reddito di dignità sociale e quota cento non si toccano” (Di Maio, Salvini). Benissimo: basta stabilire dove si vanno a prendere i soldi. Fare spese con nuovo debito, nelle condizioni in cui siamo, ci rende irregolari rispetto ai patti sottoscritti in Europa.  Tutti sono capaci di promettere e  spendere facendo debiti. Che dobbiamo pagare noi cittadini, mica loro.

“Facciamo subito la flat tax: 30 miliardi in meno di tasse” (Salvini). Il problema è ancora quello: con quali soldi recuperi i 30 miliardi? o vuoi aumentare ancora il nostro debito? Quanto incidono queste dichiarazioni sullo spread, sugli interessi che, noi Cittadini, dobbiamo pagare?

“Sosteniamo le aziende tagliando tasse e cuneo fiscale; così facciamo crescere l’economia italiana” (Salvini). Vero, ma dobbiamo recuperare le risorse dal bilancio: DOBBIAMO TAGLIARE SPRECHI E LEGGI DI FAVORE che stanno uccidendo il Paese. Fare debiti aggrava la situazione e rende impossibile ridurre le tasse, le entrate del Governo.

“In Europa dobbiamo farci rispettare, non dobbiamo più prendere ordini da Bruxelles” (Salvini, Di Maio). L’Italia è paese fondatore e non prende ordini da nessuno. La Commissione a Bruxelles applica le regole sottoscritte da 29 paesi (Italia in primis). Le regole si possono cambiare ma, si deve trovare l’accordo di almeno metà dei paesi… se si ritengono sbagliate le applicazioni si può ricorrere e, avendo ragione, ottenere le modifiche, le correzioni.

Invece  con queste dichiarazioni il governo italiano si isola e viene malvisto da tutti. Il nemico non è la Commissione ma le dichiarazioni “cretine” che ci fanno male da soli. Prima dei regalini elettorali per avere qualche voto in più, per chi governa viene la credibilità del Paese, la volontà assoluta di rispettare le regole e i trattati sottoscritti.

“I mini bond servono per pagare le imprese che hanno crediti con lo Stato, non sono una moneta” (Borghi). Dichiarazione da premio Nobel dell’economia! Specializzato in politica monetaria… se si aumenta il “circolante” con un surrogato dell’euro, soprattutto con biglietti di piccolo taglio, si da vita a un percorso di uscita dall’euro. Di emissioni così facili, chi governa fa uso per regalie con nuovo debito. Oltretutto in parlamento approvata con i voti di tutti o quasi!

Il rischio che i mercati hanno subito percepito è la progressiva espansione della “nuova moneta” circolante di scambio, facendo un ricatto implicito a tutti i 28 paesi europei.  Come se dicessimo:  se non ci lasciate spendere, far debiti come vogliamo, finirà che gli euro non li usiamo più e tutti i bond che avete in pancia, cari europei, ve li tenete e basta. Non viene detto, ma basta la dichiarazione per allarmare tutti i mercati del mondo.

Oltretutto nel mondo globale l’Italia ha ben presente la proposta di cancellare 200miliardi di debito europeo messa nel programma, poi tolta, dopo resa pubblica da Huffington. I mercati e i paesi hanno una memoria d’elefante: cose che costano miliardi di euro negli interessi, con lo spread.

Si può dar di peggio? Che immagine, quale credibilità, hanno questi governanti che VENGONO AVANTI ? In che condizione mettono tutto il paese, le imprese, i lavoratori, l’economia intera? Scaricano tutto sulle nostre spalle, tutto perché il nostro sistema di comunicazione rende queste dichiarazioni sostanzialmente credibili, data la grave ignoranza di economia  fra i nostri cittadini elettori. Rovina del paese?  Ma chi se ne frega: VENIAMO AVANTI CRETINI ma al governo restiamo noi!

  1. #1 scritto da Andrea D. il 8 giugno 2019 23:15

    Caro Luigi, paragone azzeccato, solo che il “cretino” in questo caso è il cittadino elettore che quei politici ha messo lì col proprio voto!

    Qualche imbecille benpensante rimpiange la Lira dimenticando che agli inizi degli anni ’90 il tasso sui BTP a 10 anni era intorno al 14%, non al 2,6% odierno! Vorrebbe dire che invece di 70 miliardi di euro di interessi se ne dovrebbero pagare oltre 300! Auguri!!!!

    Tagliare non porta voti, spendere sì! Lo sappiamo e infatti nessuno taglia e tutti spendono, che siano gli 80 euro, le tredicesime ai pensionati, il reddito di cittadinanza, quota 100 e via dicendo.

    Non ci sono spazi per la flat tax e, ammesso che quest’ultima porti benefici (non è automatico: quanto andrà in consumi e quanto in risparmio? E della quota in consumi quanti saranno consumi nazionali e quanti consumi esteri?), quanto tempo ci vorrà perché questi siano tali da coprire il deficit fatto nel frattempo? E in quel periodo di quanto sarà aumentato il debito? L’Italia può permetterselo? In un periodo congiunturale non favorevole per non dire sfavorevole? Non credo! Per inciso, se proprio dovessi fare una manovra straordinaria (ammesso di avere le risorse che non ci sono) la farei sul versante delle imprese riducendo il costo del lavoro (tagliando, inevitabilmente, dei benefici), liberalizzando il mercato del lavoro (i sindacati, poi chi li sente? Quei sindacati che ci raccontano che occorre nazionalizzare le imprese in crisi per salvaguardare l’occupazione! Lo facessero coi soldi loro!) e rinviando la tassazione al momento della distribuzione degli utili: non distribuisci e reinvesti? Tasse zero! Probabilmente meglio che una flat tax sulle famiglie. Se anche l’aumento di produzione dovesse andare in export per mancata crescita di consumi interni sarà sempre reddito in più che porterà a uova occupazione che genererà nuovi consumi.

    L’ultima favoletta che gira è un raffronto sulla crescita percentuale del debito pubblico! L’Italia è cresciuta meno del resto d’Europa, per cui sarebbe virtuosa! Certo, ma quel che conta sono i valori assoluti! L’Italia non aveva spazio per crescere, tuttavia il debito è cresciuto lo stesso invece di calare! Inoltre, se uno ha spazi di manovra (perché aveva in partenza un debito contenuto) li può usare, se uno non li ha deve farne a meno e arrangiarsi con quel che ha, ma di ridurre e razionalizzare la spesa pubblica non se ne parla nemmeno!

    Infine l’ultima “perla” (da Nobel mancati) è quella dei minibot! Come ha giustamente segnalato Draghi o sono moneta (e in tal caso sarebbero in violazione dei trattati che l’Italia ha sottoscritto) o sono debito (e in tal caso andrebbero ad aumentare il già elevato debito pubblico! Per chi non lo sapesse, i debiti commerciali NON sono conteggiati nel debito pubblico!).

    RE Q
  2. #2 scritto da Saccavini il 9 giugno 2019 10:13

    L’elenco delle “perle”, potrebbe continuare…. quasi una al giorno, Andrea.

    Ciò che sorprende è l’inefficienza comunicativa del sistema dei media.
    Il quarto stato che si prona di fronte al governante di turno: qualsiasi cosa esca, scritta o verbale, se ne esce come generata da chi detiene il potere.
    I Cittadini così sono lasciati soli, sostanzialmente disinformati, lasciati nella beata ignoranza di tutta l’area economica del Paese.
    Da qui la ricaduta in voti per chi si atteggia a VIENI AVANTI CRETINO!

    Triste mattino domenicale, con questi argomenti…
    Ma chi sa ha il dovere di informare… il DOVERE

    buona giornata

    RE Q
 
 

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