IGNORANTE! La parola al primo posto nel Consiglio Comunale (a Buccinasco)

Non abbiamo potuto presenziare al Consiglio, ma gli esiti che avevamo previsti con il precedente articolo sono stati ampiamente confermati. Il Consiglio ha concluso velocemente gli argomenti proprio di Buccinasco, poi ha affrontato un odg presentato e firmato dalla Presidente del Consiglio Comunale. Come suo solito costume dimenticando di distinguere il ruolo super partes dalla funzine individualedi un consigliere di una delle parti (non ha ancora compreso di che si tratta?)

La sostanza dell’interrogazione è già nel titolo della mozione . Non richiede descrizioni, oltre a quanto già scritto (fossimo in Consiglio e facendo uso dei metodi di maggioranza, potremmo qualificarla una stupidaggine elettorale, ma non è il nostro stile). Dal contenuto che riguarda l’interrogazione ci viene in soccorso il Giornale dei navigli (VEDI) che riporta trascritti diretti del verbale.

Passiamo al termine rimbalzato sistematicamente dalla maggioranza verso la minoranza (tranne, in questo caso, M5S); quello utilizzato con più frequenza quale “argomento”. Prendiamo dal dizionario Treccani il senso utilizzato nella discussione in Consiglio: come titolo d’ingiuria: tacii.!lei è un i., un idiota! .

L’intervento del sindaco verso il Consigliere Imberti ha dato la stura. Poi chi si distingue in negativo è il Consigliere Carbonera. Segue una domanda logica dal Consigliere Romanello si chiede e si rivolge all’ineffabile Presidente, quanto sia civile e democratico far uso così insistito del termine “ignorante!” sistematicamente rivolto alla minoranza.

Sul piano logico proviamo a spiegare l’agire, in un contesto di confronto come il Consiglio. Se di una posizione d’altri si vuole motivare l’errore la possibilità data è appunto la “motivazione”:  spiegare al dichiarante gli errori, le incongruenze della posizione che si vuole contestare. Ce lo spiega molto bene Socrate, con un suo comportamento “didattico” (siamo a 2400 anni fa):

Ignoranza. Per Socrate la prima condizione della ricerca e del dialogo filosofico è la coscienza della propria ignoranza: sapiente è soltanto chi sa di non sapere. …. Facendo finta di non sapere, Socrate chiede al suo interlocutore di renderlo edotto circa il settore cui è competente. Utilizzando l’arma del dubbio e confutando, Socrate mostra alla persona l’inconsistenza delle sue persuasioni.

Confutare riscontrare, precisare, ecc. esistono infinite possibilità di esprimersi: civili, corrette, indiscutibili. Se si rifiuta il metodo del confronto e si passa alla rissa, si vuol provocare una reciproca risposta che alla rissa ci arriva davvero. In questo contesto il termine SEI IGNORANTE! È una provocazione. Esce dall’argomentare.

La cosa più comune che può giustificare ciò è: non tollerare  un pensiero diverso, rifiutare il confronto. In una parola si tratta del RIFIUTO DEL METODO DEMOCRATICO. Agire in questo modo nell’organismo che rappresenta l’ente che approva regole, spese e quant’altro entro il sistema comunale,  è gravissimo,. Un’estrema deriva che le regole le vanifica.

Personalmente ho visto il Consigliere Scialino (2009-10)svolgere il compito di Presidente del Consiglio Comunale in una Giunta trascorsa (Cereda). Cito a memoria ma, davvero, prego i lettori di credere, che nello svolgere il suo ruolo l’eqilibrio e la competenza erano ampiamente superiori a ciò che oggi si può vedere.

Vedersi ripetutamente destinatario dell’epiteto d’IGNORANTE! È un’offesa al buon senso oltre  a carenza di civismo e educazione. Permettersi impunemente di offendere, di provocare la rissa, è spirito antidemocratico, oltre che un agire che passa i limiti di legge. Ma come già detto, l’obiettivo di questa mozione era altro, e i fautori l’hanno ottenuto (VEDI larepubblica). Dispiace che Alberto Schiavone non si sia reso conto del gioco entro cui è stato usato.

  1. #1 scritto da Max il 18 maggio 2019 00:23

    Ero presente al consiglio di ieri sera: veramente un spettacolo indecente.

    Il presidente del consiglio minaccia di buttarmi fuori se parlo ancora perché sono del pubblico, ma non dice nulla sul sindaco che parla quando non può interrompendo un consigliere di opposizione ed insulta….

    In più un evidente atto di forza che zittisce la democrazia: il Presidente del Consiglio stoppa la richiesta del consigliere Schiavone di votare la mozione regolarmente presentata prima del Consiglio, dicendo che viene integralmente sostituita dalla contro-mozione sostitutiva presentata dalla maggioranza che ovviamente se la vota e la approva.

    Peccato che in base al regolamento comunale e anche al buon senso direi, non puoi annullare una mozione presentata in anticipo e regolarmente trascritta agli atti, con una mozione sostitutiva, perché in democrazia non esiste una mozione che ne annulla un’altra, esistono 2 mozioni da votare entrambe.

    Il Presidente del Consiglio si è arrogata un diritto che non aveva e che ha ucciso la democrazia: poi parlano di metodi fascisti e liberticidi e questo cos’è se non un ti chiudo la bocca perché lo dico io?

    Una fatto di intollerabile censura mai visto a Buccinasco: poi dicono di studiare e che l’opposizione è ignorante….

    L’unico intervento veramente sensato è stato quello del consigliere di opposizione C.Romanello che ha denunciato il clima offensivo ed intimidatorio del dibattito, ovviamente venendo anche lei insultata dal sindaco e dalla maggioranza…

    Veramente una tristezza….

    Max di Buccinasco

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 18 maggio 2019 09:40

    Che benna esperienza, Max.
    Qualcosa di paragonabile alla Duma del 2017 con i menschevichi zittiti, bastonati imprigionati e poi sostituiti con la rivoluzione d’ottobre (oggi rigorosamente in minuscolo)

    le minoranze non hanno diritti, non ne devono avere.
    Quelli che sono previsti vengono stravolti perché non sia applicati.
    La discussione è vietata. Proibita!
    Sostituita dalla rissa programmata.
    Al riguardo è forse opportuno predisporre un dossier da inviare ai rappresentanti del Governo.
    Il Segretario generale (detentore della legittimità degli atti), potremo inviargli una carta bianca, su cui scrivere, quando vorrà, tutti gli elementi dal profilo di dubbia legalità di cui finora, per dimenticanza, mancanza di tempo o di carta, che non sembra aver raccolto oppure reso pubblici.

    Gente brutta, che ha pieno il gozzo della “democrazia” di cui ha il più totale spregio, interessata solo alla gestione monopolista del potere in municipio
    Da mandare a casa, nell’interesse di noi cittadini

    RE Q
  3. #3 scritto da Uno che sa il 20 maggio 2019 11:44

    Caro Khemara, ho letto nell’altro articolo, quello con i commenti semiseri, una descrizione più dettagliata del Suo ‘intervento’ in Consiglio Comunale. Complimenti!

    Lei ha lo spirito giusto, che non è andare a sputare odio, ma chiarire fermamente (anche alzando la voce, se necessario) che nella vita ottieni quello che mandi fuori.

    Se Pruiti non rispetta le regole, parlando senza diritto per insultare un suo pari (in Consiglio Comunale il sindaco è il ventunesimo consigliere, l’ultimo, entrato per diritto e non per merito), allora le regole non valgono più per NESSUNO, incluso il pubblico.

    E’ da miseri sperare di poter violare le regole, e poi invocarle contro altri. Lei Khemara, ha fatto BENISSIMO a chiarire le conseguenze di questo atteggiamento: “se devo uscire, allora devi uscire anche tu”. In questo stanno i miei complimenti.

    Caro Socrate, gli italiani e i buccinaschesi hanno la politica che si meritano. La politica e i politici sono un risultato.

    Cittadinanza misera nell’animo e/o sciatta nei comportamenti, avrà politici miserabili e sciatti. Cittadini rigorosi e dignitosi, come ha fatto il nostro Max, avranno lo stesso effetto sulla politica.

    RE Q
  4. #4 scritto da socrate lusacca il 20 maggio 2019 20:37

    Un agguato, un’imboscata nella quale forse qualcuno ci sarà cascato?

    io sono di altri tempi, abituato a un vivere sociale nel quale il rispetto altrui era parte fondante del rapporto umano.
    Tempi meno sofisticati, se si vuole più socialmente tracciati, quindi dal rigido valore del rispetto nei rapporti pubblici.
    In quei tempi, che un giovane si rivolgesse in termini offensivi a un collega o conoscente di una classe d’età superiore,
    era considerato un guanto di sfida: spesso non finiva lì.
    Il giudizio generale su un fatto del genere vedeva il giovane come un’inutile gradasso che intende prevaricare avvalendosi dell’età.
    Se nell’occasione fosse stato presente il padre, più che probabile che il ceffone fosse stato da lui anticipato al figlio.
    ma è un altra epoca; altri valori di educazione, rispetto reciproco, civiltà… oggi persi per la strada

    Ecco: ciò che è successo in Consiglio è qualcosa del genere.
    Certo oggi si sentono sui mezzi pubblici degli studentelli maleducati e incivilii, rivolgersi perfino agli anziani facendo uso del “tu”, spesso in malo modo, irridendo l’età, l’aspetto, magari la fatica a muoversi.
    Oggi è abituale….
    Così come oggi diventa abituale che un giovanotto di “belle speranze”, adotti nei confronti dell’equivalente di un fratello maggiore, i termini che sappiamo.

    Non sono gli aspetti migliori della società odierna; la sostanza del discorso spero sia chiara

    e non sono disposto a cambiare idea: non c’è ragione superare i costumi di civiltà e rispetto…

    buona serata Uno che sa

    RE Q
  5. #5 scritto da Rinaldo Sorgenti il 22 maggio 2019 20:13

    Al riguardo è forse opportuno predisporre un dossier da inviare ai rappresentanti del Governo.

    Evidentemente l’ignoranza la sanno riconoscere proprio coloro i quali ne sono affetti, ma la invocano per gli altri, non riuscendo a fare di meglio!

    RE Q
  6. #6 scritto da socrate lusacca il 22 maggio 2019 21:20

    Buona sera Rinaldo,

    Il presupposto che porta a giudicare sbagliate, mosse da ignoranza, incomunicabili le relazioni con chi le sostiene,
    io credo sia strutturale e venga da una convinzione ideologica totalizzante: oggi forse non è più automatica la attribuzione al Comunismo.
    Ciò che permane nei suoi epigoni attuali è il metodo che viene tuttora praticato:
    “posto che noi siamo la ragione, siamo la storia, chi non condivide ciò, è per forza in errore”.

    Questa concezione è la radice del pensiero unico da cui vengono comportamenti spesso semplicistici, estremizzati, con il corollario di tutelare la propria parte dal diffondersi del dubbio, dalla possibilità di una convivenza di pensieri diversi entro casa propria.
    Si teme una frana, il fiorire di pensieri e concetti nuovi e variegati… il centralismo democratico finirà, e il partito?

    Scendendo dai temi generali, la conduzione del Consiglio Comunale a Buccinasco, di questa stagione è davvero al limite, se non oltre, il vivere democratico dell’organismo.
    Non sono poi passati molti anni da quando il medesimo Consiglio Comunale era condotto da un Presidente chiamato Aldo Scialino.
    Se ne ricorderà?
    Sono possibili paragoni sul rispetto delle regole e della sostanza del confronto?

    buona serata

    RE Q
 
 

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