Creare lavoro nuovo o assumere personale pubblico per fare ciò che già c’è?

Il tema di questo post è un nome nuovo: AFOL Metropolitana. Il nome è nuovo: per il resto siamo a a uffici pubblici una volta chiamati Uffici di Collocamento; più recentemente Centro per L’impiego ed ora AFOL. Il nome è nuovo, appiccicato su una struttura vecchia di settant’anni.

Nata in un’epoca nella quale avere un punto di riferimento era funzionale perché la comunicazione fra i diversi soggetti era molto più parziale o episodica. Aiutava a trovare lavoro in un paese che tava esplodendo, dalla crescita a due cifre. Situazione tramontata da decenni. Del tutto superata quando, buon’ultima in tutt’Europa, l’Italia ha introdotto le agenzie private di collocamento. Gli Uffici di Collocamento sono arrivati a occupare 85mila dipendenti (avevano l’esclusiva, essendo vietata ai privati la mediazione su lavoro). Eppure dal collocamento passavano in pochissimi, quasi nessuno.

Con il 1998 e il lavoro interinale gli Uffici di Collocamento sono stati di fatto estromessi, sempre più  marginali, arrivati a un decimo del loro massimo. Del resto senza risultati, come prima.un risparmio per lo Stato di quasi 3 miliardi!  Perché nel frattempo il problema non era più mettere in contatto imprese bisognose di lavoro e aspiranti dipendenti.

Il problema è, da almeno 25 anni: agire per creare nuovo lavoro, nuove occasioni d’impresa. Ma il Governo del Cambiamento è partito alla grande: qualcuno si ricorderà qualche dichiarazione del ministro de Lavoro Di Maio che ventilava l’assunzione di 60mila dipendenti negli uffici di collocamento. Velocemente ridimensionati quando gli hanno fatto intendre quali sarebbero state le conseguenze nei costi.

Si è così ridotto l’impegno a assumere 6500 “navigator” (quasi 2 miliardi)che avrebbero il compito di formare e avviare al lavoro i disoccupati. Sempre un lavoro che arriva per decreto… che nn genera richezza ma nuova spesa: che impoverisce il paese. In questo contesto sono nati gli AFOL, A Milano AFOL Metropolitana: sono la stessa cosa di prima anche se qualche cambiamento, quache dettaglio in più sui compiti. Sempre con l’obiettivo di avvicinare domanda e offerta di lavoro.

OGGI IL PROBLEMA È LA CREAZIONE DI NUOVO LAVORO DI NUOVE IMPRESE

Guardassero almeno come fanno in altri paesi europei, prima di buttae soldi che non danno risultati (tranne i voti alle elezioni). In Germania sono già operative strutture post unvritarie che hanno il compito di individuare le atese e le richieste di professioni  nei prossimi anni: sia monitorando i know how delle imprese in essere, cercando di capire le professionalità che scadono ma soprattutto quelle nuove che saranno richieste. Sia creando nidi universitari di star up nei quali allevare e far crescere imprese innovative

Gli uffici pubblici che hanno per obiettivo il lavoro, devono dotarsi di pensatoi d’alto livello che approfondiscono le modulazioni del fare impresa: il nuovo modo del lavoro, le possibilità che ne agevolano la creazione. Centri di cultura universitari e specialistici che progettino la società del domani, predispongano e indirizzino gli investimenti nella direzione appropriata, accrescano le nuove attività in parallelo con imprenditori/studenti  disposte a nascere, dotati delle competenze oltre che dalla volontà per farle crescere, ecc.

Stanno superando la fase sperimentale, stanno crescendo le nuove attività, i nuovi lavori, le professioni nuove richieste dal sistema produttivo. Noi in Italia abbiamo una base sociale particolarmente adatta per la crescita, la novità, la raccolta e la proposta d’idee. Probabilmente saremmo in grado di fare più e meglio. Certo in questo modo non si raccolgono voti, non c’è il consenso e questo ai pertiti non interessa.

A Buccinasco? questo post ce ne ha fatto da stimolo il comunicato del comune (VEDI) che annuncia trionfante la nascita a Buccinasco di un ufficio di AFOL Metropolitana.  Siamo a Buccinasco, l’amministrazione non può far altro che eseguire ciò che Roma propone. Invece di applicare piattamente percorsi di un passato ormai decrepito, che non creerà un posto nuovo che sia tale, forse una personalizzazione del programma che lavori in chiave proattiva verso le imprese, le nuove imprese, i finanziamenti a studi e corsi innovativi per le nuove professioni  sarebbe più utile. O no?

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 11 maggio 2019 23:47

    Non ho notizie fresche, forse potete illuminarmi. Ma il fantasmagorico sportello lavoro lanciato in pompa magna dalla giunta precedente che fine ha fatto? Che risultati ha prodotto, oltre ai costi per le casse comunali? E’ vero che un’iniziativa spontanea e volontaria gestita dai cittadini sui social, che ai contribuenti non è costata un solo centesimo, ha prodotto più risultati?

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 12 maggio 2019 10:29

    Risposte semplici: in questi anni, Maiorano compreso, si sono investiti circa 100mila euro l’anno a Buccinasco.
    Hanno dato risultati?
    dipende da come si leggono:
    > se si sono attivati nuovi posti di lavoro. a termine o stabili, il ritorno in efficienza lo si avrebbe superando i 10 dipendenti “nuovi”, in più, che si mantengono nel tempo. (in questo modo la spesa dl comune può trovare nel tempo un rientro dalle tasse e contributi che vengono da imprese e dipendenti “nuovi”);
    > i comune ha fatto da tramite sostituendosi a agenzie o altre strutture (semplice concorrenza.. da cui non rientra nulla)

    Lei cosa dice?

    Buon domenica

    RE Q
 
 

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