Palasport, i comuni che fanno investimenti: esempi da non seguire

I residui del socialismo statalista in Italia, ma anche in Europa , sono tuttora pervasivi e infettano l’economia di diversi paesi. In linea teorica non è detto che un ente pubblico non possa gestire un’attività economica, può perfino funzionare, in qualche caso particolare. Tuttavia la gestione social-comune di un’attività economica si porta un handicap da cui  non si può prescindere: per definizione un’attività pubblica non tollera la concorrenza, non si misura sul mercato (viene meno il confronto, prevale la decisione politica-sociale).

Il projet financing di un ventennio addietro sappiamo come spesso è finito, soprattutto su attività ludico sportive. Ne abbiamo un esempio proprio a Buccinasco con il nuoto. La manutenzione è meno che precaria e chi gestisce si trova in crisi serissima. Quando il comune dovesse riprendersi in mano le piscine, in municipio ci saranno da stanziare milioni.

Un  servizio sportivo fa parte delle opportunità che il comune può mettere a disposizione dei Cittadini. Ciò però non a prescindere da altre situazioni, da esigenze di spesa che il comune ha davanti. Soprattutto i progetti devono avere caratteristiche di equilibrio e sostenibilità nel tempo. Il succedersi delle comunicazioni sul “palazzetto” da parte di questa maggioranza, dimostra quanto vadano a spanna cercando d’inseguire le osservazioni dei Consiglieri e di Cittadini circa il progetto che propongono.

In campagna elettorale la proposta riguardava solo il campo da basket con un costo che era indicato in un milione.  Da subito la cifra è apparsa esageratamente bassa (nostri pareri ci dicevano: non meno di tre milioni). La gestione si prevedeva in chiave comunale. Nessun indirizzo riguardo a costi di gestione e modalità di raccolta delle risorse. Semplicemente non ci pensavano; si ha l’impressione che la qualità e l’efficienza di questo nuovo centro di costo non li sfiori neppure.

Siamo alla descrizione su ilgiorno (VEDI, sindaco e assessori sorridenti). Quadruplicata la cifra, si inventano adesso un finanziamento di progetto su un’opera pubblica, dopo decenni di sorprese amare che hanno colpito anche Buccinasco. Il comune imprenditore ne ha combinate parecchie di perdite, per decine di milioni. A San Giuliano Milanese (da cui viene e opera ancora oggi il nostro segretario) un progetto “Genia” che ha dato vita a diverse aziende pubbliche. Fallimento clamoroso nell’ordine di decine di milioni, una quarantina di dipendenti assunti e poi mandati a casa, ecc.

Oppure andiamo a Rozzano in cui alcune aziende pubbliche hanno creato un buco di 40 milioni. Ha avuto un finanziamento da MPS; l’ex sindaco con beghe tribunalizie pesanti  (che ora si ripresenta con una sua lista).In tutti questi casi, ma in parecchi altri di questo tipo,  i pubblici amministratori non hanno restituito neppure una lira… e hanno la faccia di ripresentarsi.

Insomma le aziende pubbliche sono uno strumento di gestione del territorio e del consenso. L’efficienza proprio non è fra gli scopi di cui si preoccupano.  Consenso e poi voti. Le perdite sono pubbliche (le paghiamo noi Cittadini). Per carità, a Buccinasco c’è una società pubblica che gestisce due farmacie, condotta direttamente dal comune, che finora non ha dato sorprese e chiude in positivo.

Non come quella di Corsico, nella quale pochi anni fa è emerso un magazzino gonfiato di 600mila euro. Prodotti farmaceutici venduti in nero in un giro di prodotti reimmessi sul mercato.  Può capitare che qualcuno ne approfitti: non tutti, ma succede con una certa frequenza.

In questo contesto, il centro sportivo  è diventata un’iniziativa importante: fra dipendenti e manutenzioni qui ci vogliono 15 o 20 persone  (o una coop che i dipendenti li mette  a disposizione). Diciamo fra 3 e 400 mila costi e spese annue, almeno. Più i costi ordinari, i materiali di consumo, gli aggiornamenti e la messa in efficienza delle strutture…. Si può pensare che questa macchina possa essere gestita con i criteri di un’azienda pubblica?

La cosa più semplice e diretta sarebbe altra e diversa. Un concorso aperto a imprese del settore, con un’indicazione di larga massima sui contenuti. Costi su cui il comune partecipa in conto capitale. Un accordo di canoni annui convenienti per una durata a scalare di 5 anni. L’impresa può partecipare al progetto indicando di suo attività sportive o complementari, funzionali a generare ritorni. Un contratto equilibrato e blindato. Il Municipio con la funzione di controllo e indirizzo.

Vince il progetto che convince di più. Il comune realizza un sistema che sta in piedi di suo, con risultati di cui è garante il gestore. Con tutti gli aiuti perché riesca. Se non dovesse funzionare il gestore sarà chi ci rimette.

Certo, è possibile che, nonostante reiterati inviti e ricerche,  nessun privato si presenti. Fosse così, significa che il progetto difficilmente sta in piedi e il Municipio si ferma prima di realizzare una qualsiasi spesa. Nessun demerito per nessuno; un grazie agli amministratori che hanno ben progettato e sono riusciti a realizzare l’opera (oppure no, ma sarebbe difficile).  Questa è sana amministrazione, gestione nell’interesse pubblico. Dinamiche che ci sembrano estranee alle competenze di chi oggi amministra; come un pesce fuor d’acqua.

  1. #1 scritto da Miserabile di Montecristo il 7 maggio 2019 14:59

    Caro Saccavini, stesso identico discorso del post precedente:
    gli amministratori hanno le esperienze e le competenze necessarie per gestire progetti onerosi e complessi?

    Di norma no, con l’aggravante che mentre per un’impresa l’obiettivo è il profitto di lungo periodo, per l’amministratore pubblico, troppo spesso, l’obiettivo è il consenso per le prossime elezioni, i soldi, l’efficienza e l’economicità delle scelte, sono un dettaglio trascurabile.

    Capita quindi, talvolta per non dire spesso, che persone che nella vita professionale si sono rivelate degli inetti, si lancino in strampalati progetti dagli esiti disastrosi; difficilmente, date le premesse, potrebbe essere diversamente anche quando l’amministratore è esperto e competente, visto che i suoi interessi sono altri, figuriamoci quando non lo è.

    Non si può sfidare continuamente la fortuna, occorre rendersi conto che l’ente pubblico dovrebbe fare il meno possibile lasciando che sia il mercato a fare, al limite agevolando se proprio fosse necessario.

    Ma questo toglierebbe potere alla politica e un tale cambiamento, che richiederebbe una profonda revisione della cultura popolare prevalente, non è nemmeno all’orizzonte e forse non lo sarà mai. Un sogno per una ristretta classe di persone, molto distante dal popolo bue.

    Questa è la democrazia, con tutti i suoi limiti e le sue storture.
    Ad oggi, tuttavia, non siamo stati in grado di trovare di meglio.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 7 maggio 2019 18:04

    Bene, Miserabile di Montecristo, insistere sull’argomento e sui compiti di chi è eletto ad amministrare,
    è da credere che sia importante, che susciti l’interesse dei cittadini.
    Soprattutto:
    che gli amministratori, da incompetenti quasi totali (come prevede la scelta degli amministratori in base al suffragio universale),
    si rendano conto di quali sono i loro limiti e riducano la loro invasione di campo, limitandosi alle funzioni di progettazione e controllo.
    Se all’interno del municipio mancano competenze (lo ripete ogni delibera nella quale si debba assegnare un incarico all’esterno). facciano pure un bando, che magari comprenda anche un premio di risultato distribuito nel tempo, qualora gli esiti siano superiori…

    Certo. così, il politico eletto non può compiere simonia, distribuendo lavori e incarichi in cambio di voti…. rischia di non essere eletto.
    A meno che non diventi in grado di “vendere” il suo operato, illustrandolo, dimostrando le migliorie economiche funzionali realizzate.

    La strada da percorrere è in salita, faticosa. Richiede tempo… ma resta l’unica che propone un percorso di uscita

    tanto più che la crescita infinita è cessata da almeno 20 anni, i miglioramenti ottenibili sono frazionali, il compito principale è diventato la difesa dei livelli raggiunti….

    Credo che siano in diversi a cominciare a renderne conto

    RE Q

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