Buccinasco: il PGT che si modifica e i massimi sistemi (posticci)

La città è il luogo dissipativo per eccellenza: dove si produce l’inquinamento, il principale luogo di trasformazione energetica, dove si concentra la massima artificialità, il prodotto storico del processo di trasformazione dell’ambiente. I sistemi urbani agiscono normalmente indipendentemente l’uno dagli altri, vanificando qualsiasi obiettivo d’aumento dell’efficienza della macchina urbana. (Linee guida – Indirizzi politici, pag 1, non firmato).

Documento (VEDI)ufficiale, che non reca l’autore. Ma l’abbiamo trovato in un uno scritto di nove anni fa del gruppo consiliare Uniti per Buccinasco – Verdi e Italia dei  valori (VEDI). Principi di economia globale dedicati all’architettura in chiave di equilibrio biologico  Ciò che vuol dirci l’autore: il vivere in città è uno spreco, disorganizzato, che consuma l’ambiente (in un rapporto d’area 10 volte più grande della città stessa): un insieme descritto come illogico, drammaticamente inefficiente.

Ai nostri amministratori (che presumibilmente avranno letto queste affermazioni d’antan , visto che le hanno fatte proprie), sarà il caso di ricordare che nel mondo l’urbanizzazione è in crescita esponenziale. Nel 2017 il 55% della popolazione globale (quasi 4 miliardi) vive in centri urbani; la tendenza è inarrestabile. Per il 2050 è previsto di raggiungere i due terzi del totale (68%, dati ufficiali ONU).

Su queste premesse i nostri amministratori, con una giravolta logica,  nella loro introduzione d’oggi  sostengono poi qualcosa che assomiglia a contrario del principio “dissipativo per eccellenza”, infatti ecco cosa dice (cosa diceva Pruiti 9 anni fa), adesso ricopiato (in riassunto):

Il processo di pianificazione urbana deve essere collocato entro obiettivi, strategie e azioni, come nuove possibili direttrici di sviluppo ottimizzando i livelli d’integrazione del sistema urbano, e quindi d’impresa e occupazione.

Quindi la città deve ottimizzare il rapporto con l’ambiente ma aumentando  il fare impresa e occupazione. Bello, ma aumentano anche l’inquinamento, lo sfruttamento dell’ambiente e via teorizzando. Il significato alternativo sarebbe che impresa e occupazione sono subordinati al sistema urbano.

Sarebbe che a Buccinasco non si deve fare impresa? che l’occupazione non può aumentare? (vogliamo sperare che non intendano questo!).  Il pezzo (ricalcato) contiene poi altre amenità che andremo a descrivere. Per ora ci limitiamo a una questione di metodo: tutto per venirci a dire l’ovvietà di una città che deve intendersi come ecosistema (globale?).

Con quale scopo questa manifestazione di cultura ecologica e anti urbanistica? Lo troviamo nell’affermazione generale che in questo modo muove imprese e occupazione. Bel principio! I lettori vadano a trovarsi il resto di queste piroette entro le linee guida che seguono in otto paginette. Come prevedibile questi principi macro globali possono avere utile riflessione su scale, da coordinare entro massimi sistemi. Buccinasco cosa mai può generare in termini di nuove imprese (locali?) e occupazione? Infatti le linee guida danno esito zero.

Ma veniamo a noi a una citazione che ci riguarda da vicino, inserita in questa summa di principi, da applicare in Buccinasco,  immersa in un impasto di cose diverse e scoordinate fra loro, ecco come vengono citati i Cittadini che denunciano immobilismo urbanistico e lento degrado di Buccinasco:

La riqualificazione di queste aree, soprattutto per quelle localizzate in ambiti prevalentemente residenziali , è diventata una priorità d’intervento  spesso evidenziata dai Cittadini stessi, che, digiuni dei tecnicismi urbanistici e delle possibilità d’azione della pubblica amministrazione, percepiscono una condizione d’immobilismo amministrativo che non possiamo avvalorare in quanto responsabili della salute pubblica e del benessere dei Cittadini.

Riconoscersi in questa descrizione genera a noi un piccolo piacere, una soddisfazione. Per nulla diminuita dall’attribuzione d’ignoranza ai Cittadini che lamentano e denunciano l’immobilismo amministrativo: una città lasciata andare in questo modo. Gli amministratori non si riconoscono… secondo loro non sono immobili. Certamente su qualche tema ambientale stanno facendo qualcosa d’innovativo, come l’abbattimento diffuso di alberature cittadine (ci fermiamo qui).

Invece va ribadito. Non fanno nulla e progettano ancor meno. Lasciano la città così come si trova e non hanno intenzione di spostare gli insediamenti produttivi che si trovano nel centro, se possibile aumentando così  il confuso insieme di costruzioni diverse spalla a spalla: abitazioni e imprese: traffico d’impresa e mobilità locale. Ma per favore!: si impegnino davvero a studiare d’urbanistica se vogliono. Ma il loro compito è gestire la città. L’architetto Bianchi, molto opportunamente, non si è impancato in una sua visione andando a copiare princìpi posticci. Ha indetto un concorso che ha avuto partecipazioni internazionali!

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