Buccinasco contro le mafie. A parole. E i fatti?

Una notizia di cronaca giunge oggi, quasi in contemporanea, a rompere le uova nel paniere sul programma di manifestazioni allargate che pubblicizzano l’impegno di questa amministrazione “contro le mafie”. Quanto ad eventi  Buccinasco non vuol essere seconda a nessuno; spende i nostri fondi (costituiti dalle tasse che versiamo).

Spese condivisibili quelle che  contrastano l’anti-stato. Importante però che queste risorse vengano impiegate in modo efficace e funzionale. Insomma che, come in ogni altra attività dell’amministrazione, i soldi siano spesi bene davvero, che diano il loro ritorno in risultati.

L’articolo di oggi su ilgiorno, non si iscrive fra gli aspetti positivi. Viene descritta la notizia che a Buccinasco, oltre a immobili diversi già sequestrati alle mafie e amministrati dall’amministrazione (in modo migliorabile, verrebbe da dire) ve ne sono un paio che si trovano a Buccinasco, di cui nessuno apparentemente sapeva niente ne municipio di Buccinasco.

Immobili sequestrati a un malavitoso della “mala milanese”, dice ilgiorno. Sequestrati da ormai un decennio: formalmente proprietarie  le zie, ma di cui lui ha continuato a curare l’incasso dell’affitto di 900 euro mese. In tutto questo periodo su questo immobile, parte di un condominio, non sarebbero mai tate pagate le spese condominiali. Immobile “dello Stato”, scrive a giornalista Francesca Grillo.

Sempre nell’articolo il sindaco fa sapere che un altro appartamento sequestrato dallo Stato, al nipote del “signore”, “ha provato ad affittare anche il secondo appartamento sempre ex proprietà della famiglia prima dell’avvenuto sequestro. Se ne viene informato il sindaco, che poi lo fa sapere alla giornalista, vien da dire che in municipio qualcuno, qualcosa sapeva.

Qui s’innestano una serie di interrogativi, di spunti d’indagine, per chi fosse interessato (e noi lo siamo). Cominciamo con una serie di domande che urgono e chiedono risposte chiare e precise. Partiamo dallo Stato (la Prefettura?): quando un bene viene confiscato, prima ancora che la pratica burocratica ne assegni la gestione ad altro ente,  il comune interessato ne viene avvertito ufficialmente?

Se sì (e a lume di naso sembra logico): da anni il comune sapeva; da anni il comune non ha disposto monitoraggi  controlli? È un sequestro, si tratta di malavita organizzata: in questo caso la lotta alla mafia si fa o si lascia correre ? Se no (ma sembra strano), il Comune ne dovrebbe comunque venire a conoscenza dalla normale funzione di Polizia Locale (o no?).

Il Condominio (il suo amministratore): sicuramente viene a conoscenza delle unità immobiliari che sono sequestrate e assegnate allo stato. Se poi in queste unità arrivano “inquilini”: è possibile che per anni nessuno se ne accorga? L’amministratore non deve fare nulla? Non vengono pagate le spese delle unità immobiliari confiscate e non si informa della situazione presso la proprietà (lo Stato)? I condomini da parte loro: proprio nessuno ne ha parlato in comune, oppure con i vigili?

A Buccinasco, contro le mafie si fanno eventi, iniziative nelle scuole, pièces teatrali, letture, ecc. ma su queste minuzie quotidiane, che danno la misura di quanto l’anti-stato sia dominante e si faccia beffa delle leggi mentre lo Stato, l’apparato pubblico,  appare disorganizzato o assente, in municipio si lascia correre? Mah…

Scrive la giornalista Francesca Grillo: “si tratta di beni confiscati nel 2013 che andavano sigillati e, al limite, consegnati nelle mani del comune per utilizzarli a scopi sociali.” Il sindaco di suo dice: “..la nostra Polizia Locale guidata dal comandate Matteo Lai ha proceduto con i doverosi controlli e abbiamo poi condiviso tutte le informazioni. Credo sia un episodio gravissimo…”

Lo ha saputo adesso? O dal 2013 a ieri nessuno sapeva niente? In municipio potranno sostenere quello che credono, ma che in sette anni nessuno sapesse nulla, non convince. Verrebbe allora da chiedere: la lotta alla mafia è una cosa seria che richiede tutta la determinazione del caso? Oppure se ne fa una parata perché se ne parli ?

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  1. #1 scritto da socrate lusacca il 17 aprile 2019 21:40

    Siamo alle reazioni:
    la vicenda è tanto stramba da suscitare interrogativi diversi.
    Che non vengono dagli amministratori o politici di Buccinasco
    Che coinvolgono direttamente il Ministro e vicepremier Salvini, quale destinatario:

    Un senatore Franco Mirabelli (PD) chiede al ministro come sia stato possibile, interpellandolo quale responsabile della gestione beni confiscati:

    vuoi vedere che alla fine verrà fuori che viviamo in uno Stato imbelle che fa favori all’anti-stato;
    che entro i meandri della burocrazia ci può essere l’imbecille che ricopre un posto di cui non è degno oppure che una manina frena e ferma un iter obbligato;
    soprattutto e in fine, che non si troverà nessun responsabile e sarà andata così?

    Mi auguro davvero che lo Stato risulti serio e coerente:
    Che indichi il responsabile;
    che esprima una condanna esemplare, come merita la gravissima omissione, espellendolo per indegnità;

    ma oltre a questo, un iter disattento, distratto, è sicuramente intervenuto nei sette anni in questione, entro il nostro municipio;
    municipio che dovrebbe compiere di par suo, gli stessi procedimenti auspicati per lo Stato;
    (i senatore PD non lo ha fatto, forse se n’è dimenticato?)

    RE Q

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