Corsico: gli imbelli di Forza Italia adesso hanno quello che volevano?

Il sistema anti-mafia come metodo del far politica. L’uso della chiave anti-mafia per squalificare moralmente gli avversari. Obiettivo: legittimarsi per il potere, indossati i panni d’inquisitore:  nobile conduttore dell’ortodossia anti-mafia. Esterni a quest’uso politico sono solo le forze speciali che si dedicano al contrasto della mafia.

Bene precisare, perché nel mondo variegato degli inquisitori recitano da comprimari istituzioni, associazioni diverse e nobili personaggi, misti ad altri che del sistema fanno parte in modo conscio e ci lucrano. Il mondo PD è ridotto come tutti possiamo vedere, ma in modo indefesso continua a far uso di strumenti come il “sistema” anti-mafia avendo in qualche modo realizzato qualcosa di simile a una cinghia di trasmissione con istituzioni politiche e dello stato.

Un esempio dell’uso politico elettorale lo vediamo a Buccinasco: una gestione che potremmo benevolmente definire migliorabile, impegna sull’anti-mafia un mese d’iniziative tutte solo mediatiche, perché se ne parli, dell’anti-mafia  e della maggioranza. Se poi si va a vedere nello specifico a Buccinasco vengono fuori una serie di arresti che coinvolgono persone residenti, per reati gravissimi ma estranei al territorio (con l’esclusione di Buccinasco più, di cui sarebbe bene che le motivazioni della cassazione fossero fra le letture pubbliche…).

Un bar chiuso, storico, operante da trent’anni. Un altro chiuso per legami con la ‘ndrangheta calabrese. Eppure è ben più rilevante l’attività economica di certa economia “facile”, che in tempi brevi  si è dotata di grandi capitali. Che in quest’ultimo decennio ha diffuso la sua presenza in attività d’impresa e immobiliari. Su cui l’attività anti-mafia locale è praticamente  inefficiente; sembra priva d’armi. Diciamo che lascia fare.

L’argomento di questo articolo però non riguarda Buccinasco ma Corsico: le proposte dimissioni di Errante e la comunicazione mediatica e politica che ne segue.  A darne notizia fra i primi troviamo Cesare Giuzzi su ilcorrieredellasera; è seguito un più robusto e approfondito articolo di un altro specialista dell’antimafia: Davide Milosa uscito su ilfattoquotidiano (VEDI).  L’accoppiata mediatica dei due specialisti suona in sintonia: Errante è sindaco di una compagnia fittamente incrociata con la ‘ndrangheta.

Un atteggiamento, quello dei due giornalisti, che è distorcente: Errante se ne va per ragioni della sua maggioranza (se le dimissioni verranno confermate). Nulla a che vedere con la ‘ndrangheta e la gestione, nonostante le pressioni ripetute d’istituzioni diverse. Basti dire che una commissione ministeriale è insediata  nel comune e sta spuciando tutte le carte. Terminati i tre mesi ha chiesto di andare indietro di dieci anni nei controlli (che evidentemente riguardano le precedenti amministrazioni di sinistra, PD in testa).

Dalla lettura di Milosa emerge con evidenza il canale attraverso il quale la mafia ride bellamente delle normative: il sub-appalto. Ad esempio: se il comune affida ad AMSA e questa si serve di un sub appaltatore “dubbio”,  quali sono le responsabilità di chi amministra? Le convenzioni non prevedono che l’appaltante sia comunque unico responsabile? Che eventuali danni o irregolarità verso il comune ricadano esclusivamente su AMSA (mai sull’appaltatore)?

Adesso tuttavia entrambi i giornalisti cominciano a parlare degli affari e del mattone che girano intorno alla ‘ndrangheta… senza fare nomi, se non pedine, segnalando legami potenziali o parentele. Se ne parla sorvolando: non vi sono elementi concreti. Soprattutto entrambi sanno che sugli affari, la politica e l’economia locale sono bi-partisan.

Gli affari sono affari, lo sanno questi giornalisti (non è prerogativa di Buccinasco o Corsico) hanno il compito (assegnatogli da chi?) di fare di Errante il perno su cui regge un sistema di condizionamento mafioso legato alla destra… Forza Italia di Corsico può adesso riflettere sul pasticcio in cui si è messa; ma la politica locale tutta, su queste descrizioni, è bene che rifletta. Soprattutto lavori con le istituzioni per venire a capo del problema: lasciar fuori la ‘ndrangheta.

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