Buccinasco: manca un progetto urbanistico; la maggioranza fa ipotesi pasticciate

Abbiamo a Buccinasco una diffusa sensibilità sul verde pubblico, sul principio di non consumazione di nuovo suolo. Insomma a Buccinasco realizzare costruzioni ulteriori rispetto alle esistenti non dovrebbe essere praticabile, almeno in modo agevole, facile. Il senso comune diffuso dei Cittadini sarebbe contrario.

Questa Giunta, questo sindaco, questa maggioranza ha da sempre sostenuto principi “contrari al mattone”, accusando per tutta la campagna elettorale gli altri partiti e coalizioni, soprattutto incolpando BucciRinasco di rappresentare “il partito del mattone”.  Una frottola elettorale, mentre le iniziative che stanno promuovendo vanno in contro tendenza: facendolo malissimo.

La modifica del PGT appena approvata (VEDI Integrazione Regolamento Edilizio 03 03 2019) stabilisce che per le nuove costruzioni (che sono ampliamenti di costruito) o per le riqualificazioni di fabbricati già costruiti, è possibile realizzare un aumento volumetrico fino al 15%. In termini potenziali Buccinasco potrebbe crescere fino a 33.000 abitanti. Il che non è in sé negativo: dipende da come e per cosa lo si fa.

Vediamo allora cosa ha approvato la maggioranza “nemica del mattone”: per ottenere la maggiore costruibilità si devono  adottare criteri migliorativi dell’immobile sul versante dei risparmi energetici  (10%) o sulla qualità progettuale (5% ulteriore), per le sue ricadute paesaggistiche, o il verde  previsto sugli immobili (perfino). I meccanismi di controllo perché siano approvate queste condizioni dal comune sono ricchissimi di: Relazioni tecniche; Certificati di conformità; Asseverazioni e relazione finale del direttore lavori; Attestato di prestazione energetica; Lista di controllo tecnica in formati digitale. Eppoi: Dichiarazioni, dimostrazioni analitiche; tavole di progetto, documenti analitici, ecc. un festival di burocrazia dei controlli. Saranno approvati con un timbro e una firma e via con il 15% in più.

Tutto questo in totale assenza di un progetto urbanistico degno di questo nome. Non esiste un disegno, una visione di Buccinasco che si vuole proporre.  Tutto è lasciato all’improvvisazione: Una costruzione nuova di fianco a capannoni fatiscenti; come pure un rifacimento abitativo del volume su ex stabilimento, di fianco a magazzini o altre costruzioni… con questo regolamento si può fare tutto. È sufficiente che le carte siano a posto.

Non è prevista la tenuta nel tempo delle condizioni teoriche o dichiarate all’atto della costruzione. Poi? Cinque, dieci, quindici anni dopo cosa sarà delle condizioni  che hanno fatto ottenere il 15% costruito  in più?  Un regolamento che non regola nulla e genera un’evoluzione selvaggia delle costruzioni. Non si può far crescere così Buccinasco; più che incompetenza ha l’aspetto di un agire da incoscienti.

Di norma queste agevolazioni a costruire dovrebbero avere lo scopo di calmierare il prezzo finale per affittuari e aspiranti acquirenti. Loro dovrebbero ottenere benefici e agevolazioni che facilitino la vendita, l’uso del costruito.  Questo nuovo regolamento edilizio sembra scritto con lo spirito degli anni sessanta, quanto imperava il far west, e ciò che allora era  una specie di piano di edificazione capitava che sparisse.

Vi sono due aspetti che renderanno ardue le iniziative proposte. Uno: Il sistema non genera una crescita qualitativa dell’ambiente tale da consentire vendite a prezzi corrispondenti al mercato oggi in grado di acquistare, ridotto, selezionato ma comunque significativo.  Due: Manca e non ha neppure le caratteristiche di edilizia convenzionabile che viene incontro all’asfittico mercato degli occupati medi. Un progetto che sconvolgerà poco il nostro tessuto sociale e urbanistico.

Che potrà riprendere, che potrà farsi ancora, quando alla guida del nostro comune andrà una compagine ricca di competenza e progetti chiari. Capace di una visione di medio e lungo termine. In grado di mobilitare energie e risorse che pure ci sono, sia nel territorio che nella Città Metropolitana. Buccinasco è territorio ricco di giacimenti di qualità che bisogna saper utilizzare, facendo valere quanto già c’è in valore potenziale,  da noi. Cambiamo l’approccio e la gestione attuale : costruiamolo davvero, il futuro della nostra Buccinasco.

  1. #1 scritto da emilio guastamacchia il 22 marzo 2019 11:07

    gentile Socrate Lusacca,
    credo sia utile fare qualche puntualizzazione poiché alcune semplificazioni tecniche (fatte in questo post) rischiano, poi, di fornire degli elementi non corretti per la costruzione di giudizi sbagliati (a mio modo di vedere, ovviamente).

    Il contributo di chiarimento dell’assessore all’urbanistica merita un collocazione adeguata:

    LE RAGIONI DELLA MAGGIORANZA SUL FUTURO DI BUCCINASCO

    ………………………………………….

    RE Q
 
 

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