NO AL RAZZISMO? Ong, ONLUS, coop manifestano chiedendo spesa pubblica

A Milano piazza duomo piena o quasi. In genere, quando è davvero piena si valutano 50mila; ieri presentava spazi liberi. Gli organizzatori parlano di 200mila adesioni. Comunque un’adesione robusta delle strutture che fanno parte della cinghia di trasmissione del PD: mondo coop, sindacato, coop sociali (che vivono di servizi pagati con la cassa pubblica). Insomma il mondo parapolitico che vive sostenuto dallo Stato, i nostri soldi, il nostro debito.

Intendiamoci: le attività in questione non sono tutte da buttare. L’attività sociale è componente rilevante  di una gestione politica in qualsiasi stato. In genere si adotta il termine “welfare”: risorse pubbliche destinate ad attenuare le criticità sociali, addolcire le curve in discesa dei soggetti deboli. Generano anche consumi, quindi a loro modo PIL.

La manifestazione del 2 Marzo è stata chiamata in origine “prima le persone”, ha visto lo slogan surclassato da un’affermazione più tranchante: “no al razzismo”. La manifestazione, le adesioni si sono rafforzate col richiamo basic ma essenziale: NO AL RAZZISMO! Grido he sarebbe stato di moda 80anni fa, quando sul certificato di nascita doveva essere indicato l’origine di ciascuno dei genitori: padre ariano, madre ariana andava bene.

Tutti d’accordo: quanto ai partecipanti è ovvio. Ma anche i telespettatori che si sono visti i servizi con tanto di manifesti del genere, automaticamente disponibili mentalmente a condividere. C’erano però anche altri slogan-manifesti, non proprio in sintonia con lo slogan primario. Qualcuno si sarà domandato: ma che ci stanno a fare, con il no al razzismo? Sarà un errore di montaggio…

La sostanza del NO AL RAZZISMO, da parte di chi ha organizzato la manifestazione è altra cosa. A noi è rimasto in mente l’evento organizzato per la coop Villa Amantea a Trezzano, di cui abbiamo parlato un mese fa (VEDI). oltre a parlar bene di se stessi il nocciolo da comunicare è il fatto che con il nuovo ministro degli interni Salvini, le risorse destinate allo SPRAR si sono prosciugate: i soldi non arrivano più e ai 600mila irregolari chi ci pensa?

Quindi lo slogan sostanziale della manifestazione di Milano dovrebbe leggersi così: DATECI I SOLDI DELLO SPRAR! (così  continuiamo a spendere i soldi per gli irregolari).  Non sappiamo quanto questa manifestazione modifichi gli intendimenti i Salvini. Quel che è certo:  partiti e organizzazioni  che hanno sostenuto le richieste troveranno minore adesione, perderanno consensi.

Vivono staccati dal tempo in cui si trovano: un paese senza risorse, con un’economia inchiodata, modeste prospettive per i giovani per lavoro e carriere, spingere l’integrazione di persone su cui bisogna investire per decenni, prima di avere un qualsiasi ritorno, è fuori dal mondo. Estraneo alla realtà che vivono i cittadini tutti i giorni, dai loro bisogni, le loro speranze.

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