L’immobile per anziani a Buccinasco: la storia continua

Il giorno 18 abbiamo pubblicato la motivazione che”giustifica il rifacimento del Regolamento dell’immobile comunale, da cui sono messi fuori dal regolamento, dalla gestione ordinaria anziani, 4 appartamentini. Semplicemente non ne fanno più parte (VEDI).

Sarà un caso, una coincidenza, tre giorni dopo, il 21 Febbraio,vengono pubblicati due bandi in Albo Pretorio. Uno che approva la co-progettazione per l’assegnazione di alloggi di necessità sociale. Due parole sui contenuti per comprendere di che si tratta. Gli immobili comunali messi a disposizione sono i seguenti:

Via Don Minzoni (due unità) per emergenza abitativa;

Via Lomellina (4 unità) uno a Famiglia Consapevole (che segue e assiste gli altri) e tre destinati ad abitare temporaneo: 12 mesi rinnovabili fino a 3 anni;

via Vittorio Emanuele (co-housing) convivenza comune dedicata ad anziani, massimo 4;

Questi immobili comunali sono assegnati alla coop sociale ONLUS a titolo gratuito per nove anni. Il comune ha calcolato di rinunciare a affitti annui complessivi per 26.640 euro. Oltre a questo onere il comune finanzia personale della coop sociale per 23.974 euro (dedicato all’Agenzia per l’Abitare). Questa dovrebbe servire a raccogliere e selezionare nuovi immobili acquisiti in locazione da privati, da dedicare all’housing sociale (importo non quantificato).

Gli immobili la coop sociale ONLUS li affitta a coloro che ne hanno bisogno per un importo complessivo previsto di 57.672 euro (poco oltre il doppio di quanto il comune prevede di incassare con la gestione diretta!). Il totale annuo della convenzione viene indicato in 108mila euro, che per 9 anni cuba un importo di 947mila euro.

Interessante fra l’altro la questione dell’integrazione: scopriamo il termine mixitè: … inserire nelle diverse strutture persone con caratteristiche eterogenee (anagrafiche, di genere, di condizioni sociali, culturali ed economiche). In questo modo si favorisce l’integrazione delle persone a partire dalla diversità di risorse e bisogni di cui sono portatori, promuovendo l’allargamento del capitale relazionale individuale e lo sviluppo di forme di solidarietà e reciprocità.

Ciò che è stato approvato con la modifica del regolamento dell’immobile di via Lomellina si può misurare in questo quasi milione. Esternalizzare funzioni sociali (la sussidiarietà) è cosa funzionale; addirittura nobile, sul presupposto dell’efficienza. Diversamente si genera un maggior costo per la comunità, con benefici per i privati (che tali restano, anche se si chiamano coop sociali ONLUS).

All’inizio abbiamo parlato di due determine; la seconda, sempre del 21 Febbraio,  riguarda una gara indetta a favore degli anziani, in via Lomellina. Riguarda quattro appartamentini (le domande possono farsi dal 1 Marzo al 30 Aprile: VEDI). In base alla convenzione, salvo errore,  non si tratta delle unità immobiliari già impegnate con la convenzione, ma di altre unità, ulteriori, adesso da coprire.

Per finire: mai nella convenzione vengono espressi  i termini SPRAR, minori non accompagnati, migranti o che altro. La descrizione del tipo di interventi in tutta la convenzione lascia intendere che i destinatari sostanziali potrebbero essere di questo tipo. Saremmo felici di sbagliarci, ma in fondo ci resta un tarlo che questo lascia trasparire.

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