Sindaco divisivo e aggressivo. Poi se deve correggersi ….

Uno schema già altre volte ripetuto, qui nel blog ne siamo custodi storici. Chi la pensa diversamente, chi propone cose diverse, chi pone questioni critiche sulle decisioni dell’amministrazione, deve essere dannato. Comportamento medievale: fossero ancora in uso gli auto da fé, insieme a molti altri, ne saremmo già da tempo vittime. Ma illustriamo lo schema che distingue questa amministrazione ma anche quella precedente di Maiorano.

Il sindaco infatti non è proprio l’unico, anche se certamente è il più convinto assertore della concezione divisiva, della spaccatura che deve essere il file rouge che caratterizza la gestione.  I punti fermi della gestione li andiamo a descrivere, cominciando dall’origine.

Impostazione e definizione dei contenuti di una decisione: un modo di procedere aperto dovrebbe passare dalla Commissione: “abbiamo in animo di realizzare questa cosa, con questi obiettivi: apriamo il dibattito sui contenuti, aperti a suggerimenti, impostazioni, modifiche ecc.”.  Succede il contrario: che conduce arriva con le carte pronte e decise. Impostazione e contenuti già obbligati, al massimo qualche ritocco parziale.

Un progetto è importante e si ritiene di doverlo presentare in assemblea pubblica? Lo si mette a punto in casa, quindi si va in assemblea, con l’obiettivo è spiegare dimostrando che ciò che è stato fatto è il massimo, che tutte le osservazioni sono già state considerate  e scartate. Chi rimane contrario è solo un prevenuto che agisce contro l’amministrazione a prescindere.

In questo modo alla minoranza è lasciata solo la possibilità di contrastare. Si ottiene l’effetto di un polemizzare prevedibile che allontana i Cittadini:  la Comunità resta divisa; le minoranze additate come reprobi.  Se poi la scelta si rivelasse sbagliata, dovendo riprendere le proposte della minoranza prima condannate…

Allora arriva la tecnica dell’attacco personale, fatta in anticipo. Bugiardo, falso, inaffidabile, e quanto altro. Città Ideale ne avrà collezionate centinaia. Squalifacare la persona diffamando di fatto, fa perdere cridibilità alla persona e nello stesso tempo consente di far proprie le posizioni del Cittadino o della lista di minoranza demonizzata: si cera di spostare la comunicazione sul personale.

Recentemente a  Romanello è capitato su due argomenti: la pesante ironia in una risposta ufficiale del sindaco sulla questione dei rifiuti bruciati ai confini con Milano: smentita dai fatti, il sindaco dopo due mesi cambia, naturalmente criticando il consigliere di BucciRinasco.  Adesso, ancor più clamoroso, il rifacimento dell’alberatura di via Di Vittorio.

Decisione anticipata una settimana prima con un attacco virulento sulla persona, attraverso un’intervista su un giornalino locale che si adegua. Non sempre funziona, naturalmente. L’azione portata avanti si rivela spesso insufficiente. Non basta la tecnica per imbonire il pubblico: non sono così sempliciotti i Cittadini.

Ecco allora che si applica l’ultimo escamotage: si ricorre al suggerimento di qualcuno (ce n’è sempre qualcuno, magari in buona fede), che suggerisce alle minoranze di essere collaborativi, di non dividere, di non criticare sempre. Essere più positivi nell’interesse della Comunità, di tutti. Un suggerimento che dovrebbe essere invece rivolto, in modo sistematico, a tutto l’agire di una maggioranza divisiva.

Con  questo mandato Pruiti, abbiamo una strategia applicata come sistema, che si propone di spaccare, dividere, separare, denigrare che della maggioranza non fa parte. Metodo applicato sempre, predisposto e preparato anche dalla maggioranza, nell’aula consiliare. Una diffusione di veleni, che ammorba l’aria e fa della nostra politica locale qualcosa di  poco pulito, triste. Davvero bisogna cambiare.

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