La casa degli anziani a Buccinasco: nuovo regolamento da cui potrà derivare un ghetto

In via Lomellina, un sindaco d’antan presentatosi in una lista civica portante il suo nome, associato a Forza Italia, programmò e realizzò un immobile dedicato a persone anziane autosufficienti e sole, o pressoché tali. Tutta al struttura autogestita dai medesimi e dal municipio; dotata di spazi comuni e quanto necessario per una residenza serena e dignitosa.

Sono passati oltre dieci anni e molta acqua è passata sotto i ponti. Già la memorabile gestione Maiorano (Pruiti vicesindaco), si era esercitata in un tentativo di mettere in questo immobile una famiglia sinti. Nel giro di poco tempo era esploso ciò che a chiunque sarebbe stato prevedibile: comportamenti da “sinti”, non esclusi diverbi con lancio di oggetti dal terzo piano alla strada e viceversa…

Possiamo immaginare in un’abitazione dedicata agli anziani quale fosse la preoccupazione, l’allarme. Oltretutto più che dubbio l’impiego per questo utilizzo in un manufatto comunale dedicato a categorie di Cittadini residenti (da almeno cinque anni). La gestione Maiorano (vicesindaco Pruiti) si dette da fare, oppure casualmente, gli occupanti sinti furono risolti. Più problematica ma egualmente difficile una assegnazione sinti in condominio civile in via don Minzoni

La nuova gestione Pruiti, impegnata allo spasimo nell’impiegare risorse da distribuire al mondo coop o similare, sta programmando un progressivo inserimento di sinti e migranti entro Buccinasco.  L’elemento principale, quasi unico che certifica l’avvenuta integrazione  è l’assegnazione di un’abitazione. La lingua, il lavoro, le prospettive d’inserimento nel tessuto sociale?  vengono dopo… verranno. Intanto, SPRAR o altro, con fondi pubblici, le coop portano avanti progetti (e ricevono soldi).

La modifica al regolamento dell’immobile anziani adesso è stata approvata. Chiunque ottenga la residenza può diventare assegnatario di un appartamentino. Che sia sinti o migrante. Migrante di necessità: un rifugiato, oppure un cosiddetto migrante economico. Che siano regolarmente titolari di un certificato o meno. Basta la avvenuta residenza rilasciata dal comune.

Vediamo ora cos’era alla sua costruzione l’immobile (inizio anni duemila): destinato esclusivamente ad anziani soli o dalle caratteristiche  che giustificavano l’assegnazione. La gestione era del tutto autonoma, le pulizie a carico degli assegnatari. La mensa fornita dall’esterno con la presenza di due addetti del comune per sbrigare le cose pratiche.  Perfino appartamenti a due carabinieri all’ultimo piano! Insomma un pensionato civile e decoroso che l’amministrazione d’allora rese disponibile a Buccinasco.

Oggi è ridotto non proprio bene, le manutenzioni trascurate, le parti esterne pure. Non diciamo che si è al degrado ma non si è lontani.  In pratica ci sono create le condizioni per una occupazione di strati sociali sottoproletari, poveri. Ed ecco che con questa decisione si è dato il via al progressivo allontanamento dei Cittadini pensionati di Buccinasco che quel tipo di convivenze non sono in grado di fronteggiare.

Un’operazione davvero infelice. Sbagliata. La convivenza in Buccinasco deve trovare equilibrio e riconoscimento su basi paritetiche per tutti. Inserire categorie, volerle integrare, è di per sé cosa anche fattibile. Ma il presupposto è la parità di condizioni. Spendere somme per “facilitare” l’integrazione, attribuendo un ruolo sociale che non è stato raggiunto coscientemente con le proprie forze.

In questo modo si sta perseguendo non un’integrazione ma una spaccatura che può essere pericolosa, tale da poter degradare  l’ambiente, la vita della Comunità. Davvero incredibile che non ci si renda conto di questo potenziale degrado, dell’impoverimento per Buccinasco che può derivare dalla sparizione di una casa dedicata agli anziani, che qui si possano trovare, riconoscere, condividere rapporti e ambiente riconosciuto.  Una nota davvero triste, sulla quale tutta la Comunità deve reagire.

  1. #1 scritto da socrate lusacca il 15 febbraio 2019 18:22

    L’articolo è uscito il giorno 11 dopo l’approvazione del nuovo Regolamento che ha abbattuto le condizioni per avere diritto “al Centro diurno di via Lomellina”.
    Un molto opportuno chiarimento, trascorsa la settimana, dall’assessore alla partita, che precisa essere la disponibilità dei mini appartamenti solo a over 65…
    Non avevano queste caratteristiche i sinti lì introdotti qualche annetto fa.
    La casa del comune per anziani ci viene detto che rimane a loro dedicata, non possiamo che esserne felici.

    il razzismo di ci fa cenno il comunicato, riferendosi a noi senza citarci, lo restituiamo al mittente (se lo merita).

    RE Q
 
 

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