M5S: ciò che può essere migliorabile è molto, ma c’è anche del buono

Avere l’animo libero, impegnarsi a valutare le questioni che si presentano, cercando di evitare i pregiudizi, è faticoso da assumere come usuale procedere. Discorso che vale in generale, diventa più difficile essere compresi  quando si parla delle scelte politiche, nazionali o locali.

Quando si parla di politica siamo malati, colpiti da un virus che ci è stato somministrato per settant’anni. I partiti ideologici ci hanno somministrato la politica come divisione, cercando di convincerci che il modo di pensare è fatto dai buoni e bravi che hanno sempre ragione (ogni partito che parla), gli altri il male assoluto che hanno sempre torto.

Se appena ci si sofferma a riflettere, è facile capire che questo schema elementare è una favola. L’idea di un progetto politico in un dato periodo non può contenere tutto il buono, non avere limiti, difetti o errori. Così come non può essere vero che “gli altri” siano la quintessenza del male. Incapaci di agire con proposte valide, mai e in ogni occasione.

Bisogna che tutti ci liberiamo da questa maschera di ferro che ci hanno imposto i partiti e ci si metta a valutare le proposte volta per volta, una per una, facendosi un’idea in quel momento in quell’occasione, in quella specifica votazione. Dobbiamo da Cittadini sentirci davvero liberi e non condizionati. Dobbiamo imparare a volare da soli… verranno con noi coloro che davvero la pensano come noi.

M5S si trova in questa fase nella prima attuazione di un programma elettorale che ha consentito la raccolta di un enorme consenso, inimmaginabile solo qualche anno addietro. Voti venuti da una prospettazione economica semplificata, facendo credere che le casse dello stato fossero piene, che si poteva distribuire ricchezza, con slogan ad effetto come il Reddito di Cittadinanza.

Compiono errori quasi quotidiani, oltretutto incaponendosi a trovare nemici dappertutto in Italia e in Europa. In questo modo si isolano, non solo: si mettono in un angolo e trovano una corrispondente aggressività; cadono nella trappola di chi  è aggressivo per dimostrare che sono eguali a loro. La fase di rodaggio sulla pista li migliorerà, ma il portato del progetto fa emergere la parzialità e incompletezza.

Con tutte queste cose non bisogna però dimenticare gli aspetti innovativi di fondo su cui M5S ha costruito il so carattere innovativo, la proposta di cambiamento. La democrazia diretta, il ricambio frequente dei rappresentanti, superamento dei vecchi partiti, riduzione della delega. La costruzione di un sistema di consultazione sul web (Rousseau)come strumento che riduce la delega (il potere) dei partiti.

Parliamo anche della proposta di autoriduzione dei compensi politici in essere. La destinazione a spese produttive di quanto rinunciato. La riduzione di un terzo dei parlamentari.  Si tratta di cifre più simboliche che consistenti ma danno  il segno di un cambiamento possibile, di fondo.

Ciò non cambia il giudizio sulle cose che non vanno, sui limiti dell’azione di governo, le preoccupazioni che genera. Non si deve dimenticare il limite, la sua pericolosità. Ma neppure la proposta del movimento che sta proseguendo. Un processo che attende ancora passi e conquiste diverse prima di diventare concreto, con le difficoltà possibili per tutti noi, che impongono magari un cambio di marcia veloce, deciso, finalmente maturo e compiuto.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 8 febbraio 2019 20:21

    Cominciamo col dire che, volendo, del buono si può trovare ovunque: quel che conta è il risultato complessivo, i lati positivi controbilanciati da quelli negativi.
    E su questo il M5S è un disastro totale, senza se e senza ma.

    Il resto, come già ampiamente dibattuto, non mi trova per nulla d’accordo.
    Non è la democrazia diretta la soluzione ai problemi, reali, della partitocrazia!

    Infine, trovo stucchevole la retorica sui costi della politica. C’è sicuramente da lavorare per ridurre i privilegi, spesso ingiustificati, ma se si vuole gente valida, occorre essere disposti a pagare un giusto compenso, altrimenti, eccezion fatta per i santi, che non sono la regola, si raccatta il fondo del barile, per cui si paga poco, ma fin troppo per quel che valgono (su questo bisognerebbe esasperare la posizione grillina sostenendo che servire lo stato è un onore e un privilegio, per cui non deve costare un centesimo!
    Nessuna retribuzione, nessun rimborso spese, niente di niente! Vedrai come si mettono a strillare i bibitari e i disoccupati cronici vari).
    Riduzione del numero dei parlamentari? Ottimo, certo, ma si tratta di un risparmio infinitesimo sulla spesa pubblica totale (lo 0,05% circa).
    Bisognerebbe, invece, come prima cosa superare il bicameralismo perfetto che al giorno d’oggi non solo non ha più senso, ma diventa un peso insostenibile!
    Su questo mi pare che non ci sia nessuna novità, o sbaglio?

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 8 febbraio 2019 22:36

    Legittimo pensarla diversamente, Andrea.
    Oggi siamo ancora a una fase embrionale che può avere gli esiti più diversi: una cosa e il suo contrario.
    M5S può finire battuto e ritornare a lavorare nelle catacombe, ma sarebbe un passo indietro per la nostra società, per il nostro Paese.
    Ricominciare da capo, con la vecchia politica che uscirebbe rafforzata e più proterva.

    una cosa piace riflettere:
    L’abolizione del Senato è stata proposta da Renzi ed è stata bocciata.
    Cambiare la Costituzione è procedura lunga e difficile da perfezionare.

    Il voto di modifica costituzionale è diventato un referendum contro Renzi (anche per colpa sua)…
    Di questa bocciatura stiamo pagando le conseguenze in una serie di passaggi, a cominciare dall’eccesso di condizionamento delle regioni sulle decisioni di Roma.
    Hai presente TAP e TAV?

    buona serata

    RE Q
  3. #3 scritto da Andrea D. il 8 febbraio 2019 23:53

    Il M5S non è la soluzione ai problemi del paese, è un’aggravante. Un progetto costruito a tavolino per raccogliere consensi con un sottofondo vetero-comunista/statalista. Fallirà, inevitabilmente, e probabilmente con lui il paese intero o, per lo meno, buona parte del risparmio delle famiglie.

    La riforma di Renzi è stata bocciata perché era irricevibile, un papocchio senza arte né parte che avrebbe riportato il paese indietro di 30 anni.
    PS Renzi non avrebbe abolito il Senato! Lo avrebbe reso non elettivo, che è diverso.

    RE Q

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