Navigator: cosa non si inventa per fare occupati pubblici. Spreco e incompetenza

Poco dopo il Governo del Cambiamento, M5S si era impegnata a supportare il Reddito di Cittadinanza assumendo 10mila e più nuovi dipendenti nei Centri per l’Impiego (più conosciuti come uffici di collocamento). Poi il susseguirsi di ritocchi  imposti da esigenze di bilancio si sono ridotti i numeri, anche con il cambio di funzione. Così sono nati i ”navigator” nell’ultimo scorcio dell’anno.

Cosa sono e cosa devono fare i “navigator”? ancora non si sa bene, anche se è già varata la legge e prossima l’indizione di un concorso/selezione. Troviamo questa definizione che ci sembra più convincente (VEDI e VEDI anche):

In generale il Navigator si occuperà di selezionare delle offerte di lavoro per i percettori del Reddito di Cittadinanza che gli verranno assegnati (dai Centri per l’Impiego? Ndr). Il suo lavoro consisterà anche nel monitorare il comportamento  tenuto dai beneficiari. Dovrà stilare dei rapporti precisi e puntuali che permetteranno al Ministero del Lavoro di identificare eventuali abusi.

Dicano  i lettori, cosa stanno facendo di diverso, da 20 anni nel territorio italiano le circa 2.000 filiali delle aziende interinali? Senza il minimo costo, per interessati o per lo stato, poiché tutto viene pagato dalle aziende che ricevono cndidati per le assunzioni o per missioni di lavoro a termine (ma anche indeterminate).

Una brutta copia, i “navigator”, perché privi di esperienza specifica, conoscenza del tessuto aziendale sul territorio, capacità di proposta, ecc. Però 6.000 di questi “navigator” è previsto costino 30mila euro l’anno ciascuno. 400milioni il totale per due anni. Oltre a spese e premi di risultato, ma anche di mezzi e attrezzature.  Al termine dei due anni possiamo immaginare quante pressioni eserciteranno per essere confermati, per entrare in ruolo?

Non approfondiamo poi le condizioni in cui questi “navigator” opereranno sul territorio: rapporti con singoli e organizzazioni (sindacali, politiche locali, anche di altro tipo). Ciascuno è in grado di capire la sorta di pasticcio in cui si sta avvitando M5S per rendere operante il loro presupposto:  “il lavoro c’è basta andarlo a trovare”.

Noi preferiamo ribadire il nostro assunto che continuiamo a ritenere ineludibile:

Prima di ridistribuire ricchezza col reddito di cittadinanza, bisogna crearla. E non si fa per decreto. Per tagliare la burocrazia occorre smetterla di parlarne in campagna elettorale, ma bisogna ridurre l’invadenza dello Stato: più spazio alla persona e alla libertà d’impresa

Parole di Massimiliano Salini: imprenditore e deputato in Europa, promotore dell’Associazione Circolo delle Imprese. Si misura e si confronta con un modo di pensare al lavoro come diritto che promana dallo Stato, anche per una definizione messa in Costituzione che può essere interpretata da ciascuno come crede e porta a equivoci.

La realtà concreta dice altro: il lavoro promana da un’impresa sana, che ottiene dallo Stato in tutti i suoi livelli il massimo d’attenzione e  sostegno. L’impresa sana è competitiva e può crescere, generare lavoro vero, che crea ricchezza per tutti. Dai “navigator” non ci si può aspettare ricchezza, solo costi.

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