Bar Lyons “qui la ndrangheta ha perso”? Parliamo delle cose serie

La malavita organizzata, l’anti-stato,  è una cosa seria, serissima. Città Ideale lo ha sempre sostenuto. Lo ha fatto in diversi casi anche con interlocutori di  peso nazionale; non è qui il caso di rivangare parlando di se stessi. Più utile riteniamo invece puntualizzare un accenno che riguarda la ‘ndrangheta nel milanese: Nando Dalla Chiesa da un cenno sminuente alla analisi (da noi sostenuta) della prevalenza negli affari, basata sul riciclo di danaro sporco.

Restiamo convinti che il grosso dell’anti-stato (variamente denominato) punta all’occupazione dell’economia reale, agendo su ambiti territoriali  omogenei, occupando fette rilevanti di quartieri, paesi e cittadine. Nel Nord l’anti-stato non morde sulla piccola delinquenza, lo strozzo, il pizzo, lo spaccio. La distribuzione mediana e terminale è gestita da gruppi diversi, che l’anti-stato controlla da sopra, ma su cui preferisce evitare il rischio.

Lo scopo del riciclaggio non è il fine, come descrive il professor Dalla Chiesa,  ma la prima fase. Man mano che con i capitali l’anti-stato assume il controllo di patrimoni mobiliari e immobiliari, la gestione si eleva di dimensioni e livello, coinvolge, assolda o condiziona professionisti vari, istituzioni finanziarie robuste e inevitabilmente la politica e la P.A. .  Il salto di livello non è solo quantitativo ma si radica fino a diventare parte costituente del sistema: Stato e anti-stato convivono.

Ciò precisato, che consideriamo tuttora sostanzialmente valido, parliamo di alcune vicende che riguardano Buccinasco e dintorni. Sarà il nuovo prefetto Ernesto Saccone, o anche conduttori entro le forze dell’ordine più efficiente e determinata o più probabilmente la compresenza dei due fattori, fato sta che un passo deciso lo si sente e i risultati arrivano.

Ultimo in ordine cronologico di questi è la chiusura definitiva di un locale pubblico dai trascorsi famigerati. Ne parla il sindaco di Buccinasco (VEDI), il quale non si perita di prendersi meriti e giustificare la qualità di uno slogan antimafia inventato per contrastare quello dell’ANCI. Estratto dal cappello a cilindro in Consiglio dopo due mesi, due mesi di più che imbarazzato silenzio (il nostro nella funzione di vicesindaco).

Protagonista ad ogni costo mentre a Buccinasco stiamo assistendo a una serie di iniziative che riguardano iniziative di peso, condotte da operatori di insediamento recente nella nostra cittadina, che proseguono. Ne deriva, per noi, l’impressione di un’occupazione del territorio che ricalca il nostro teorema sull’evoluzione dell’anti-stato nei termini sopra descritti.

A ciò si deve aggiungere l’impressione collaterale di atteggiamenti puntigliosi al limite che ingenerano problemi agli operatori del territorio che nuovi non sono, causando ritardi e problemi che, in un’impresa si misurano sempre in termini di risultati. Quasi un’invito a cambiare area e aria, cosa che finirà col succedere. Previsioni facili e prevedibili avendo esperienza sull’agire delle imprese.

Invece del solito “quote”, la frase del sindaco che descrive “il migliore dei mondi possibili” della sua amministrazione, ameremmo e invitiamo a porre il problema qui accennato  al centro dell’attenzione, delineando un’azione che sia equilibrata e attragga imprese, favorisca quelle che sul territorio si propongono uno sviluppo diversificato e ordinato.

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