L’Europa cos’è? Anche fra i politici le idee non sono chiare

Superata (si-fa-per-dire), la questione del bilancio italiano, nella politica Italia la questione che adesso è sul tavolo riguarda i migranti. I migranti in un’Europa che agisce in ordine sparso. Meglio, ciascun paese pensa al suo problema e degli altri paesi europei se ne disinteressa. Lo dicono tutti i politici, quelli del Governo del Cambiamento come quelli che sono ora in minoranza ma fino a ieri i rapporti con l’Europa, loro li hanno costruiti e gestiti.

Ci fa tornare sul tema un burocrate di lungo corso, un tecnico considerato di grandi qualità e capacità sul tema europeo: Moavero Milanesi.  In Europa ha compiuto lunga e approfondita formazione. Scoperto come politico da Monti, è poi proseguito nella qualifica di ministro agli esteri. Un tecnico, più che un politico. Tanto che ora si trova in quel ruolo entro il Governo del Cambiamento. Riportiamo due sue note di un’intervista a ilcorriere:

Non c’è una vera politica comune Ue per le migrazioni, i governi nazionali sono divisi e lasciano pressoché soli ad affrontare gli arrivi i Paesi più esposti geograficamente, tra cui il nostro. La responsabilità è dunque “purtroppo, anzi, soprattutto, degli egoismi dei governi dei diversi Stati. Va ritrovata una solidarietà di fatti, non di parole ed è indispensabile agire di più alla sorgente delle migrazioni anziché alla foce. I tragitti drammatici nelle mani dei trafficanti vanno scongiurati”. La SeaWatch poteva essere l’occasione per governare davvero i flussi. Per chi fugge da guerre e regimi liberticidi servono corridoi umanitari, per i migranti economici seri investimenti nei Paesi d’origine”.

L’ultima affermazione è sottolineata da noi. Semplice e realistica, non c’è che dire. Non si può dissentire. Ma… c’è un ma: Moavero Milanesi non può non sapere due cose fondamentali: la prima è che un programma d’azione sulla questione migranti esiste già, siglato a Dublino nella sua attuale formula nel 2013, ma attivo fin dal 1990. Sempre basato sul principio che: il primo Stato membro in cui vengono memorizzate le impronte digitali o viene registrata una richiesta di asilo è responsabile della richiesta d’asilo di un rifugiato.

La seconda ancora più basilare, riguarda la struttura dell’Unione Europea:  L’ Unione EuropeaUE ) è un’unione politica ed economica di 28 stati membri che si trovano principalmente in Europa. Si tratta di un’Unione di  stati. Non è un sovra stato che può decidere tutto, di tutti e tutto. Può farlo solo con l’accordo degli altri stati. Se viene a mancare l’unanimità l’UE non può nulla.

Ricordo cose che certamente Moavero Milanesi ben conosce; in modo approfondito. Se su una questione basilare come quella dei migranti verso l’Europa esprime considerazioni e orientamenti basic avrà la sue ragioni. Che però sfuggono. Se l’Unione si compone di stati, chi decide non è l’Europa, ma l’insieme degli stati; è necessario che con gli stati, i singoli stati, L’Italia parli e costruisca un terreno comune con chi più condivide.

L’Europa non è Merkel o qualcun altro, smettiamola di fare i subordinati che chiedono o si lamentano. L’Europa è fatta degli stati e decide in funzione di ciò che siamo capaci di proporre, convincere, costruire. Dipende da noi, moltissimo dipende da noi e dalle nostre capacità. Siamo e restiamo italiani ma dobbiamo agire avendo ben presente ch siamo parte d’Europa, entro cui si costruisce il nostro futuro. Da protagonisti, fra altri protagonisti.

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