Costituzione e autonomia amministrativa: al Sud mette paura

Una questione nazionale che sta montando e di cui i media parlano poco o per nulla. La richiesta di applicare le norme di autonomia delle regioni previsto dalla Costituzione, così come per i comuni e le province (o ex).

Finita la Lega Nord alla Bossi e Maroni, che ha avuto fin dalle origini il motivo fondante dell’autonomia regionale, fino a prefigurare ipotesi di recessione, dopo ormai 20 anni dalla modifica costituzionale in senso autonomista, finalmente le regioni del Nord hanno trovato il percorso procedurale che consente di discutere con lo Stato in materia di autonomia.

In pratica cosa succede: le tasse raccolte nella Regione vanno tutte a Roma, che le ripartisce in modo “politico”, seconda le esigenze delle singole regioni (in generale al Sud). Poi in parte, in particolare per le esigenze dell’istruzione e della sanità, una parte ritorna anche alle regioni del Nord: quelle che hanno richiesto la ridiscussione del sistema in applicazione della autonomia amministrativa che la Costituzione prevede.

Si tratta, per Lombardia, Emilia e Veneto, di una cinquantina di miliardi che oggi vanno a Roma e qui vengono ridivisi. Le ripartizioni sono ancora da discutere  ma è da prevedere che i soldi raccolti a Milano (ad esempio) non andranno tutti a Roma per poi tornare alla regione per circa 9 miliardi, ma i 9 miliardi (o più se necessari) resteranno in Lombardia.

La procedura adesso è aperta e gli incontri dovrebbero (condizionale d’obbligo) concludersi entro Marzo. Un tema elettorale caldo, caldissimo, date le elezioni in programma questa primavera. Nel Sud sta succedendo un allarme che monta (lo troviamo su Italiaoggi: VEDI). Un tema che vede schierata Confindustria di Napoli (che dalle erogazioni dello stato trae appalti) che sta mobilitando i parlamentari della Campania perché la procedura dell’autonomia sia stoppata.

Cose che non si dicono, che passano in seconda o terza linea: operazione che mette a rischio la Lega di Salvini (non più Nord), se il tema assumesse visibilità e divenisse oggetto di polemiche politiche dal sapore inevitabilmente elettorale. Quel che è certo sul tema è l’attenzione piuttosto forte che nel Nord si da a questo tema. In aggiunta alla domanda di attenzione in generale verso il sistema produttivo e manifatturiero, su cui Confindustria si muove.

Viene alla mente il costo molto rilevante che ha nel Sud il sistema sanità, quando poi una fetta consistente delle cure e ricoveri che riguarda regioni centro-meridionali vede trasferimenti al Nord. Vi sono centri di cura del Nord che a Milano ricevono pazienti extra regione per il 30% ma in alcuni casi anche il 50% del totale dei ricoveri.

Su questo tema si assiste a un deperimento progressivo, senza capacità visibili di reazione nel sistema sanitario delle regioni più colpite da perdite di pazienti da curare. Andando come oggi, sembra che giù vada bene così. I soldi arrivano da Roma, le spese dirette sono ridotte e…. tutto va bene. Una delle tante macroscopiche anomalie cui si deve mettere mano….

Sarà da seguire, come va a finire. Per ora vi sono le premesse perché il tema dell’efficienza e dell’autonomia amministrativa delle regioni porti di nuovo in prima pagina l’efficienza della macchina dello Stato. Non si può continuare a tamponare i problemi lasciandoli incancrenire, prelevando dalle regioni più efficienti e produttive chiamate  a versare tasse per riequilibrare:  i soldi nel Sud è giusto che vadano quando necessario, ma alla sola condizione  di programmi certi e controllati, di ripresa e risultati.

  1. #1 scritto da Franco il 6 gennaio 2019 06:28

    Nel titolo: “autonoia”.

    Da correggere in “autonomia” ?

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 6 gennaio 2019 09:26

    Buona giornata e buona domenica, Franco.

    grazie per la segnalazione della svista…

    RE Q
  3. #3 scritto da socrate lusacca il 7 gennaio 2019 10:18

    Appena il tempo di parlarne ed ecco che cominciano a muoversi i pesi “massimi” (di ieri): Maroni su Libero rilascia un’intervista ove pone l’aut aut:

    Se M5S boicotta l’autonomia, la Lega deve rompere, perché essa, come dice Zaia, è la madre di tutte le battaglie. La svolta sovranista e nazionale impressa da Salvini ha avuto successo ma il prezzo per stare al governo non può essere rinnegare la nostra identità e la nostra storia. Non portare a termine l’autonomia equivarrebbe a tradire il Nord, e questo non si può fare.

    Non è così semplice, perché una posizione drastica di questo genere porterebbe alla caduta di consensi per Salvini, nel sud soprattutto.
    Sarà una bella storia..

    Quanto vale l’autonomia delle regioni perché Salvini rimetta in discussione la sua attuale primazia e il suo futuro politico ?

    RE Q

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