Quand le bàtiment va, tout va. Infatti: a Buccinasco siamo fermi

Una frase di metà Ottocento di un costruttore francese; divenuta mondiale e tuttora considerata attendibile (anche se meno automatica). Significa che quando le costruzioni tirano, tutta l’economia viene dietro. Le costruzioni muovono un po’ tutti i settori manifatturieri, fra questi attività a intenso assorbimento di occupazione, anche a livello alto, come architetti, ingegneri civili e progettisti.

Il settore edile sta attraversando un cambiamento poco visibile ma importante, che riguarda le modalità di costruzione delle diverse componenti, alla ricerca della maggiore qualità in coibentazione e durata, integrazione e standardizzazione di locali di servizio (cucina e bagni); impiantistica energetica e relativi apparati; autoproduzione solare, e molto altro.

Insieme che riduce in parte costi e tempi della realizzazione, compensati da un incremento dei nuovi materiali e componenti. Insomma i prezzi di costruzione non si riducono in modo significativo. Per contro si è modificata in modo rilevante la domanda di acquisto delle nuove generazioni, destinatari della fascia più economica delle costruzioni. Come si dice in termini tecnici si è superata la “soglia di accessibilità”.

Insomma le nuove famiglie riescono sempre meno ad affrontare un impegno, in passato sempre  di grande spessore ma oggi, se viene meno l’aiuto familiare (della generazione precedente), il mutuo si rivela spesso molto ad di sopra delle possibilità: condizione che per i costruttori  genera una domanda insufficiente; per gli acquirenti è conseguenza del fermo o lento aumento dei salari, della carriera.

Riflessioni che vengono bene e sono rinfrescate da un aggiornamento de ilsole24ore (VEDI). Stiamo parlando del residenziale, che non solo si trova con un costruito enorme (300mila appartamenti per lo più in Lombardia e Emilia/Adriatico); vendite ferme ormai da un decennio, case che quando finite non vengono vendute e restano inoccupate. Case che stanno invecchiando senza aver fatto mercato, avendo generato crisi e fallimenti.

La nostra amministrazione a Buccinasco ha in animo un sostanziale rifacimento del PGT e chiede suggerimenti o proposte. Proviamo a dire la nostra, con la nostra poca esperienza di settore compensata dalla conoscenza di lungo corso nelle dinamiche dell’economia italian,a nei diversi settori. Confidiamo che le nostre osservazioni possano essere utili, sia agli operatori del ramo, che a chi pro tempore gestisce il nostro  municipio.

L’ edilizia rimane un settore che merita tutto l’interesse e l’attenzione da parte delle amministrazioni locali. Purtroppo la competenza approfondita non è una delle qualità diffuse. Si continua a spingere, a favorire l’edilizia convenzionata o il social housing. Operazioni che nelle condizioni attuali non hanno mercato e non ne avranno per i prossimi anni. Sono propositi destinati a non avere successo, spesso a far male a coloro che ne venissero coinvolti.

L’edilizia si divide in comparti decisamente diversi: semplificando la fascia alta (molto meno soggetta a variazioni forti, che regge comunque) e l’edilizia dalla fascia più economica, dal contenuto  “sociale”, della cui crisi stiamo parlando. L’Italia è troppo indebitata e dai governi non ci sarà da aspettarsi sostegni e supporti significativi. Chiunque sia al governo: cambiamento o no.

Buccinasco allora deve essere vista come insieme da riqualificare per quanto riguarda l’area costruita centrale, mista, con una presenza crescente di vecchie costruzioni non abitative vuote, che stanno diventate fatiscenti. Per contro un’area di 12mila ettari con spazi di verde che rappresentano un atout, un’attrazione da preservare e valorizzare.

Il bosco verticale dell’architetto Boeri a Buccinasco è inutile progettarlo, essendo il verde diffuso e fortemente migliorabile. Il taglio dell’immobiliare di Buccinasco più confacente al mercato attuale riguarda la fascia medio alta, anche alta. Non deve però limitarsi a progetti singoli e parziali. Il risultato e gli interessi (di investitori e acquirenti) può essere attratto da una qualità cittadina che sia oggetto di un progetto integrato.

Progetto che coinvolga e faccia crescere tutto l’ambiente Cittadino, con qualità e attrattive urbanistiche coerenti. La vicinanza con il capoluogo e un altro fattore che può diventare di pregio: vivere in un’autentica città giardino ma entro la cerchia milanese. Ben più prossima a MilanoTre, ad esempio.  Alternative evidenti, che vengano incontro al mercato, non ne cogliamo.

Promuovere una discussione sul tema, per giungere a un progetto urbanistico di Buccinasco, dal respiro se possibile più ampio e organico del precedente e apprezzato exploit dell’Assessore Architetto Bianchi (2008). C’è da studiare, proporre, inventare, integrare, fara massa comune di competenze e imprese, riqualificando, ripensando all’ambiente: ce la potrà fare l’amministrazione pro tempore? L’impressione non è tale da incoraggiare. Eppure potrebe essere un motore di crescita economica e lavoro per almeno un decennio…

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