Governo del Cambiamento? Il debito pubblico non basta, avanti con le assunzioni pubbliche

L’editoriale di IBL (Istituto Bruno Leoni) è piano, descrittivo,  semplice. Una descrizione puntuale di buona parte delle regole, leggine e normative che negli ultimi decenni i politici pro tempore hanno emanato. Tutte prive del benché minimo effetto. Il Governo del Cambiamento vede adesso come Ministro alla P.A. l’avvocato Giulia Bongiorno, il quale se ne esce con un Programma della concretezza.

Non anticipiamo ciò che alla fine della descrizione, l’editorialista descrive sul contenuto di una proposta di legge; per fortuna siamo alla proposta… quindi gli effetti per i nostri conti non sono ancora operanti: ci vorrà il suo tempo perché l’iter di legge diventi “concretezza”. Per nostra fortuna.

Tuttavia se il Ministro della P.A. presenta una proposta di questo cambiamento nei termini sotto descritti, siamo al più incancrenito sistema di gestione dei dipendenti pubblici. intendiamoci: per ridurre il costo della P.A. i passati governi hanno usato la tagliola:  blocco del turnover (non fare assunzioni per sostituire coloro che vanno in pensione). Senza il minimo cambiamento di norme e procedure, di automazione e big data.

In questo modo i dipendenti pubblici sono avanzati di età, sempre più obsoleti e sempre meno adatti ad affrontare cambiamenti, formazioni. La situazione rischia di esplodere. Bisognerebbe con urgenza massima attivare un piano riorganizzavo monstre definendo le nuove funzioni necessarie e da destinare a nuovi entranti scelti chi ha le competenze adatte  per ridurre i posti disponibili lavorando meglio, riducendo i costi, migliorando il bilancio, andando in attivo. Guardate invece la concretezza come ce la descrive IBL…

La concretezza del Programma per la concretezza
Il disegno di legge Bongiorno rappresenta un grande piano di assunzioni

(IBL – editoriale – 27 Novembre 2018) Dalla fine degli anni Novanta, si sono accavallati leggi e organismi di controllo e valutazione della performance della pubblica amministrazione per combattere l’inefficienza e l’assenteismo nel pubblico impiego. A fronte di un servizio amministrativo percepito, spesso a ragione, come inefficiente, ogni governo e ogni ministro – da Brunetta fino alla Madia – ha pensato di lasciare il suo segno nel migliorare la produttività della PA creando ispettorati, piani di valutazione, valutazione dei piani, linee guida del ciclo della performance, cicli di valutazione, organismi di controllo, controlli dei controllori, obiettivi strategici, strategie di monitoraggio.

Fiumi di parole e tattiche che, affiancati dai premi di produttività, avrebbero dovuto creare un settore amministrativo moderno e funzionale come un’azienda privata.

La proposta del ministro Bongiorno di istituire un «Nucleo della concretezza» come ennesimo ufficio di valutazioni e raccomandazioni del buon funzionamento della PA, con i suoi controlli, piani e programmi, sembrerebbe quindi una proposta inutile e ridondante. Come se non bastassero l’Ispettorato per la funzione pubblica, l’Unità per la semplificazione e qualità della regolazione, gli organismi indipendenti di valutazione e gli stessi dirigenti presso ogni amministrazione, a dover garantire che la PA funzioni.

L’Istituzione del Nucleo, che avrà un costo a decorrere dal 2019 di 4.153.160 euro, appare allora come una ammissione di fallimento delle misure del passato, basate su controlli e pianificazioni esterne e interne; ma, al tempo stesso, si dimostra l’ennesima replica di quelle misure. Inutile, pertanto, se la coerenza avesse un senso e l’esperienza insegnasse qualcosa.

Il fatto è che la PA non potrà mai emulare le forme di incentivo tipiche del settore privato. I dirigenti non sono proprietari di un’azienda, non rischiano in proprio assumendo e mantenendo personale inadeguato e non pagano con i loro soldi le inefficienze del sistema. I funzionari, dal canto loro, non hanno reali incentivi, posto che anche il sistema dei premi di produttività è stato di fatto completamente disatteso.

La retorica della proposta di istituzione del Nucleo della concretezza, con i suoi ammennicoli linguistici e burocratici, farebbe quindi sorridere, se non contenesse, tra le sovrabbondanti disposizioni dedicate alla performance, un articolo, questo sì, molto concreto: lo sblocco del turnover a partire dal 2019. Secondo le stime della Ragioneria sui pensionamenti prossimi, si tratta di un piano di assunzioni di 450mila dipendenti nel prossimo triennio.

Il disegno di legge Bongiorno, che ha appena iniziato l’esame in Senato, è tutto tranne che una proposta inutile: è un grande piano di assunzioni, una promessa sempre apprezzata dagli italiani. A buon rendere, naturalmente.

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