Salvini e il babbo Natale: uscita inutile e infelice

Il Cittadino Salvini deve ricordarsi qualche volta che oltre l’incarico istituzionale assegnatogli per meriti elettorali, è anche un normale Cittadino, eguale a tutti gli altri italiani. Potrà trattare i suoi interlocutori istituzionali europei come meglio crede, negli incontri diretti a tu per tu, ma la cosa deve finire lì.Le dichiarazioni pubbliche non devono recare imbarazzi né indisporre i Cittadini italiani per un agire che considerano improprio.

Nel suo ruolo lui rappresenta i Cittadini italiani. Li RAPPRESENTA tutti, coloro che lo hanno votato ma anche gli altri. Rappresenta il Paese nel suo insieme.  Rappresentare altri comporta un agire piano, diplomatico, accorto. Se così non è, rischia di generare figure non positive che riguardano il Paese e tutti i Cittadini. Se ne rende conto? Non sappiamo ma le ripetute sparate fino a quella di ieri sulla risaputa e attesa letterina di Natale.

L’interessato Moscovici non ha replicato subito e, per dovere istituzionale e funzionale, ha espresso una reazione diplomatica con un’intervista su ilcorriere a firma Federico Fubini (VEDI. Merita la lettura, ma soprattutto genera imbarazzo in un italiano medio per la diversità di civismo adottato. Poi, in Francia, Moscovici replica riferendosi in generale ai “venditori di tappeti”. Costui pensa così di pareggiare la partita? Rendiamo qui il sunto preso da Huffingtonpost. Ma se proseguiamo così, dove si andrà a finire? Salvini cosa pensa di ricavare per l’Italia?

Moscovici risponde a Salvini: “Non sono Babbo Natale”

(Huffingtonpost 22 Novembre 2018) “L’opinione della Commissione è un passaggio importante di una procedura prevista dai trattati. Non mi sono messo il vestito rosso o la barba bianca e non sono Babbo Natale: sono il commissario agli Affari Economici e penso si debbano trattare queste questioni con rispetto reciproco, serietà e dignità. Non con disinvoltura e un’ironia che stride”. Così Pierre Moscovici, intervistato dal Corriere della Sera, risponde al vicepremier Salvini, che ieri aveva ironizzato sulla lettera da Bruxelles, sostenendo di aspettare anche quella di Babbo Natale.

Parlando del ruolo di Salvini e Di Maio, osserva che “quando parlo al mio interlocutore Tria, o vengo ricevuto al Quirinale, parlo a persone che rappresentano istituzioni. Non possiamo mettere in dubbio la legittimità dei nostri interlocutori. Tocca poi a loro vedere con i loro colleghi come organizzare il dialogo”. Rivendica che la Commissione “è neutra e oggettiva, segue le regole”, “da cittadino non condivido in niente le idee del capo partito Matteo Salvini. Lui è amico di Marine Le Pen, io in Francia la combatto”, ma “nella mia funzione di commissario rispetto il ruolo istituzionale di Salvini e Di Maio e sono amichevole verso l’Italia”.

‘La procedura sarà utilizzata da Salvini e Di Maio in campagna per le europee. Ci ha pensato?’, gli viene chiesto. “Ogni giorno. È la ragione per cui l’atteggiamento della Commissione è prudente. Il nostro compito non è picchiare più forte o più in fretta per far muovere i mercati. Né prendere posizione nel dibattito italiano”, conclude.

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  1. #1 scritto da Flavio Lanati il 23 novembre 2018 21:46

    Dobbiamo ricordarci dei trascorsi di Salvini.
    Dal 2013, Salvini ha iniziato ad attaccare Berlusconi, quando lo stesso era stato condannato, era ai servizi sociali, era stato escluso dal Parlamento ( con voto segreto!!) ed era messo in un angolo.

    Anziché indirizzare i suoi strali verso 5 Stelle, che stavano avanzando prepotentemente, ha continuato a colpire Silvio, col fine di farlo retrocedere e prenderne il posto nel PDL.

    A Roma, dopo avere concordato- con gli alleati – la candidatura di Bertolaso, di colpo, tanto per fare rumore, lo ha rinnegato..ed ha vinto la Raggi.

    In Marzo 2018, pur essendo il titolare del 36% dei voti del PDL, ha accettato supinamente il Dictat di Di Maio, escludendo il suo alleato Berlusconi dal Governo.

    Da quel momento è stato un susseguirsi di chiassate contro l’Europa ed i suoi rappresentanti.

    E’ arrivato a dire:” Lo Spread me lo mangio a colazione”
    Cosa ci si può aspettare da un simile uomo di spettacolo? Solo quello che sta facendo.
    Grazie per l’ospitalità
    Cordiali saluti.
    Flavio lanati

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 23 novembre 2018 22:21

    Buona sera Flavio,

    la buona memoria in politica rischia spesso di rappresentare un fardello, perché se si va indietro, diventa difficile non trovare per tutti, condizioni che imbarazzano.

    la politica del suffragio universale è fatta di progetti individuali.
    Tutti hanno ben chiaro che “mors tua vita mea”… come più volte è stato detto dagli stessi politici,
    I PEGGIORI NEMICI LI HAI IN CASA TUA

    Ciò detto, il livello manageriale di un politico che ha cominciato a 16 anni e non ha fatto altro nella vita, non può che essere mediocre, inadeguato.
    Neppure lontanamente paragonabile con le competenze, capacità e esperienze di un imprenditore che, partito giovanissimo, ha realizzato ciò che si può vedere e misurare.

    Ma la politica è cosa multiforme e variabile come il pongo.
    Vedremo che, se le cose vanno come si può ancora adesso intuire, un’ “entente cordiale” fra i due può concretizzarsi.

    buona serata

    RE Q
 
 

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