Decrescita felice per il terzo millennio? Bene rifletterci sopra

Il nostro caro conoscente (e manager di vaglia) presto divenuto amico, ci invia una riflessione, poco considerata nei media (cosa che spesso succede per altri temi di vaglia, come i 70 miliardi l’anno che ci viene a costare il debito pubblico). Si tratta della “filosofia” o sociologia basic che traccia le linee di un futuro cui saremmo fatalmente destinati con il terzo millennio. Qui si spiega come e perché non può essere praticabile.

Recentemente ho avuto modo di ”apprezzare” le favorevoli prese di posizione nei confronti del governo attuale, ed ho capito che siamo di fronte a mancanza di conoscenza nei campi  – Economia – - Valutazione della validità delle  infrastrutture, per il nostro Paese – -Valutazione delle persone.  Ne illustro una per ogni argomento sopra menzionato Parto con Economia.

Per parlare di Economia, devo prima di tutto fare riferimento al PENSIERO ECONOMICO/SOCIALE del grande pensatore, Beppe Grillo. Grillo, come tutti sanno, non è un comico, ma è un nouveau filosophe che ha elaborato un concetto economico, che sarà la base della felicità futura dell’Umanità :

” LA DECRESCITA FELICE”

Grillo mi potrà insegnare che, la FELICITA’ non la si ottiene con un lavoro opportunamente retribuito, ma la si godrà pienamente attraverso la disoccupazione, senza sussidio (in quanto, non ci sarà un numero sufficiente di lavoratori per pagare il sussidio stesso). Domanda: ma come camperanno i senza lavoro? come manterranno le loro famiglie? Ecco la risposta che sembra dare il governo della decrescita:

«Deve essere incentivato l’accesso alla terra a coloro che, non più giovani sono usciti o sono stati esclusi dal mercato del lavoro, in primis le donne e i soggetti deboli della società»

In breve, il Rag. Rossi, la Signora Brambilla o un “soggetto debole della società”, arriveranno davanti ai campi e troveranno lavori ben pagati.  Bravo Grillo che lo afferma (e bravo Marco Travaglio che gli crede!) Invece c’è un solo modo per pagare tutte le enormi spese sociali quali, Sanità, Pensioni, Istruzione, Trasporti, Sussidi ai disoccupati…ecc: creare tanta ricchezza, dalla quale attingere – attraverso le tasse – i finanziamenti necessari.

Come agire? I sistemi economici atti a creare questa ricchezza sono due: tramite un sistema liberista, con l’economia in mano ai privati. In alternativa tramite un sistema statalizzato, con l’economia in mano allo stato ( ai politici). Il primo sistema era attuato, in Italia, fino agli anni ottanta, prima che le sinistre si infiltrassero nei settori economici, burocraticizzando le attività delle aziende, molte delle quali venivano praticamente paralizzate dai sindacati.

Cortesemente  si vada a vedere  l’andamento del Rapporto Debito /PIL dal 1980 ad oggi : allora eravamo al 60% pur sostenendo enormi spese in infrastrutture.  Fino a quegli anni, le imprese private davano il meglio delle loro possibilità e l’Italia era tra la quarta e la quinta potenza mondiale, nel settore economico. Dopo, fino al 1994 si sono inesorabilmente infiltrate le forze di sinistra ed i debiti sono saliti, fino ad arrivare al 121,4% del PIL. Nel 1994 è arrivato il tanto denigrato Berlusconi  ed il debito , dopo essere sceso al 100%, si è fermato a quota 121 % nel 2011  quando è stato costretto a lasciare.

Successivamente, si sono succeduti i maghi della sinistra ed il debito è salito - subito – dal 2012, arrivando fino all’odierno 134%.  Il tutto è visibile dal grafico ufficiale (ISTAT), sopra riportato. Lei, visto il grafico  mi potrà dire: ” se l’Italia è rimasto a livello 121% per 15 anni dal 1994 al 2011, gli altri Paesi, nello stesso periodo, saranno scesi a rotta di collo. Dia un’occhiata a un grafico Eurostat (Bruxelles) un altro grafico, dal 1995 l 2012 e vedrà esiti sorprendenti:

Mentre dal 1994 al 2011 l’Italia manteneva il Debito al 121%, senza scostamento, gli altri Paesi ( USA, Inghilterra, Francia, Germania, Spagna,) portavano il loro debito più in alto di circa il 20% : dal 60% a circa l’80%. Andiamo a vedere da vicino se questo corrisponde alla realtà dei fatti:

Ed allora, vediamo -ad esempio – cosa è successo alla Corea: liberista al Sud, e Comunista al Nord.  Io che sono stato,  per lavoro, a Pjongiang, le posso dire di avere toccato con mano la miseria di quel popolo, ma penso che bastino i  dati sotto riportati per darle un’idea del modo di vivere nei due Paesi (DATI RILEVATI DA WORLD FACTBOOK)

Aspettativa di vita Corea del  NORD                           : 69,8  anni
Aspettativa di vita Corea del  SUD                               :79,8  anni

I cittadini che vivono nei paradisi progressisti e campano circa  circa 10 anni meno rispetto ad altri cittadini che vivono nei Paesi dove conta il PIL, saranno veramente felici? Se si informasse sui tassi di omicidio, avrà modo di vedere che si verificano in misura maggiore nei Paesi con il PIL più basso e nei Paesi che hanno goduto dei sistemi di governo Comunisti. Quanto oppio per il popolo: Il Sole dell’avvenire, siamo tutti uguali, il 6 politico, il voto di gruppo, niente doveri.. solo diritti…per arrivare al capolavoro attuale : ” IL REDDITO DI CITTADINANZA”

Nella mia professione, mi recavo  in Venezuela, per lavoro, prima che arrivasse Chavez.  Le posso garantire che questo Paese, ricchissimo di Petrolio, Ferro, Oro, Diamanti, produceva immense ricchezze, mal distribuite, certo. Ma la gente stava bene ed era la più ricca del Sud America. Ora, che tutto è passato nelle mani d politici statalisti, gestione pubblica, la miseria è totale! Mancano gli alimenti più comuni, le medicine, e la gente scappa. Dal che si dimostra che in Venezuela il PIL è bassissimo,  in profonda decrescita, ma la gente NON è felice.

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