Il Governo del Cambiamento? Scelte dirigistiche che frenano lo sviluppo

Secondo un sistema di cui questo Governo del Cambiamento sta abusando, la legge sul lavoro è stata chiamata Legge Dignità. Ha inteso in questo modo dare alla normativa del lavoro regole che diano serenità al contratto. Il lavoro a termine è visto in questo contesto come una ridotta dignità contrattuale, secondo un principio che assegna sicurezza e continuità al rapporto.

Certo: il lavoro indeterminato dà maggiore serenità. Se poi l’azienda deve ridurre il personale (cosa che fa sempre e solo per non morire, la sopravvivenza degli altri rapporti di lavoro), la norma pone limiti (cause da lavoro) e sovracosti (sei mesi di stipendio), la scelta del lavoro indeterminato sarà prudente. In questo modo il lavoro indeterminato tende a ridursi oltre ciò che il l’impresa oggi già deve praticare.

Il lavoro temporaneo non è lo strumento diabolico inventato dall’azienda per vessare i dipendenti. Negli ultimi vent’anni si è diffuso in tutto il mondo, dagli Stati Uniti  alla Cina come in Europa. La compensazione  dei lavori che hanno un ciclo a termine è ottenuta attraverso la mediazione nel lavoro: le agenzie interinali le quali vivono su ogni dipendente che si riesce a collocare.

Il dipendente valido trova sempre lavoro perché è apprezzato. L’azienda se può cerca di trattenerlo, anche cambiandogli mansione. Quando si libera il giorno dopo ha già un altro lavoro. Lo si colloca subito. La sicurezza del posto di lavoro viene mantenuta col cambiamento e con un atteggiamento proattivo del dipendente che sul lavoro vive. Davvero ha meno dignità questo modo di svolgere il lavoro?

Se si vede il problema della continuità di lavoro in termini di “dignità” come vuole la circolare emessa il 31 Ottobre (VEDIIl de profundis dei contratti a termine” su lastampa) chi fa le leggi deve pesare bene le conseguenze. Essendo il lavoro flessibile un’esigenza globale di cui non si può fare a meno, inevitabilmente le  imprese saranno portate a individuare formule contrattuali che la flessibilità la consentono.

Più metti i bastoni fra le ruote al rapporto di lavoro, meno sicurezza e “dignità” assicuri al lavoro, perché se si arriva al limite: alla scelta lavoro a termine o chiudere, l’azienda sarà portata a risolvere il problema. Anche al limite della legge, anche sotto il limite della legge. In questo modo il lavoro precario di coop strane, o anche irregolare trova una giustificazione funzionale. E il lavoro irregolare ha il vantaggio di costare meno: il dipendente non ha dignità e prende compensi da fame.

Ecco che il risultato della Legge Dignità diventa nei fatti il contrario di ciò che si propone. Più paletti; aziende in difficoltà nel reperire il lavoro nei termini di cui hanno bisogno, comporta meno lavoro; una riduzione delle occasioni. Frena la crescita, lo sviluppo. Genera meno assunzioni. I burocrati del Ministero  del Lavoro le sanno queste cose? Dovrebbero; ma loro pigliano lo stipendio per accontentare gli homines novi che, senza esperienza, hanno il potere, .

Frenare la dinamicità del lavoro intermediato (interinale o come l’hanno chiamato poi “somministrato”), genera difficoltà alle imprese nel risolvere i problemi quotidiani legati al personale. Eppure lo sanno a Roma che il personale interinale all’azienda costa almeno il 5% in più di quello assunto direttamente. Quale sarà mai l’azienda che si serve di un interinale se può assumere direttamente con un costo inferiore?

Però i posti di lavoro regolari (dignitosi)che in questo modo si riducono il Governo del Cambiamento pensa di compensarli assumendo dipendenti pubblici di qui e di là. Questi si a tempo indeterminato: a vita! Solo che questi non generano ricchezza, non fanno crescere un PIL sano, anzi. Sono un peso che deve poi trovare il suo compenso nell’aumento delle tasse (e del debito). Cosi si strozzano imprese e famiglie. Magari chi agisce così ne trae consenso e voti, ma sta mandano il paese in rovina.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 4 novembre 2018 15:09

    Si mette il paese in mano a uno che vendeva bibite allo stadio e po ci si stupisce dei risultati?

    I problemi sono, di norma, estremamente complessi e non esistono soluzioni semplici.
    Certo che se non si hanno le capacità e le competenze per comprendere la complessità dei problemi da affrontare, le soluzioni “semplici” sono il massimo che si può pensare di ottenere.

    Inutile lamentarsi ex-post, però, bisognava pensarci prima e non mandare certa gente al governo.

    Per questo come per tutto l’impianto della finanziaria (scusate sono un nostalgico e la chiamo ancora così) che non è altro se non una mastodontica mancia elettorale in previsione delle europee di maggio (a debito, come si fa, del resto, da 50 anni a questa parte, altro che governo del cambiamento).

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 4 novembre 2018 23:08

    Che dire, Andrea.

    dal generale al particolare: dalle mance elettorali (che hanno una logica autogratificante, almeno)
    si arriva alla lettura ideologica dell’impresa come pozzo demoniaco dello sfruttamento,
    che si deve contrastare in ogni modo.
    Quindi il lavoro a termine non è un’esigenza funzionale ma un perverso agire per meglio sfruttare il “lavoratore”
    Ecco che si contrasta il lavoro a termine, solo ed esclusivamente per inventarsi un obiettivo
    anche qui sperando che troverà consenso,

    Invece si riducono le occasioni di lavoro, si frena la crescita economica,
    si diffonde il lavoro precario e nero…

    Il dramma è che neppure lo sanno…

    buona serata

    RE Q

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