CPI Centri per l’Impiego. Due miliardi per assumere ma i risultati?

Sulla perplessità che viene dalla gestione pubblica del collocamento già altre volte ne abbiamo accennato. Una delle spese previste dal Governo del Cambiamento è intesa a rafforzare i Centri per l’Impiego, mettendoci 2 miliardi (l’anno? Sembra probabile). Nel sottolineare la genericità della proposta, e soprattutto i dubbi di una sua realizzazione efficace, ci è di aiuto oggi ilsole24ore (VEDI).

Uno dei motivi di questa spesa riguarda il rendere efficiente il sistema di proposta di lavoro ai percettori del “reddito di cittadinanza”. Prima perplessità: i CPI nel 2017 hanno trovato lavoro al 3% dei nuovi occupati il 97% lo ottiene per altre vie. Personali ma in forma consistente attraverso le agenzie di somministrazione (lavoro interinale).

Come si fa a rendere efficiente una struttura con 500 uffici in Italia, con 8.000 occupati, in tempi molto brevi?    Non viene detto. Rispetto all’Europa gli uffici pubblici di collocamento sono un’antitesi: non hanno mai funzionato. Hanno in passato avuto  60mila dipendenti; ridimensionati agli attuali 8mila dopo l’introduzione dell’interinale (che allo Stato non costa un euro, anzi: ci fa  entrate e riduce fortemente il lavoro irregolare!).

Rifinanziarli senza un progetto di largo respiro porta il rischio di spesa improduttiva, sembra evidente. Il tema non è banale, perché l’effetto primo del mancato funzionamento efficiente è la trasformazione del “reddito di cittadinanza” in un’uscita finanziaria permanente rivolta a persone senza un lavoro ufficiale. La incertezza sul come si realizza questo intervento pesa non poco nel generare le perplessità che vengono d’UE, che temono capitoli di spesa senza ritorni in PIL efficace, che faccia crescere.

L’insieme di provvedimenti di questi nuovi governanti si presta spesso, anche da parte di chi osserva senza malanimo  pregiudizi, a perplessità e dubbi che appaiono originati da improvvisazioni. Possiamo citare un’altra curiosità? Ai pensionati anticipati con la cosiddetta quota 100, è fatto divieto di svolgere impegni o lavori.

La motivazione data: si vuole incentivare il lavoro ai giovani. L’effetto sostanziale? La perdita di competenze e capacità che per le imprese sarebbero utili, che si fanno fatica a trovare. Non hanno ancora chiaro che qualsiasi opportunità di lavoro deve essere accolta con favore, addirittura incentivata. Il lavoro nell’impresa, sia chiaro. Perché i nuovi posti che vengono previsti con il CPI, quelli di ricchezza non portano nulla. Solo aumento della spesa e del debito.

  1. #1 scritto da Andrea D. il 7 ottobre 2018 20:40

    In Italia ci sono 2,5 milioni di disoccupati ai quali, con ogni probabilità, si aggiungerà una larga fetta di inattivi, gente che si iscriverà al collocamento non perché voglia realmente lavorare, ma perché così beneficeranno del cosiddetto reddito di cittadinanza
    (li vogliamo stimare in un milione, un milione e mezzo?).

    Totale 3,5-4 milioni di persone alle quali presentare almeno 3 offerte di lavoro da parte dei centri per l’impiego
    (in tre anni di tempo, salvo errore, quindi percepiranno il “Reddito” per il tempo intercorrente, fino a un massimo di tre anni, ndr )

    Dove andranno a scovarle 10/12 milioni di posizioni?

    Ma che importa, tanto c’è il moltiplicatore che garantirà prosperità e benessere a tutti.

    Che tristezza.

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 7 ottobre 2018 23:36

    ad essere pratici e badare al concreto,
    questa ipotesi di assunzione entro il CPI, realizza un reimpiego di circa 50.000 dipendenti pubblici…

    una pazzia sul piano economico e funzionale, personale retribuito a tempo indefinito con ritorno zero in termini di incremento nella capacità di reddito (PIL per il Paese).

    del resto il lavoro non lo fa il CPI, è risaputo.
    Il lavoro lo propongono le imprese, quando messe nella condizione di essere competitive, crescere, assumere…

    Incredibile che concetti così elementari non facciano parte del comune sentire e capire …

    buona notte Andrea

    RE Q
 
 

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