Buccinasco e la comunità: una delegittimazione continua o un confronto sulle cose, nel rispetto delle regole?

Si è da poco chiuso l’ennesimo Consiglio nel quale non vi è Cittadino che possa ritenersi soddisfatto, che abbia capito qualcosa, che abbia spiegato ai Cittadini le cose da discutere e approvare, rimandare o annullare. L’elemento comune che prevale è, detta alla romana, la caciara. Con un crescendo di sberleffi, offese, insomma con l’obiettivo di delegittimare l’”altro”.

In questo esrcizio si distingue la maggioranza, primeggiano quegli esponenti che direttamente del Consiglio non fanno parte (assessori, Sindaco), che si aggiungono alla già numerosa schiera di Consiglieri che la maggioranza si vede assegnati, per la legge, maggioritaria appunto. L’essere in questa condizione amplifica l’effetto e genera la responsabilità primaria sul diffondersi di un agire sempre meno civile, che riduce il Consiglio in un ring di periferia, dai contenuti degradanti, per tutti.

Certo che, questo modo che poco ha a che vedere con la civiltà, la democrazia, il rispetto delle regole e del collega di altro gruppo, porta qualcuno della minoranza a rimanere sul terreno della maggioranza. Sono poche le occasioni, ma giustificano la grande maggioranza a prevaricare. Sarebbe bene evitare, nello stesso interesse del singolo gruppo e della minoranza. Comunque non è giustificazione per la maggioranza, che ne porta tutta la responsabilità.

La minoranza in queste condizioni ha un dovere, e il suo interesse, perché venga rimarcato un modo d’essere più consono al Consiglio, più rispettoso del luogo e dei partecipanti. Bisogna compiere uno sforzo per non replicare sul medesimo tono, per rifiutare battute colloquiali e amicali. I rapporti personali non hanno nulla a che vedere con gli argomenti e i contenuti trattati in Consiglio e vanno resi nella loro forza propria.

Il medesimo comportamento avviene sull’agorà pubblico composto dai social network: nuova piattaforma di generale partecipazione a più voci, sulla quale i Cittadini possono esprimersi liberamente. La maggioranza (vogliamo comprendere tutti, anche se qualche eccezione non manca), non sa bene come prendere le segnalazioni e gli interventi dei Cittadini, che in prevalenza sono di critica (ovvio che scrivere che tutto va bene è meno praticato, non ci se ne rende conto?).

Ogni segnalazione dei Cittadini, comunque espressa, viene percepita come un’aggressione, un attacco personale al sindaco (o altri esponenti). La vicenda sul cancello del parco di Corsico confinante, chiuso la sera e non aperto la mattina nelle due entrate che sono su Buccinasco, è paradossale. Il cittadino che si chiede e segnala la chiusura, priva di alcun avviso o motivo, diventa un attacco al sindaco.

Il quale arriva a citare se stesso per una medesima questione di tre anni addietro. Come se per i Cittadini basti questo per non poter più dire nulla e accontentarsi. La chiusura delle due entrate è un evidente limite ai contatti fra i Cittadini e i luoghi confinanti. Bisogna agire perché vengano mantenuti, nel rispetto delle regole, che la proprietà del parco (di Corsico), è libera di darsi.

Informare per tempo, agire perché eventuali intoppi o incomprensioni siano presto superate, fa parte del compito base di una struttura che a Buccinasco costa ora 4.500milioni l’anno di tasse pagate dai Cittadini. Chi ha la responsabilità di amministrarla deve risponderne. Punto e basta. Alle osservazioni e proteste dei Cittadini si deve prestare ascolto interessato.

La politica svolta come permanente aggressione elettorale volta a captare il consenso (o a difenderlo) non ha nulla a che vedere con l’amministrare il municipio e il suo personale, i funzionari. D’accordo che da ormai sei mesi siamo in una permanente campagna elettorale del Governo del Cambiamento, alle prese con un ruolo inedito sul quale deve impratichirsi. Seguirne gli esempi non è bello. Anche poco intelligente.

  1. Non vi è ancora nessun commento.
 
 

sottoscrivi il feed dei commenti

SetPageWidth