M4, Buccinasco e l’ospedale: uno-che-sa, ce ne parla, con poca fiducia

Il fare politica di questi tempi è cosa che spesso ci delude, per i comportamenti, le alleanze (tutte di convenienza),  il sovrapporsi di spinte e controspinte che non hanno altra motivazione deducibile che gli “interessi che stanno dietro”. L’amara valutazione del nostro amico Uno-Che-Sa ne è la dimostrazione.

Eppure, eppure… dietro l’amarezza si legge anche un rimpianto, un modo do vedere il mondo fatto di cose serie, di un agire per la pubblica amministrazione fatto di incarico d’onore e impegno per i Cittadini. La faccenda di cui si sta parlando è davvero triste, fino al paradossale, con due luoghi (nonostante le sicurezze di Uno-Che-Sa, noi restiamo in una condizione dubbia sul risultato finale), dimensioni insufficienti al Ronchetto, ecc.

Non manca poi la questione Buccinasco. la fermata che si vuole chiamare Buccinasco pur trovandosi nel comune di Milano. Insomma, questioni da dipanare, nel silenzio tombale della maggioranza (un tombale star zitti che è durato ben 4 anni con la maggioranza precedente, sulla faccenda Buccinasco più). Bene fa Uno-Che-Sa  ricordare e affiancare queste vicende di ieri e di oggi.

BUCCINASCO CON LE SOLITE STORIE DI QUESTE MAGGIORANZE

(03 Ottobre 2018 Uno-Che-Sa) Caro Socrate, nelle Sue valutazioni si orienti sulla colata di cemento nel verde agricolo. L’articolo del Corriere che parla di “zona Giambellino” non va preso alla lettera. Il giornalista con ogni probabilità non sapeva esattamente di cosa parlava, quindi è rimasto sul generico.

Un’altra utile pulizia mentale, è accettare il fatto che a nessuno importi di Buccinasco. Un luogo sputtanato (mi passi il termine, triviale ma oggettivo) dal lungo lavoro di distruzione mediatica svolto dalla sinistra locale. Buccinasco è solo un punto sulla cartina. Non usando Facebook non posso leggere la Sua fonte, ma ricevo notizie da altri.

Per ora non ci sono novità sostanziali. La zona individuata rimane quella davanti al futuro capolinea, oltre via Merula. Niente che si possa definire “Buccinasco”.

La quale, se farà la sua colata per interporto e parcheggio davanti all’Altra Milano, dovrà porsi il problema di portare rapidamente le persone da qui a là, circa 1 km in linea d’aria. Navetta? Io pagherei volentieri il risciò, se guidasse Pruiti.

E’ divertente come tutte le principali scelte della sinistra locale abbiano un forte impatto ambientale. Dalla modifica di Buccinasco Più, all’odierno scempio di via Di Vittorio, alla futura megacolata di cemento. Cosiddetti ecologisti, che agiscono contro la natura e la bellezza.

Sul progetto del nuovo ospedale, all’epoca del primo annuncio mi feci i calcoli con i dati forniti. L’equivalenza finanziaria, tra ristrutturazione S. Paolo/S. Carlo e nuovo ospedale, si ottiene dopo una ventina d’anni. Più quelli per costruire, ovviamente: il nuovo ospedale darà vantaggi solo quando sarà in funzione.

Oltre venti anni sott’acqua, caro Socrate, solo per andare in pari. Nel frattempo succederanno un milione di cose che sposteranno il pareggio all’anno del mai. Ristrutturare, riutilizzare, riqualificare dovrebbe essere la linea guida di politici intelligenti. L’Italia è un Paese già molto edificato.

Il problema ambientale è il grande problema di questo secolo. L’uomo sceglie ogni giorno di rendere meno vivibile il suo ambiente. Lo fa ovunque, con cinico egoismo. Ognuno vuole di più, verrà il giorno drammatico in cui tutti avranno meno.

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