Imbecilli a posti di responsabilità? Capita che siano utili perché descrivono realtà

Che un funzionario dello Stato di nomina politica, affermi diktat palesemente fuori da leggi e normative costituzionali, che lo faccia (in modo voluto o accidentale) così palesemente come una registrazione ufficiosa, anzi di fatto ufficiale, lo pone nella condizione di essere posto nella categoria degli imbecilli (termine d’origine latina, frequente l’uso nel francese imbecile) che ci piace nella definizione che ne dà il Devoto Oli:

Imbecille (agg. Sm e f): Persona dalla limitata capacità di discernimento e di buon senso o dal comportamento stolido.

Il tizio che si espone in questo modo è Portavoce del Presidente del Consiglio, nientemeno: Avvocato Giuseppe Conte, proprio lui. Roba da farlo dimettere in poco tempo, qualche mezz’ora; senza che del tizio nessuno più parli, venga messo fuori dal sistema dei media. Non è avvenuto, non vi sono avvisaglie che succeda. Questa assenza di automatismi che il sistema Stato rende obbligatori ha il suo pendant nel certificare lo stato di fatto, renderlo per così dire, ufficiale.

Che significato assume la carica di Capo dello Stato, se questi non è in grado di avere la rappresentanza e la difesa dell’autonomia dei suoi funzionari? di tutti i suoi funzionari, dal bidello delle elementari di Roccacannuccia al Capo di Gabinetto al ministero. Questo silenzio sarà diplomatico? Non crediamo ci si possa rifugiare dietro motivazioni così deboli.

Quindi nessuno scandalo: la politica tutta, quella di ieri e quella di oggi, sono concordi nel modo di gestire lo Stato. Lo Stato è cosa dei politici eletti pro tempore, i funzionari dello Stato loro serventi. Soggetti a eseguire gli ordini, le volontà, i diktat del politico di turno. Il quale non agisce in prima persona, ma fa uso del suo portaborse (che ha la funzione di assumersi le responsabilità in vece del politico ordinante).

Che sia reso esplicito in questo modo, che avrebbe del clamoroso in ogni altro paese europeo, è un passo avanti nella direzione del tramonto ufficiale della Democrazia come intesa formalmente, come informalmente praticata dai nostri eletti: tutti. Di qui o di là, quale che sia o sia stato il colore. Affermazione certa, apodittica, che riguarda tutto il sistema, quello che noi chiamiamo il “sistema romano”.

Cosa ci fa essere così certi, ferocemente certi di questo “andazzo” perenne dell’Italia Democratica Repubblica nata dalla Resistenza (come la chiamano officianti e salmodianti ad ogni rito che vorrebbe rendere verosimile ciò che non è)?

Semplicissimo: la struttura dello Stato ereditata l’8 Settembre 1943, riconfermata il 25 Aprile 1945, è lo Stato totalitario fascista. Lo stato fatto entità unica che si invera nel capo del governo, il Duce. La sua volontà è unica e da tutto il “popolo” automaticamente eseguita ed espressa, condivisa fino alla fine.

A maggior ragione quell’espressione del “popolo” definito “fascista” (et pour cause), non essendo neppure ipotizzabile una pensare diverso. Definizione che è sostanza, valida e indiscutibile entro tutta la struttura amministrativa, burocratica, militare dello Stato. Se lo Stato si riconduce al Duce tutto è lineare e semplice.

Finito il Duce lo Stato non riacquista autonoma autorevolezza e capacità di decisione. Semplicemente il Duce è stato sostituito da un’entità variabile, definita dalle elezioni, che pro tempore gestisce il potere. Lo Stato non c’è più, finita la gestione totalitaristica con l’8 Settembre, questa è stata ereditata da tanti e variegti sostanziali ducetti. Meno autorevoli, meno capaci, o addirittura imbelli come stiamo verificando in questi frangenti.

Quindi siamo arrivati al problema. Lo Stato Democratico è un panno dietro il quale esercita il suo potere in sua vece, il sistema dei partiti. La Presidenza della Repubblica, una notarile funzione di facciata, che lo Stato rappresenta come emblema fisico, finto simulacro. Privo di poteri o capacità d’intevento nel definire i rispettivi limiti fra esecutivo, legislativo e statuale, proprio.

Paradossalmente possiamo dire grazie al tizio di cui sopra, per aver svelato che il re è nudo. Che i nostri lettori riflettano, tanto più che la situazione cui ci ha ridotto lo strapotere sullo Stato esercitato dai partiti, ci vede prossimi a una “meta”, sperabilmente non nudi… Anche se, tristemente, pensiamo ai tantissimi cittadini italiani che ogni giorno continuano a fare il possibile per tenere in piedi questo Stato; i partiti eletti, dall’altro lato, a fare di tutto per profittarne.

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  1. #1 scritto da Andrea D. il 23 settembre 2018 23:30

    Che la struttura del bilancio dello Stato sia abnormemente complessa e che ben pochi riescano a districarsi in un tale dedalo è assodato.
    Questo vale indipendentemente da chi sia al governo, destra, sinistra o giallo-verdi.

    Ma qui la questione a me sembra un filo diversa:
    il M5S, quando era all’opposizione, si vantava di avere le coperture per il loro progetto di reddito di cittadinanza, con tanto di tabellina pubblicata sui giornali.
    Stando così le cose i tecnici avrebbero un ruolo marginale: al massimo potrebbero mettere i puntini sulle “i” spiegando il perché e il per come (leggi dello Stato non opinioni personali) alcune scelte non siano fattibili o producano coperture inferiori al previsto. Il tutto sarebbe verificabile.

    Solo che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, l’elenco dei presunti risparmi sembra essere diventato la lista dei sogni (pii desideri) e allora occorre trovare un capro espiatorio: gli odiosi burocrati al soldo del gombloddo planetario.

    Venendo al punto, l’esternazione a me pare chiaramente voluta per avere ricaduta mediatica e diffondere il verbo che non è colpa del M5S se il promesso reddito di cittadinanza non si potrà fare, ma dei poteri forti che complottano contro il governo del cambiamento. Auguri!

    PS:
    per inciso, dieci miliardi sarebbero facilmente e immediatamente disponibili, basterebbe eliminare il bonus degli 80 euro voluto da Renzi.
    Tagliare? Giammai!
    La gente, toccata nel portafoglio, potrebbe non prenderla bene e tra poco ci saranno le europee.

    Ma quale governo del cambiamento?!?

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 24 settembre 2018 02:33

    Infatti Andrea,
    Come in precedenza le ipotesi facili di risorse disponibili sostenute da M5S erano per lo meno curiose e da dover approfondire,
    (cosa che era facile rimandare perché lo scopo di questo futuro Bengodi era attrarre i cittadini Lucignolo e Pinocchio convincendoli al voto)

    Adesso le risorse disponibili si scoprono possibili ma (come sostenuto in passato dai Tecnici susseguitisi nella spending review)
    realizzabili in tempi medi e con un’azione sistematica e continua
    (che siano la sistemazione delle evasioni, la riorganizzazione della macchina pubblica, il taglio delle centinaia di leggine di favore, ecc.)
    Cosa che sul piano elettorale ha effetti dilazionati e d’impatto graduale…

    Sarà voluta sul piano mediatico, l’uscita imbecille del tizio?
    Quale che sia la motivazione ciò che rimane

    è la manifestazione d’impotenza dello Stato, con un Presidente della Repubblica, di facciata.
    Capo dello Stato cui è stata tolta la titolarità dell’apparato pubblico (tranne le Forze Armate)
    apparato dello Stato lasciato in balìa delle segreterie dei partiti…

    Ci vorrebbe davvero un Governo del Cambiamento,
    Ma l’attuale accozzaglia non è dotata delle capacità e competenze;
    soprattutto, come i polli di Renzo,

    Si danno reciproci colpi di becco per mettersi in luce su elezioni prossime…

    che a questo povero paese, così importante e così mal messo,
    Dio dia un’occhiata attenta,
    dato che la “fortuna” di Machiavelli non assiste lo Stato

    buona notte

    RE Q
 
 

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