Rifiuti, sempre il costo dei rifiuti: questa volta è la piattaforma ecologica

Contratto anche qui di cinque anni. La durata abnorme di questi  contratti dovrebbe essere sorretta da una motivazione stringente. Ricordiamo l’assurdo contratto di nove anni (NOVE) per la gestione dell’illuminazione pubblica. Un contratto di questa natura si porta dietro una serie di rischi: in nove anni l’appaltatore può cambire di gestione, di proprietà, può fondersi o cedere parte del proprio business, ecc.

Non ci è mai capitato di leggere una motivazione che motivi e descriva l’opportunità della durata. A lume di logica maggiore è la durata, minore dovrebbe essere il costo unitario del servizio.  Ma questo aspetto dovrebbe essere quantificato da chi il servizio offre, non prima, a spanna, da chi se ne serve. In questi casi la durata dovrebbe essere una variabile proposta dall’appaltatore: un anno di contratto a 100, tre anni a 80, ecc. In questo modo l’appaltante avrebbe la possibilità di arbitrare in modo aperto e logico la scelta valutando la convenienza e le componenti di rischio.

Ciò detto, andiamo al contratto. Chi si interessa della piattaforma ecologica a Buccinasco, conosce da sempre  la coop Spazio Aperto, essendo lei che dall’epoca Carbonera assume la gestione della piattaforma ecologica. In precedenza la gestione era comunale e diretta; costava poco e soprattutto incamerava direttamente gli introiti della raccolta differenziata. Spazio Aperto dichiara 600 soci; una realtà consolidata. Se si va a approfondire emerge un contesto complesso, enorme, che riepiloghiamo:

Spazio Aperto coop, è parte di un Consorzio SIS (Sistema Imprese Sociali) di Milano, entro cui a sua volta  è parte CGM Gruppo cooperativo; il tutto a sua volta si inserisce nel sistema confederato Confcooperative (struttura di matrice cattolica). Questa è ora strutturata in un contesto che riunisce la totalità o quasi del sistema cooperativo italiano,  compresa Lega coop, denominato Alleanza Cooperative Italiane.  Alleanza, sul sito wikipedia, dichiara 1,2milioni di occupati e un fatturato aggregato di 140 miliardi di euro.

Non è quindi una struttura precaria messa insieme così, tipo ad esempio la coop Il Glicine che a Buccinasco ha gestito lavori di giardinaggio, poi finita maluccio, con un dissesto. Riteniamo giusto segnalarlo perché la gara di cinque anni appena rinnovata ha visto vincitore ancora Spazio Aperto, con modalità che andiamo a descrivere.

Oltre a Spazio Aperto hanno partecipato alla gara (appalto del valore di 1,2 milioni) altre aziende. Nella prima fase dell’esame Spazio Aperto  è risultata provvisoriamente esclusa con motivazione OFFERTA ANOMALA (eccesso di ribasso). Spazio Aperto è stata invitata allora a motivare e descrivere le caratteristiche e le ragioni di una proposta che è stata giudicata anomala.

Cosa che ha fatto entro i 15 giorni di tempo massimo previsti. L’esito di questa situazione (VEDI), è sintetico quanto mai. Non illustra nulla delle motivazioni addotte, che vengono riassunte verbalmente dal RUP (Responsabile Unico del Procedimento: il nostro funzionario incaricato). Questi non descrive; dice che è tutto a posto, che i documenti sono a disposizione, e assegna la gara.

Non abbiamo elementi di dubbio, ma rendere pubblica una gara per poi esprimersi sostanzialmente in questo modo: “tutto a posto, ho visto io e approvo”, sembra una presa in giro. Sarà legittimo, non dubitiamo, ma se la gara è pubblica, perché questa riservatezza? Quali sono gli elementi (non indicati) che giustificano tanta cautela nel far conoscere gli aspetti peculiari di qualità che caratterizzano Spazio Aperto? Un sospetto l’abbiamo: il costo del lavoro della cooperativa è decisamente inferiore…. ma è una nostra ipotesi. Non si vuole che venga detto?

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