Pubblica Amministrazione, tempo è efficienza… quanto ci costa in inefficienza!

Di questi giorni la notizia che gira sui media: sono già approvati e stanziati, messi a bilancio nazionale 150 miliardi di investimenti, circa 10 l’anno. Quindi soldi da spendere subito, immediatamente, che non sforano il bilancio perché sono già compresi. Non si usano e si ritarda, anzi si giustifica la non partenza dei lavori con problemi di procedura, di competenze stato-regioni-comuni-enti-contratto degli appalti: tutto lunghissimo e complicato, ecc.

Dietro questo aspetto ciò che viene alla mente è il “sistema romano” che quando si trova a fronteggiare norme che limitano “affari romani” genera meccanismi applicativi che rendono le norme insostenibili, allungando i tempi, complicando, chiedendo quesiti  alle singole istituzioni, rallentando nel decidere. Obiettivo arrivare al superamento degli “intoppi”, a semplificare per arrivare agli “affari romani”. Soldi stanziati, già virtualmente impegnati che non generano lavoro, che non occupano personale, che non fanno PIL! Nelle condizioni in cui siamo è uno scandalo inaudito. Colpevole il ”sistema romano”, sia chiaro. Peccato però che il Governo del Cambiamento su queste cose non ci mette mano, almeno finora. Non si può andare avanti in questo modo; il nodo gordiano del “sistema romano” deve essere sciolto. Se non lo fai non cambi un bel nulla.

Oggi poi ne spunta un’altra, che riguarda Milano e indirettamente coinvolge Buccinasco. I ritardi e gli extracosti della M4. La Commissione Trasporti del Comune di Milano che vuol capire, adesso!. Come mai dal 2006 al 2011 i lavori della M4 (che era strategica per collegare Linate a EXPO), sono stati fermi.  E stato ascoltato Albertini, che ha illustrato il suo progetto e costi. Dice che, subentrata  Moratti, si fa una scelta discontinua e i lavori restano fermi, mentre i costi crescono, con un proget financing  pubblico-privato che la Giunta Sala, adesso vuole smontare, rivedendo il meccanismo.

Da scommettere che si ripartirà da capo, che vi saranno ulteriori ritardi, che si concretizzeranno con ulteriori costi. Così va il mondo (in Italia, anche a Milano), così andranno a finire i miliardi stanziati su scala nazionale, ingarbugliati fra Stato, Regioni e enti diversi ciascuno degli enti ne fa uso del tempo limite per deliberare, fino all’ultimo giorno con l’effetto  di generare il ritardo, di aumentare i costi, di creare fermate intermedie ove può rendersi possibile la necessità di “oliare i meccanismi” per far andare la locomotiva.

Ci siamo capiti, cari lettori. Siamo andati a vedere a Buccinasco, come si marcia e scopriamo che il problema tempi è proprio quello nazionale o delle grandi città. Per dare la risposta su un qualsiasi tema a un’impresa, un commercio, un costruttore o che altro, quanto tempo massimo ha il l’Ufficio incaricato per dare la risposta? 30 giorni, 60 giorni, 90 giorni, 120 giorni? Questo limite è canonico. L’ufficio nella generalità dei casi, soprattutto quando c’è di mezzo lavoro e impresa, è certo che l’ultimo giorno la risposta arriva.

A parte il fatto che questo modo d’agire è incivile e offensivo per il Cittadino, in via Roma c’è qualcuno capace di fare un calcolo del danno economico che può derivare dal ritardo? Quante sono le aziende che rinunciano, che vanno in un altro comune? (se possono?). C’è più di qualche imprenditore che ci segnala questa modalità burocratica.

Ritardare, anche se assurdamente per ogni tipologia è previsto un tempo limite, si tratta di un ritardo, che genera costi, attenua il clima che fa assumere i rischi d’impresa. Ogni anno c’è una quota di premio per il personale  che raggiunge sempre il massimo possibile (o quasi). Ci vuole così tanto a stabilire premi per i singoli uffici, articolati in modo legato alla velocità d’evasione?

Sono iniziative di questo tipo  che rendono efficiente il territorio, che invoglia chi fa impresa a venirsi a stabilire qui. Impresa vuol dire lavoro, vuol dire maggiore ricchezza diffusa, spirito e volontà di emulazione, si respira un clima frizzante e un poco tutti sono portati a mettersi in discussione, a  partecipare, raccogliere la sfida implicita che si vede ogni giorno tutt’intorno.

Intanto se la Commissione di Milano riscrive il project financing di M4 e M5, le scadenze del 2023 arrivano a…. facciamo 2030? Ne sarà contento il sindaco….  Qualcuno, qualcosa metterà in tasca da questi ritardi, mentre pagheremo noi Cittadini, mentre magari nel frattempo a Buccinasco realizzeranno la stazione degli autobus e parcheggio da 1000 posti auto. Informiamo il sindaco, che vada vedere quale sarà il nostro costo.. ciò che si sta profilando.

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