Buccinasco: gestione condivisa aperta a tutti, o burrone a separare maggioranza e minoranza?

Una riflessione che qui in Città Ideale è stata affrontata altre volte. La riprendiamo perché il tema ci sembra importante per Buccinasco e la nostra Comunità, come metodo che deve trovare la più larga adesione possibile. Dal dopoguerra il far politica si è caratterizzato per aspetti divisivi prevalenti, che adesso sono ampiamente superati e devono essere accantonati.

Uno, quasi naturale dopo la conclusione drammatica della guerra civile, è stato l’anti-fascismo assurto a ideologia propria e specifica, allo scopo di spaccare, di tener fuori la parte perdente della guerra civile. L’anti-fascismo è un non senso, a pensarci bene. Se il fascismo è l’ideologia dello statalismo accentratore, totalitario (il totalitarismo è termine italiano poi esteso a significare le ideologie che pongono lo Stato sopra ogni cosa pubblica o privata, cui tutto è soggetto). In sequenza il totalitarismo si è manifestato nel Comunismo, Fascismo e Nazismo (nazionalsocialismo).

Il termine antitetico al totalitarismo è allora la Democrazia, che manifesta la vita politica come libera al confronto, che vive (convive) di gruppi politici diversi, anche antitetici, che arrivano ad amministrare per volontà popolare attraverso il voto. L’anti-fascismo in Italia è assurto a valore autonomo e diverso rispetto a Democrazia, come ragione di lotta divisiva: sostituisce l’antitesi Totalitarismo-Democrazia, con il binomio Fascismo- Antifascismo.

Allora però, usciti dalla guerra, mentre si stava già scaldando la  guerra fredda che impose la divisione con i termini  Comunismo/Mondo Libero, sostanzialmente economia pianificata vs economia di mercato. Elementi tutti con un supporto ideologizzato, con l’obiettivo di scavare un solco profondo fra chi sta qui e chi là. Tutto stemperato nel tempo fino alla conclusione, trent’anni fa, con il muro di Berlino che cade.

Da allora la crisi del vecchio modo di fare politica è apparsa inevitabile e inarrestata.  Agevolato il pensiero liberale perché naturalmente flessibile in funzione dei risultati, privo di presupposti rigidi. I partiti che sull’ideologia hanno giocato le carte della politica si sono trovati spiazzati. La fine dell’ideologia come bussola che orienta sempre verso la meta, comporta la ridiscussione del far politica, del rapportarsi con gli altri; il costruire una competizione sulle cose concrete, confrontandosi.

Il confronto comporta un riconoscimento dell’interlocutore: non può più essere il nemico che sta al di là del burrone. Si deve discutere e competere sulle cose, sulle idee sulle proposte. Oddio, si dovrebbe… perché il far politica è ancora quella della divisione, del fossato incolmabile: del giusto che sta dalla tua parte, del nemico pieno di pecche con cui non ci si può rapportare, se non è con te.

Avviene anche oggi e lo vediamo in questi giorni a Buccinasco su fb. Un post dall’immagine BANNED segnala il sito del sindaco lamentando critiche rivolte a lui, cui non può replicare perché gli è impedito. Non è un sito istituzionale, ma è il sindaco che si comporta in questo modo. Proviamo a commentare in modo laico, equanime, cercando una via d’uscita in positivo, senza critiche:

Il sistema permette a chi gestisce di rifiutare persone o contributi che per le più diverse ragioni non si vogliono entro un gruppo. Possono esservi motivi giusti. ad esempio offese, o contenuti potenzialmente diffamatori, o provocatori. C’è chi ritiene di non dare spazio in un proprio gruppo a persone o posizioni che giudica alternative, estranee, che rompono un clima interno che si vuole mantenere coeso. Meno logico, e contestabile: per la sua stessa struttura la rete è aperta a tutti e il confronto è il sale di questa apertura… sarebbe meglio compiere lo sforzo di mettersi in gioco… accettare il confronto. Vale per tutti

Insistiamo su questa linea a obiezioni dalla scarsa presa, pazientemente aspettando che qualcuno capisca il percorso suggerito…. Niente. Le repliche hanno tutte, proprio tutte, il presupposto divisivo sopra descritto: vieni visto come un nemico cui non si può mai accordare un ascolto e un confronto lineare. Fino alle offese, che si fa finta di non cogliere, ma che generano un crescendo di pesantezza. Alla fine ottengono ciò che si prefiggono: la risposta  che meritano, lineare, corretta ma ferma.

Sono i medesimi che, a quanto da più persone ci è stato segnalato ormai da anni, nel loro interno vietano assolutamente di riprendere o commentare gli articoli su Città Ideale, che arrivano apertamente a criticare chi lo fa. Il rifiuto della ragione, la paura del pensiero libero. Non capiscono che sono contro corrente: il mondo gira da un’altra parte e proseguendo così finiranno nell’inconsistenza. Si spegneranno da soli.

Il mondo di domani sarà composto di Cittadini che non temono ma, anzi,  ricercano il confronto. Noi proseguiremo senza deflettere dalla linea del dibattito sulle cose, sui fatti concreti, su quale è la scelta più opportuna per la Comunità, perché è questo ciò che interessa davvero tutti. Cui tutti possono contribuire, perché non ci sono reprobi o dannati esclusi dalla vita della Comunità. Tutti possono essere utili, nessuno escluso.

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