Rifiuti urbani e gestione di Buccinasco: parte la gara e noi paghiamo

Sappiamo che questa partita del nostro municipio è coperta per intero, per legge, da una tassa di pari importo che comprende tutta la materia: Si chiama TARI. Per chi amministra si tratta in buona sostanza una partita di giro. Se la raccolta rifiuti costa 100, si applica la TARI al valore 100, che i Cittadini pro quota pagano, e si fa  pari e patta.

Insomma, a differenza dialtri costi e spese, chi amministra non è preoccupato dal problema, almeno sul piano delle entrate. In effetti finisce sempre così… a Buccinasco saranno forse dieci anni che la tassa rifiuti, comprese tutte le varie poste, gira sui tre milioni l’anno. In pratica non c’è interesse specifico sulla materia. Eppure entro il termine rifiuti vi sono partite degne di attenzione, a cominciare dalla raccolta differenziata che dovrebbe generare ritorni, riducendo il costo complessivo.

Si potrebbe quindi affrontare il tema in modo dinamico: per esempio, dando ai Cittadini obiettivi di racoclta differenziata che generano minore tassazione. Non si fa così, non è mai stato fatto, per quanto ricordiamo. Il contratto stipulato mette le entrate della raccolta differenziata come introito dell’appaltatore. Per cui noi Cittadini non abbiamo alcun ritorno da comportamenti ecologici che migliorano.

In questi giorni è partito il nuovo appalto che, secondo uno schema ormai classico, ha durata più lunga, arrivando a cinque anni. quindi copre due anni dell’amministrazione che sarà eletta poi. Non sono i nove anni dell’appalto dell’illuminazione (un assurdo economico e contrattuale), ma in questo modo il contratto arriva a superare gli 11 milioni più IVA (vedi allegato A disciplinare di gara Albo Pretorio  determina 06 09 2018 n.566).

Eppure la materia potrebbe essere motivo di un confronto con i Cittadini per una valutazione possibile su modalità checoinvolgano i comportamenti più virtuosi: ad esempio detraendo dalla TARI quanto recuperato dal centro di raccolta locale; se possibile da ogni unità immobiliare (condominio o addirittura abitazione). Una spesa di 11 milioni non è il caso che venga illustrata e dibattuta con i Cittadini?

Non si fa con questa amministrazione, che anche in questa occasione, agendo come sta facendo,  si dimostra contraria a una gestione partecipata. Quanto si potrebbe compiere di più e meglio, con beneficio per tutti noi contribuenti di Buccinasco, adottando criteri partecipativi e coinvolgenti. La gara è partita, verrà assegnata e amen.

Non si può dire se a vincerla sarà il gruppo A2A che controlla AMSA, anche se è da ritenere più che probabile. Questo gruppo ha introiti che vengono da prezzi amministrati (agisce in condizioni di pratico monopolio), fattura sei miiardi di euro che riguardano energia (prodotta anche da termovalorizzatori, cui AMSA fornisce i rifiuti come carburante), che diventa corrente elettrica.

In questo insieme appare  palese una condizione di conflitto d’interesse: maggiore è la quantità d rifiuti portata ai forni, maggiori sono i risultati economici che ne trae A2A. AMSA quindi non ha interesse a riciclare troppo. I rifiuti da riciclo possono avere un loro ritorno, ma se il ricavo che ne ha la “termovalorizzazione” è maggiore, è evidente quale sarà la scelta di chi amministra.

Forse da questo meccanismo si può capire il perché di un contratto chiuso, che cioè non trasferisce ai Cittadini il ricavato dal riciclo. Cosa si potrebbe fare al riguardo, più e più volte abbiamo cercato di affrontarlo in Città Ideale. Come ben sappiamo tutti, A2A è azienda a controllo pubblico (50% del capitale fra Comuni di Milano e Brescia).

In questo modo si continuerà a pareggiare il costo dell’appalto rifiuti trasferendo ai Cittadini l’importo della TARI. Senza alcun incentivo ecologico (e soprattutto economico, il quale resta nel gruppo A2A a esclusivo suo beneficio). L’economia gestita dai partiti ha questi risvolti: si procederà per altri cinque anni a pagare a piè di lista la tassa rifiuti.

Girano ogni anno almeno 3 milioni di nostre tasse che vanno nella partita rifiuti. Si continuerà così. Noi continueremo a sognare i Comuni Ricicloni: termine che definisce quelle città che traggono dalla gestione oculata del sistema riciclaggio, con benefici concreti (minori tasse) per i loro amministrati. Ricordiamolo quando col nostro voto dovremo scegliere la prossima amministrazione.

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