Come si interpretano leggi e regolamenti a Buccinasco: è così la Democrazia?

Noi restiamo affezionati agli atti scritti, all’asettica ma indiscutibile realtà che un testo scritto registra, in modo assoluto. Priva dei toni, espressioni e cadenze che  emergono dalla registrazione vocale e visiva. Hanno un loro contenuto di verità, ma si portano dietro l’interpretazione degli aspetti di contorno. Lo scritto di un verbale, è lì e quello resta, indiscutibile.

Ci riferiamo all’ultimo Consiglio Comunale, quello del 26 Luglio, nel quale, su proposta del sindaco, si è discusso delle mdofiche al Regolamento (ne abbiamo già parlato: VEDI). Dopo due mesi abbondanti ai Consiglieri è stato reso disponibile il verbale trascritto… due mesi. Il periodo feriale non può giustificare un ritardo simile.

Ecco che dal verbale è oggi possibile vedere come viene stravolto, strumentalizzato, un principio che, a tutela di una stesura partecipata, richiede una maggioranza dei due terzi dei Consiglieri, per ben tre votazioni. Solo dalla quarta votazione la approvazione richiede la maggioranza 50% più 1.

Ora una norma del genere, si propone l’evidente protezione da colpi di mano più o meno forzati. Una sorta di avviso al Consiglio: il Regolamento deve avere un’approvazione la più larga possibile, e bisogna fare di tutto perché ciò avvenga.  Questa maggioranza larga è prevista, ad esempio,  per le modifiche alla Costituzione, o per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Insomma le istituzioni e le regole che formano la gestione degli istituti democratici devono essere condivise. Infatti, allo scopo di non trasformare una norma-avvertimento  in una pagliacciata, le votazioni ripetute a maggioranza qualificata non vengono fatte in un’unica seduta. La votazione ripetuta deve avvenire in una nuova, distinta, seduta.

Lo scopo di questa distanza, la ripetizione in tempi diversi, è un invito a riflettere per tutti i membri che devono decidere; consente di dare il tempo per approfondimenti e contatti che permettano di superare l’impasse. La norma si propone questo e lo compie anche attraverso una ripetizione del voto non formale, in nuova seduta, con un dibattito che riprende e si ripropone.

I lettori, che certamente condividono lo spirito e la prassi di questi passaggi, saranno convinti che anche in questo caso sarà andata così. Naturalmente no, perché in una sola seduta si sono fatte quattro votazioni fotocopia, in fretta e furia. Cinque minuti d’orologio, come fossimo a una pratica burocratica da sbrigare alla svelta. Il testo scritto che abbiamo preso dal verbale di Consiglio, nella sua nuda e brutale essenzialità, lo dimostra (VEDI).

Si dirà, diranno i Consiglieri della maggioranza: il Regolamento non prevede sedute distinte per ciascuna votazione. Vero, ma il tema e il contesto è sostanzialmente analogo e un Presidente del Consiglio Comunale questa attenzione dovrebbe averla.  Non basta una clausola non esplicita perché non sia applicata: è la natura della trattazione che richiede una procedura adeguata.

Con l’assenso silente del Segretario Generale che nulla ha avuto da dire in materia, in fretta e furia, tre votazioni fotocopia realizzate in cinque minuti ed ecco che la norma del Regolamento è diventata carta straccia, una ripetizione fatta a macchina, con una maggioranza che si è adeguata senza ritegno.

La domanda resta: è giusto che si possa modificare il Regolamento del Consiglio in questo modo? Crediamo che i gruppi di minoranza possano compiere alcuni passi dovuti. Ad esempio: relazionare la votazione alla Prefettura chiedendo un parere di conformità, domandando se il Segretario Generale  in questo frangente proprio non poteva avvalersi della sua funzione di garante della legittimità degli atti per suggerire l’approvazione in quattro successive sedute del Consiglio.

Oltretutto, dato il contenuto delle modifiche, che attribuiscono al sindaco diritti di intervento a ogni chiusura di votazione, si può far valutare se non esistano gli estremi per un ricorso al Consiglio di Stato. Le strutture politiche più rappresentative in cui i gruppi di minoranza hanno riferimenti, possono fornire una consulenza specifica al riguardo. Approfondita e tale da procedere in modo sicuro e competente, in una materia astrusa e spesso contraddittoria.

Crediamo sia utile, non tanto per la questione specifica, pure importante, ma quale richiamo a comportamenti che questa maggioranza adotta facendo del premio di maggioranza una clava per compiere ciò che vuole, stravolgendo gli istituti di democrazia. Un richiamo alla serietà sostanziale delle norme farebbe bene a tutti, a sindaco, Giunta e maggioranza in particolare.

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