Il bilancio Italia 2019: il Governo del Cambiamento; quali le decisioni ?

Siamo a Settembre: venute le decisioni da prendere sul bilancio Italia. Vista la sequenza in accelerazione delle dichiarazioni generali su ciò che si vuole, su chi è il nemico, su quello che si rifiuta, fino al parossismo che coinvolge il paese e l’Europa, adesso si deve parlare davvero di cosa è prioritario fare. Non possiamo esimerci, perché si stanno avvicinando le sentenze.

Prima ancora dell’Europa e della commissione che deve ratificare il bilancio 2019 dello Stato, cominceranno le agenzie di rating… questione di ore. Il nostro è un Paese grande; rimane fra le prime sette o otto economie del mondo. Nel contesto complessivo  dell’economia mondiale, un giudizio di criticità sull’Italia e sul debito italiano, la sua sostenibilità, può generare riflessi a catena di cui non tutto è controllabile. Non si è sicuri di dove si andrà a parare.

Le agenzie di rating, è probabile, esprimeranno preoccupazioni soft, tenendosi aperte ipotesi che adesso non si vuole avere la responsabilità di esprimere per prime. Ma la pressione sulle decisioni che il Governo del Cambiamento deve forzatamente assumere, sarà forte e seguita dalle spinte dell’Europa. Si badi bene che non si sta giocando a monopoli; da nessuna parte possono agire imbecilli che giocano “contro”. La situazione è troppo seria. Davvero troppo seria.

Ciò che sta girando in queste ore è uno scenario di elezioni anticipate prima che si approvi il bilancio. Elezioni che anticiperebbero addirittura quelle europee di Giugno prossimo. M5S e Lega sarebbero tentate da questa ipotesi per evitare i contraccolpi di un bilancio che sposta le decisioni elettorali, fatte di spese consistenti, su cui per troppo tempo si è giocato per ottenere il consenso.

Cosa succederebbe di fronte a una scelta politica di elezioni tenendo in sospeso il bilancio 2019? Non viene facile l’ipotesi. I mercati mondiali sarebbero tesissimi, osservando ogni mossa, ogni evento che verrà dai palazzi romani. Uno scenario più “tranquillo” sarebbe allora un assetto elettorale che veda Salvini ricostruito entro una coalizione di destra: si ridurrebbero drasticamente ipotesi di spesa e la fibrillazione potrebbe attenuarsi, data la probabile riuscita vincente.

Uno scenario tipicamente italiano: non decidere. Rinviare, studiare cambiamenti con lo scopo che si resti (si ritorni) entro un alveo che i mercati internazionali possono considerare compatibile. Modificare tutto, cercare il nuovo, perché tutto resti come prima.

Il fatto concreto è: non si può fare diversamente. M5S può imporre le elargizioni a pioggia prive di riscontri in entrate, in un percorso incontrollabile sul piano economico, con qualcosa di simile a una condizione di amministrazione controllata di tutte le istituzioni globali?  Deve però trovare la decisa e convinta adesione della Lega.

Lega che non ha interesse a questo percorso: non le conviene. Molto più interessante è la ricerca di elezioni a breve allo scopo di sciogliere il Governo del Cambiamento e trovarsi al comando, in una coalizione riconoscibile su scala internazionale. Chi è in mezzo al guado oggi sono i partner M5S; non è certo la Lega, quella interessata a risolvergli il problema.

Torniamo alla domanda: quali le decisioni? La risposta probabile, a ciò che oggi si può immaginare è: decisioni non ce ne saranno. Non solo, più saranno rigide le posizioni di M5S, meno spazio di manovra si troverà a disporre per un accordo che trovi la quadra: un rinnovo del Governo del Cambiamento che sia considerato digeribile da Bruxelles e FMI.

L’Italia è poco governabile e ancor meno prevedibile, ma con questa situazione le istituzioni europee e globali devono acconciarsi e trovare la quadra. Non vediamo alternative. Viene alla mente una definizione fulminante di Ennio Flaiano divenuta immortale:

LA SITUAZIONE POLITICA ITALIANA È GRAVE MA NON È SERIA

Tag:

  1. #1 scritto da Andrea D. il 31 agosto 2018 23:52

    Se non erro le clausole di salvaguardia, in mancanza di un bilancio che le disinneschi, scatterebbero facendo aumentare IVA e accise. Sul resto gli scenari sono ancora oscuri. Davvero la Lega tornerebbe nell’alveo del cdx? Con che speranze? Forza Italia ormai è ridotta a lumicino.

    Anche ammesso che vincano le elezioni e abbiano i numeri per formare un governo, tutto da verificare, una tale coalizione, largamente dominata dai sovranisti di Lega e Fratelli d’Italia,

    sarebbe davvero garanzia di stabilità e buona gestione?

    RE Q
  2. #2 scritto da socrate lusacca il 1 settembre 2018 00:03

    Gli aspetti di un accordo di questo tipo, sono in effetti ancora adesso magmatici e da definire,
    ma non sono impossibili.
    Così come i rapporti di potere che si verrebbero a instaurare entro la coalizione Lega/centro destra,

    L’aspetto che farebbe preferire questo assetto e rendere meno problematica l’ipotesi
    riguarda la maggiore omogeneità di un governo che si libererebbe delle posizioni “antisistema” di M5S..

    ma siamo alle ipotesi.. su cui però si sta lavorando, da diverse parti…

    buona serata

    RE Q
 
 

sottoscrivi il feed dei commenti

SetPageWidth