Consiglio di fine Luglio: complotto alla democrazia partecipata

Bisogna che se ne parli e che sul tema si ricorra in più tempi. Ciò che si è consumato in questa vicenda non riguarda il Consiglio Comunale, l’organismo composto di sedici Consiglieri eletti. Organismo autonomo e gestito appunto in autonomia, che infatti elegge il proprio Presidente del Consiglio Comunale, quale funzione di rappresentanza nei confronti delle altre cariche e autorità locali.

L’art. 37 del T.U.E.L. (testo unico enti locali) distingue gli organi di governo del comune (attribuendone quindi la rispettiva autonomia funzionale):

1. Sono organi di governo del comune il consiglio, la giunta, il sindaco.

Quando si parla di Consiglio, partiamo appunto da qui. Il Regolamento del Consiglio Comunale è strumento di cui si dota il Consiglio, che stabilisce le regole. Risaliamo alle fonti di legge per descrivere cosa è avvenuto circa il Regolamento e la sua modifica. Cominciamo dall’autore delle modifiche.

Difficile da credere ma nessuno, nessuno, neppure nel Consiglio di ieri, si è professato ideatore e estensore del modulo non datato, non firmato, presentato dal presidente  nella commissione statuto  (Cesare Di Lieto, PD).  Una proposta esecutiva, non accompagnata da alcuna motivazione, si deve pensare approvata entro la maggioranza (che non è, sia detto per chiarezza, “organo di governo” del Comune), né lo rappresenta il Consiglio.

Quindi  il Presidente del Consiglio ha aperto la discussione sul punto delle modifiche e… da la parola al Sindaco perché le illustri(!! al sindaco). Quindi è il sindaco  l’autore delle modifiche? Sembrerebbe logico, anche se il sindaco è organo distinto e diverso. Non può esercitare il ruolo di Consiglio sostituendosi al Presidente e ai 16 Consiglieri eletti. Al Presidente del Consiglio sta bene così… evidentemente (si può anche pensare che non si accorga di ciò che compie…, ma sarebbe peggio).

Il sindaco, sembra di capire con un certo imbarazzo, conferisce l’incarico di illustrare le modifiche al sunnominato Di Lieto. Il quale parla su incarico del sindaco? Fatto sta che avviene così e questo consigliere fa conoscere all’organismo di cui fa parte le motivazioni che, a suo dire, giustificano le variazioni. Il Consiglio ne viene a conoscenza in corso di Consiglio, mentre il T.U.E.L. dice testualmente (art. 34 comma 4):

Il presidente del consiglio comunale assicura un’adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al consiglio.

Assicurazione prevista dalla legge che, in tutta evidenza, non è avvenuta da parte del Presidente del Consiglio Comunale. Tanto che la minoranza, per voce di Alberto Schiavone, ai sensi dell’art. 38 del regolamento del Consiglio ne fa una questione pregiudiziale, che comporta la non discussione del punto all’odg.

Ma si tira dritto e si va avanti. Non è il caso di riprendere quanto dalla maggioranza è venuto (ex post) a motivare i cambiamenti: questi si traducono in maggior potere per il sindaco e la maggioranza, non è il caso di ripetere. Il Regolamento   in vigore, ripensato e aggiornato nella gestione  Maiorano-Pruiti, prevede che per le modifiche vi sia una maggioranza propositiva pari a 2/3 per le prime tre votazioni.

Probabile residuo di un periodo antecedente alla legge maggioritaria, quando il senso democratico era evidentemente più concreto e autonomo valore, non fatto di norme pongo da tirare a proprio vantaggio secondo convenienza. I voti per far passare le modifiche dovrebbero essere 12, ma la maggioranza non ne ha; arriva a 11.

Per far passare le nuove norme, se non c’è una condivisione con la minoranza, è necessario ripetere quattro volte la votazione. Per tre volte le modifiche non sono approvate. Si arriva così alla quarta votazione. Per il regolamento Basta la maggioranza semplice, che si approva da sola il regolamento. Ieri la maggioranza con tutti i suoi componenti, nessuno escluso, è stata asservita dal propositore di queste modifiche, appiattita su un dictat che non guarda in faccia a nessuno pur di prevalere.

Un racconto triste, in una triste giornata di Luglio, nella quale la Democrazia era in ferie (almeno quella dei Consiglieri di maggioranza che queste modifiche si sono votati da soli). Come possa andare avanti così una combinazione con un sindaco di 3 Consiglieri, mentre il gruppo del PD (che ne ha 7)  agisce come portatore d’acqua a un aspirante piccolo duce?  non si riesce a capire in termini di pura convenienza.

Una brutta pagina  è stata scritta nella Sala Consiliare di Buccinasco. Ci consola l’ottimismo riguardo al futuro; costoro non sono destinati a durare… che i Cittadini si attrezzino e si interessino perché il prossimo Consiglio vengano eletti concittadini capaci, competenti, severi nella tutela dei diritti delle minoranze. La nostra Buccinasco ne ha un gran bisogno.

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  1. #1 scritto da Adriano Carena il 28 luglio 2018 09:32

    La strage.
    Un altro esempio del decisionismo del sindaco Pruiti:

    il 30 luglio inizia la famigerata strage di tutti gli alberi di via Di Vittorio.
    Lo annuncia un foglietto comunale appeso ai pali ed agli ingressi della via.

    Chissà quando chi vivrà potrà rivedere alberi ad alto fusto adornare e ombreggiare la via ove gli edifici sono esclusivamente adibiti a residenze abitative, i cui abitanti non sono stati minimamente coinvolti in tale demenziale decisione.

    Adriano Carena

    RE Q
 
 

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