CONSIP: un fallimento, e che fallimento! un errore che spaventa

L’idea e il progetto sembrerebbero validi; c’è (o si dovrebbe) star tranquilli su una legge efficace e ben composta, che si propone di blindare gli appalti della P.A. rispetto a infiltrazioni dell’anti-stato nelle sue diverse e multiformi espressioni nel territorio nazionale. Qui siamo in Liguria, terra nella quale la ‘ndrangheta ha fiorito e fiorisce tuttora e non solo d’inverno a Sanremo.

Siamo al 2016 e la CONSIP assegna una gara per la fornitura di ticket restaurant a enti della P.A. la vince una società “ics”, il nome lo spiegheremo poi. Assegnato l’appalto, una serie di P.A. acquistano ticket restaurant da questa società che ha un’introduzione tutto sommato discreta (ogni dipendente anno comporta una spesa per la P.A., e un’entrata per l’azienda fornitrice, di circa 1.440 euro, ma potrebbero essere anche di più, la nostra è una stima).

Passano due anni e di ticket ne vengono richiesti, vengono forniti alle P.A. più o meno locali che ne hanno fatto uso, i quali pagano l’appaltante che incassa dalle P.A. e poi? Il ciclo dovrebbe chiudersi con i dipendenti che ne fanno uso. I negozi che li prendono come moneta e poi vanno dalla “ics” per restituire i ticket ritirando  il corrispettivo.

Qui spieghiamo una particolarità  di questo sistema diffusa con le aziende.  L’importo facciale vale per il dipendente, che lo spende per intero. La P.A. dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) ottenere uno sconto (se è stato stabilito nella gara), ad esempio 8% ma si può arrivare anche fino al 12%. Di solito è così, ma nella P.A., se questa quota di sconto non appare in contratto, diventa parte di una trattativa fra “ics” che offre i ticket alla P.A. e il funzionario che accetta di farne uso. Ci fermiamo qui; nulla sarebbe emerso al riguardo.

Chiarito il meccanismo parliamo di cosa sta succedento per come lo racconta ilfattoquotidiano VEDI (ma in Liguria  saranno molti i giornali locali a informare). I negozianti non riescono ormai da diversi mesi a vedersi pagati i ticket presentati a “ics”. Stanchi, hanno cominciato a non prendere più questi ticket di “ics” e i dipendenti pubblici non riescono più a spenderli perché non c’è chi li prende.

Per farla breve arriva la Procura del Tribunale e viene fuori un buco potenziale di 150 milioni. Milioni! La Procura va a vedere chi è: “ics” si chiama QUI! Group e chi ne è l’animatore risulta tale Gregorio Fogliani, famiglia nota di Taurianova/RC. Con i nostri semplicissimi mezzi troviamo da internet di chi si tratta, e scopriamo un verminaio incredibile, con notizie che risalgono al 2012 (VEDI casa della legalità davvero ben documentata).

Qui! Group e compari, opera su scala nazionale con attività tutte o quasi legate a rapporti con la P.A. pulizie, disinfestazioni, ecc.:  dal Trentino  alla Sicilia. Sono scoperte alcune regioni e nella loro brochure indicano quali clienti una sfilza di enti pubblici incredibile. Ma c’è dell’altro: la serie di imprese con il logo QUI!GROUP e altri simili, attribuito ai Fogliani di Taurianova:

…. Vennero indicati dalla DIA nel lontato 2002, in quanto “considerata un terminale locale per operazioni di reinvestimento di denaro di illecita provenienza”.

Potremmo andare avanti a investigare: probabile che venga fuori dell’altro. Stiamo parlando di imprese e persone attenzionate 14 anni fa! La Divisione Investigtiva Antimafia le definisce nel modo sopra citato. … E CONSIP assegna l’appalto? Come è possibile? CONSIP poi rescinde il contratto… il 13 Luglio 2018….

Siamo certi che tutto sarà formalmente a posto: ogni pezzo di carta avrà la sua regolare motivazione per la decisione presa. CONSIP, con la funzione che ha, non dispone dell’accesso ai dati su tutte le persone e condizioni di potenziale rischio?  non può accedervi? Sono 150 milioni di soldi pubblici finiti alla ‘ndrangheta…. E dall’articolo il neo ministro si preoccupa di dare riscontro ai dipendenti pubblici per la perdita di buoni pasto…

C’è davvero da preoccuparsi. Lo Stato sta perdendo pezzi da ogni parte. Siamo certi che nessuna delle amministrazioni che ha acquistato il ticket abbia u nresponsabile identificato della fornitura?  Vedere i contratti, rccogliere informative sulle eprsone fisiche che si sono incontrate, quante volte, dove, ecc. Quando succedono di queste cose ogni singola P.A. dovrebbe dar vità a stringenti e approfondire ricerche.

Le normative dovrebbero consentire una capacità di decisioni conseguenti nei casi dubbi, senza attendere accertamenti giudiziari di dieci anni. la responsabilità è personale verso il proprio datore di lavoro e su comportamenti meno che corretti, le conseguenze devono essere certe e senza possibilità di difesa.

L’altro aspetto altrettanto evidente , è la macchinosa struttura che attribuisce le gare sul piano burocratico e definitivo, proteggendo più l’impresa che lo Stato. Una struttura da smontare e una serie di provvedimenti e regole che prevedano premi e sanzioni, generando rischi certi in caso di eventi non positivi, premi nel caso contrario. Solo così si può motivare il personale a ben fare. Viviamo invece in uno Stato malato, che fa acqua da più parti; ed è davvero triste.

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