Democrazia e Regolamenti: nel 2018, non siamo più alla dittatura del proletariato

La reazione che ha avuto l’articolo di Città Ideale (VEDI), ha suscitato le legittime reazioni dei gruppi di minoranza, la sopresa imbarazzata e perplessa di Cittadini e perfino simpatizzanti dell’area progressista, oggi mutevole e variegata. Tutti a domandarsi la logica di una modifica pre cucinata in casa, non si sa da chi confezionata, senza una firma, una data una motivazione, senza alcun confronto sui temi con le minoranze.

Poi alle reazioni numerose venute dai social si è cominciato a capire qualcosa. Oppure chi ha pianificato l’operazione (a noi viene in mente il Presidente del Consiglio Comunale, ma sarebbe uno scandalo, vista la sua figura istituzionale, quindi escludiamolo.  Staremo a vedere dove si andrà a finire circa la genesi, gli autori e soprattutto le motivazioni.

Come sia possibile che un Presidente di Commissione Statuto presenti questo documento, bloccato, del tipo prendere o lasciare, non è cosa corrispondente al ruolo. Modificare le regole non è una qualsiasi delibra di Giunta. Qui siamo alle regole, e le procedure vanno attentamente calcolate, coinvolgendo subito tutti i Consiglieri sul tema spiegando di che si tratta, del perché, se si sono attivate le valutazioni di congruità  rispetto ai principi costituzionali, ecc.

Dai social però, di fronte a un crescente imbarazzo dalle accuse di monopolio del sindaco e altro, alla fine è emerso un topolino che non giustifica nulla, che sembra inventato lì per lì tanto per motivare la granitica chiusura sul documento (?) proposto. Ripetiamolo, privo di autori, di data, di introduzione che motiva e spiega punto per punto le ragioni delle modifiche che si introducono su un Regolamento che è, e deve essere, garanzia per tutti: tutti nessuno escluso (sindaco compreso).

Le ragioni addotte: il regolamento approvato nel 2016 (Maiorano Pruiti) ha introdotto una definizione del Gruppo consigliare come espressione  della volontà dei Cittadini. che tale rimane anche quando una lista si trovi con un solo Consigliere. Costui non è un Consigliere qualsiasi ma il diretto rappresentante dei Cittadini  che quella lista hanno votato. Quindi è giusto riconoscerli la possibilità di esprimere, sui diversi temi trattati in Consiglio, l’orientamento e la visione dei Cittadini che direttamente rappresenta.

Questa modifica è stata introdotta con consenso generale; anche della minoranza d’allora, sia pure essendo la minoranza meno “beneficata” dalla modifica mentre la maggioranza si componeva allora di più Consiglieri singoli rappresentanti di lista.In pratica a trarne visibilità erano diversi Consiglieri della maggioranza.

Le elezioni successive hanno portato a un rovesciamento della situazione: liste con un solo rappresentante ve ne sono tre nella minoranza; nessuna ne ha la maggioranza. Ciò comporta una visibilità di queste liste, per altro puramente espositiva, poiché il potere di decisione si ha col voto. Un Consigliere che rappresenta un’unica lista potrà espriemere i suoi argomenti e valori, che però se non passano il vaglio della maggioranza del Consiglio, restano qualcosa di simile al flatus voci.

Sembrerebbe, stando a quanto affermano esponenti della maggioranza, che la modifica che introduce il diritto di tutti i 16 Consiglieri di prendere la parola. In questo modo, gli estensori di questa bella trovata, pensano di riparare un deficit di visibilità (?). Ma non sarebbe più semplice che due Consiglieri della maggioranza si costituissero in gruppo autonomo? Una cosa forzata, ma così sarebbe pari, se è questo che intendono.

Non è così, perché tutte le altre modifiche sono una violazione della libertà  di espressione dei Consiglieri di minoranza (o anche di maggioranza qualora avessero da dire qualcosa su un provvedimento della maggioranza in votazione. Questo documento è strutturalmente un disastro anti democratico, con seri profili di devianza rispetto alle leggi fondanti delle rapresentanze negli organi elettivi.

La discussione sul numero degli interventi non ha valore alcuno per le ragioni che abbiamo cercato di esprimere. Sembra una finta battaglia per nascondere il resto. Da votare in Consiglio a fine Luglio, in fretta e furia, in un odg nel quale si presenta e si discute la proposta di bilancio preventivo triennale!! Il Presidente del Consiglio Comunale non si è reso conto che un tema così importante e delicato come il Regolamento, non può essere messo lì in un odg di importanza strategica per gli indirizzi di spesa dei prossimi tre anni (stiamo parlando di almeno 90 milioni!!) Non lo sanno?

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