Buccinasco: gli errori poi generano pasticci e i danni sono tutti nostri

Bisogna risalire al 2013, quando una “lettera anonima” segnala comportamenti impropri accusando Gregoria Stano (l’unico nome che faremo in questa ricostruzione poiché, adesso è fuori. Assunta dalla Ragioneria Generale dello Stato, non fa più parte del Municipio, ancora residente a Buccinasco). Questa lettera anonima avvenne poco dopo una contestazione che riguardava l’allora vicesindaco per modificazioni interne alla sua villetta.

Per questa faccenduola l’odierno sindaco venne condannato e se la cavò con una sanzione economica, la non iscrizione, ecc. (nessuna conseguenza pur trattandosi di persona con la carica di vicesindaco). Ma continuiamo nella storiella di cinque anni fa. Ai lettori che non ricorderanno, sembrerà incredibile ma, il Segretario Comunale pro tempore ritiene, in base alla lettera anonima (!) del tutto strumentale, di dare il via a una inchiesta interna che ha per indagato Gregoria Stano.

Dopo qualche tira e molla, per tirare in lungo il nulla anonimo, Gregoria Stano viene convocata dal Segretario comunale pro tempore per vedersi esibita un lettera/fotocopia, priva di data e di firma, che porta il nome del presunto autore (una collega all’epoca in posizione sottostante). Un documento assurdo perché possa essere preso in esame: ripetiamolo. UNA FOTOCOPIA, NON DATATA, NON FIRMATA. Di cui il segretario non sa spiegare come sia pervenuta nelle sue mani.

Ciò che si può pensare (ma è privo di riscontri): la collega che accusa Gregoria Stano sia stata indotta a mettere per iscritto sue valutazioni. Oppure può anche essere che tutto sia stato inventato ad arte senza che lei ne sapesse nulla. Qualcuno ha poi ritenuto prudente che il documento pervenisse al segretario in questa forma fasulla. Solo un Segretario razionalmente imbelle può dare corpo a un documento del genere. La vicenda come prevedibile, finisce poi nel nulla.

I meccanismi per “far fuori” Gregoria Stano saranno poi individuati nella gara del verde, l’estromissione mediante una riorganizzazione che la mette  da parte, finché il Ministero  dell’Economia la seleziona per la Ragioneria Generale dello Stato, ove presto si distingue e continua lì la propria carriera.

Negli incarichi in precedenza assegnati a Gregorio Stano dal Commissario Francesca Iacontini (che in poco tempo ne comprese la qualità) assegnando il coordinamento di una quindicina di funzionari,  la riorganizzazione Maiorano Pruiti ha spezzettato l’area gestita in diversi uffici. Ne hanno beneficiato funzionari sottoposti, con assegnazione  di posizione più autorevole e remunerativa. Fra costoro si trova la persona il cui nome figura in calce alla fotocopia non datata che accusava Gregoria Stano.

La riorganizzazione, effettuata da Maiorano Pruiti in due o tre tempi successivi, ha portato a almeno un anno di stasi, per ammissione di loro stessi. Il potere di nominare persone con cui si ritiene di avere maggiore sintonia non significa in automatico organizzare meglio. Dipende da specifiche qualità dei nominati. Su cui è evidente l’insoddisfazione, tanto che, recentemente  è stato assunto un funzionario che viene posto in posizione superiore a qualcuno dei beneficiati di ieri.

Ecco allora che un P.O. beneficiato di ieri, che si sente danneggiato dalle scelte dell’amministrazione va in tribunale e chiede danni e altro (determina 468 del 05 07 2018). Nulla vogliamo esprimere su queste scelte, che potranno o meno trovare conferma nella pretura del lavoro. Ciò che emerge in modo palese è una gestione delle risorse umane davvero spannometrica, che in questo caso ci costerà di prime spese legali quasi  4mila euro (siamo ai primi passi).

Ci ripetiamo: le elezioni non pretendono competenze specifiche, meno che mai nella gestione del personale. Noi Cittadini però dobbiamo tenerne conto: se poi gli eletti (legittimamente) sono inadatti al ruolo, ci costa un patrimonio in termini di risorse, tasse e efficienza. Ricordiamo anche che quest’anno ci troveremo con 15 dipendenti in più.Pagati con le nostre tasse.

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